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"Lunezia, ora più che mai!"

"Lunezia, ora più che mai!"

Lunigiana - "A fronte della tragedia pandemica di oggi, vale più che mai l’utopia Luneziana, a patto che s’intenda l’utopia come possibilità e realizzazione, come ha scritto il grande letterato Musil nelle sue tante pagine. Le città, i paesi, i borghi, i casolari, le province di confine collocate in regioni diverse si ritrovano prigionieri dei rispettivi confini regionali: confini dettati a suo tempo, da menti distratte e tale condizione esalta più che mai il progetto Luneziano. Una sola esemplarità, la Lunigiana, che è ormai noto anche ai sassi rappresenta il fulcro di Lunezia da farsi, è davanti a una doppia tragedia, in quanto vede la sua quotidianità brutalmente stralciata, i suoi rapporti mercantili resi complicati, le sue frequentazioni amicali e di studio e di svago improvvisamente proibite, certo, dalla crudeltà di un virus, sulla fattura del quale la politica tace che obbliga giustamente alla precauzione assoluta, allo scrupolo individuale e sociale senza se e senza ma, accanto a tale dolente realtà sta però anche l’atto dell’animale umano, la sua conoscenza e le conseguenti opzioni. I confini regionali sono sbagliati, non solo come geografia, ma come sbarramento e proibizione a fronte del virus letale, poiché non rappresentano un deterrente e non tengono conto della mobilità di pensiero,non solo di movimento". Così, per conto dell'associazione culturale Lunezia, intervngono Nicla Ghironi, Rodolfo Marchini, Egidio Banti e Paolo Borzoni.

"Leggiamo su un quotidiano online, la lettera del prof di Geografia, professor Canesi, guarda caso, il quale afferma, in riferimento alla pandemia, che logica vorrebbe si guardasse ai chilometri e non ai confini politici delle Regioni. C’interroghiamo sulla funzione di ben 450 esperti, pagati da noi cittadini, i quali hanno optato per la banalità di un confine artefatto: qualche esempio a caso: Val di Vara e Val di Magra due gemelle naturali separate dall’artificiosità di un’istanza istituzionale, studenti lunigianesi verso le università di Parma anziché verso quelle della regione d’appartenenza, l’ultimo esempio in ordine di tempo, il ponte crollato di Albiano nel Comune di Aulla, a fronte della sua ricostruzione stiamo già assistendo ai balletti sepolcrali della politica. Il ponte unisce una Toscana impropria come è quella lunigianese con la Liguria, in Liguria abbiamo visto l’esemplarità del ponte Morandi ricostruito su progetto bellissimo di Renzo Piano, in Toscana si sta cavillando sui puntini. Abbiamo sentito l’ex sindaco di Mulazzo, prof. Malaspina sottolineare con forza l’incongruenza delle opzioni del governo centrale, diventate diktat per ogni cittadino che già soffre per i limiti imposti alle sue libertà personali e non vuole soggiacere ad ulteriori limitazioni prive di logica. Altro esempio, il Comune di Castelnuovo Magra, ubicato nella regione Liguria, ci diceva la dottoressa Maura Magni che non può andare ad un supermercato a Caniparola, molto vicino alla sua casa, perché tale luogo è sotto il Comune di Fosdinovo, il quale si trova in Toscana, trattasi di una striscia di terra collocata in Liguria. I chilometri, egregi signori, i chilometri e non i confini regionali. Per rispetto verso un popolo già tanto provato. Proprio a fronte dell’orrore che stiamo vivendo oggi in termini d’impotenza, è proprio dentro una tragedia che si riconoscono le menti eccelse e gli intelletti colmi, è proprio nella spirale di un vortice che l’animale umano riscopre tutta la sua forza fisica e intellettiva, il suo coraggio e la sua voglia di vivere, non di sopravvivere: il progetto geografico e politico Luneziano rappresenta oggi in assoluto tutte le qualità e le prerogative di cui è dotato l’aggettivo umano. Ci rivolgiamo a tutti gli Amministratori locali affinché prendano in mano la causa luminosa di Lunezia e la traducano in un atto amministrativo esemplare sostanziato da uno scambio mercantile dolce, da una filosofia di vita che deve contemplare insieme al produrre, che deve avere come premessa lo studio e la conoscenza, adatte a tradurre in atti concrèti il rispetto e l’esaltazione della vita in ogni sua forma. A cominciare dall’habitat, alla vita animale per giungere a quella umana. Noi non ci fermiamo e siamo certi di poter tradurre il maledetto virus cinese in una lezione di vita", concludono.

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