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Autismo, trenta giovanissimi in carico all'Unità salute mentale della Lunigiana

Autismo, trenta giovanissimi in carico all'Unità salute mentale della Lunigiana

Lunigiana - Il 2 aprile di ogni anno si celebra la Giornata mondiale dell’autismo e la Società della Salute della Lunigiana coglie l’occasione per fornire alcuni numeri su questo disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell'interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale, che provoca ristrettezza d'interessi e comportamenti ripetitivi.
Queste caratteristiche comportamentali possono manifestarsi con gradi e livelli di intensità diversi.
L’Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza (UFSMIA) Zona Lunigiana, guidata dalla neuropsichiatra infantile, dottoressa Isabella Bernazzani, ha attualmente in carico circa 30 bambini/adolescenti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico (DSA), di età compresa tra i 3 e i 18 anni.
Al raggiungimento della maggiore età, da alcuni anni è attivo un protocollo che attiva il passaggio ai servizi per l’età adulta, gestiti dall’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti (UFSMA).
Inoltre, c’è un dato di sicuro interesse, su cui riflettere, ed è rappresentato dal fatto che si segnala, negli ultimi anni, un aumento dei bambini che giungono precocemente, ovvero entro i 3 anni, al servizio.
Ma come accedono al servizio i bambini con sospetto DSA?
I bambini con sospetto Disturbo dello Spettro Autistico possono arrivare all’UFSMIA Zona Lunigiana a seguito di somministrazione del questionario M-CHAT (Modified Checklist for Autism Toddlers), che identifica i fattori di rischio per lo spettro autistico e che viene somministrato dai pediatri di libera scelta nelle visite di controllo del 18° mese di vita.
Oppure possono arrivare al servizio sempre tramite il Pediatra di Base (senza M-CHAT) o su input degli insegnanti della scuola dell’infanzia o dei genitori stessi.
I bambini entrano nel percorso diagnostico e vengono valutati, attraverso l’utilizzo di strumenti clinici strutturati e non, dall’equipe specialistica, che è composta da neuropsichiatra infantile, psicologo, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva e, se è presente l’uso del linguaggio, dal logopedista.
Completata la fase di valutazione dei bambini, viene consegnata ai genitori una relazione contenente la proposta del percorso riabilitativo ambulatoriale all’interno dell’UFSMIA Zona Lunigiana, per la precisione presso i presidi di Aulla in piazza Craxi 22 e Pontremoli presso l’ospedale Sant’Antonio Abate (telefono 0187423034 - 0187420093), o, in alcuni casi, un trattamento semiresidenziale intensivo presso i centri ANFFAS (Centro Il Calicanto/Il Casolare).
Il progetto terapeutico riabilitativo individualizzato è costituito da interventi riabilitativi, di sostegno alla famiglia, sociali ed educativi, con l’attivazione del sostegno scolastico e l’eventuale assistenza scolastica di concerto con altri gruppi di lavoro tra specialisti ed insegnanti, in modo da confrontarsi e condividere gli obiettivi delle attività didattiche in linea con il progetto riabilitativo del minore.
Per quanto concerne le strutture presenti sul territorio, da anni in Lunigiana c’è il Centro ANFFAS “Raffaello cresce“ per adolescenti autistici, con sede ad Aulla, a gestione integrata tra operatori Anffas e specialisti dell’UFSMIA e dell’UFSMA, che effettua trattamento riabilitativo semiresidenziale per minori affetti da autismo a partire dai 16 anni fino all’età adulta.
L’UFSMIA gestisce inoltre, unitamente al Servizio Sociale della Società della Salute della Lunigiana, il Centro socio – educativo “Edu@play“, con sede a Bagnone, che accoglie fino a 6 bambini, di età compresa tra l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e il termine dell’obbligo scolastico, affetti da disabilità complessa (ritardo mentale, sindromi genetiche, cromosomiche) e tutti accomunati da un grave disturbo della comunicazione.
“Edu@play“ svolge esclusivamente attività di tipo educativo, volte a favorire l’emergenza di abilità sociali finalizzate ad un adattamento più sintonico all’ambiente di vita, con particolare attenzione alla dimensione emotiva e relazionale.
Da sottolineare, in conclusione, che la Giornata mondiale dell’autismo è stata istituita dall’assemblea generale dell’ONU nel 2007, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale sulle caratteristiche e le manifestazioni di tale patologia.

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