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"I lupi sui monti spingono i cinghiali nelle città"

In Lunigiana i vari Comuni provano a fare squadra per risolvere il problema degli ungulati. L'assessore regionale Remaschi: "Più difficoltà a fare agricoltura a causa degli animali selvatici".

allarme ungulati
"I lupi sui monti spingono i cinghiali nelle città"

Lunigiana - L'emergenza cinghiali non è solo affare della costa. Ieri l’Unione di Comuni Montana Lunigiana ha organizzato una partecipata riunione che ha visto coinvolte associazioni, amministrazioni e aziende assieme all’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi. Un incontro fortemente voluto dall’Unione dei Comuni il cui presidente Roberto Valettini ha ringraziato per la sollecitudine con cui è stato possibile organizzarlo con la presenza della Regione. “Grazie all'assessore Remaschi che su nostra sollecitazione è stato preciso e immediato nel rispondere alla richiesta – ha esordito l’Assesore e Sindaco di Bagnone Carletto Marconi -. Oggi si fa il punto della situazione e si raccolgono le istanze delle varie Amministrazioni comunali. Sappiamo che vi è la necessità di trovare una linea strategica e ci muoveremo per trovarla”.

A rompere il ghiaccio è stato Marco Pinelli, neoeletto sindaco di Podenzana: "Sono stato eletto da poco e mi sono subito trovato a gestire un problema molto sentito e contestato Podenzana ha subito molti danni da animali selvatici. È una situazione che ormai facciamo fatica a sopportare. Si parla di danni a privati e ad aziende, ci troviamo i cinghiali praticamente fuori dalla porta di casa. Non è facile trovare una soluzione, sarebbe importante invece averne una efficace. Io ritengo che il problema sia ormai noto a tutti, che richiede ovviamente dei risultati."
"Adesso ci troviamo con i cinghiali che vengono a valle perché a monte ci sono i lupi. Non basta fare la caccia di selezione, non risolve il problema", ha evidenziato Massimiliano Zani, assessore all’Ambiente del comune di Filattiera cui ha fatto eco la stessa sindaca Annalisa Folloni: "Ci mancano le normative, ci sono aziende ma anche tanti hobbisti, per cui mancano sussidi. Ma dobbiamo parlare anche della sicurezza delle persone, aree frequentate da ciclisti e podisti (ci sono cinghiali ma anche i caprioli) e l’incolumità di chi percorre la via Francigena".

Secondo Marco Remaschi, il problema degli ungulati che tormentano centri urbani e coltivazioni c’è ed è innegabile. “Occorre quindi valutare la possibilità di fare interventi straordinari assieme alla Polizia Provinciale. In Regione abbiamo definito un accordo triennale che prevede accordi proprio per cercare di combattere questo problema a livello territoriale – ha continuato l’assessore -, vogliamo avere meno danni e meno incidenti stradali. Purtroppo molte leggi di iniziativa regionale vanno a cozzare con quelle nazionali, ma è chiaro che in un territorio come quello della Lunigiana c’è più difficoltà a fare agricoltura ed è giusto che chi subisce danni venga risarcito”. Remaschi ha auspicato che la voglia di trovare soluzioni sia comune, oltre che per l’ente regionale anche per cacciatori, agricoltori e istituzioni. Sarebbe importante, ad esempio, utilizzare meglio l’attività venatoria per fare opera di controllo e prevenzione. “Cerchiamo di privilegiare chi fa agricoltura perché rende un servizio a 360° a tutta la regione – ha concluso l’Assessore -, ed è importante per noi avere una lista delle criticità comune per comune”.

All’incontro era presente anche Filippo Merlini è presidente Ambito Territoriale Caccia Massa Carrara che ha spiegato come, nello specifico, interviene l’ATC nella prevenzione degli attacchi degli ungulati e soprattutto i tempi in cui avvengono tali supporti mentre Paolo Chiocca, coordinatore Polizia Provinciale, ha evidenziato che la polizia provinciale entra in gioco per quanto riguarda i controlli ed ha ribadito che negli ultimi tre anni la Toscana ha posto grande attenzione al territorio di Massa Carrara”.
Gli interventi degli amministratori locali sono poi stati diversi, soprattutto relativi al periodo di caccia – come hanno evidenziato i Sindaci di Casola Riccardo Ballerini e di Licciana Nardi Renzo Martelloni -, limiti temporali entro cui però agiscono delle restrizioni legislative di carattere nazionale che non possono essere cambiate. Maurizio Fantini direttore Coldiretti ha poi preso la parola: “Grazie per l’incontro di oggi. Chi si trova in queste zone molte volte fa domande a cui è difficile trovare le risposte. Ci vogliono opere di prevenzione ed è importante avere la collaborazione delle squadre dei cacciatori, in tutti i comuni della Lunigiana il problema è sentitissimo. Ci sono anche danni causati dai lupi, come nel territorio di Zeri. Come dare risposta agli allevatori?”.

“Da noi le aziende agricole sono ancora poche, ci sono tante persone che però si prendono cura del territorio – ha commentato Giovanna Gia, consigliere comunale di Fivizzano -. Più danni portano non solo disagio agli allevatori ma anche all’amministrazione, che si trova poi i terreni abbandonati. I cinghiali arrivano nei paesi anche spinti dei lupi, ne abbiamo parlato all’inizio, in questo caso è importante il mantenimento dei territori.”.
Luca Maria Simoncini, vicepresidente di Confederazione italiana agricoltori Toscana Nord, ha auspicato che si possa “fare di più per gli indennizzi. Abbiamo produttori che sono furibondi, smettono di produrre, si parla di gente che investe già molti soldi e vorrebbe sentirsi più tutelata”. L’assessore Remaschi ha risposto promettendo la possibilità di “fare interventi di controllo per gli altri mesi, a norma di legge. Per i cinghiali si possono mettere fili elettrificati, che funzionano molto bene. Bisogna anche cercare di evitare il bracconaggio; dateci la possibilità - per quanto riguarda la regione - di agire e redistribuire fondi. Importante capire quali siano cose possibili e meno”.

È risultato quindi importante l’aspetto preventivo, anche più di quello risarcitorio. “È stato un incontro molto interessante, trovare accordi tra mondo venatorio e mondo agricolo è quello che cerchiamo di fare quotidianamente. A tale proposito – ha concluso Remaschi - è utile fare anche un ulteriore incontro con associazioni, aziende, capisquadra, per chiarire meglio le norme vigenti. Si può migliorare anno dopo anno. Informare è un passaggio chiave per capire cosa fare e conoscere i propri diritti”.

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