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La vergogna dei lager finanziati con i nostri soldi

di Giorgio Pagano

luci della città
La vergogna dei lager finanziati con i nostri soldi

- Nei giorni scorsi, insieme a tante altre persone, ho scritto questa lettera al Presidente del Consiglio:

Egregio Prof. Avv. Giuseppe Conte - Presidente del Consiglio dei Ministri,
mi rivolgo direttamente a Lei, conoscendo la sua personale sensibilità, per chiedere l’immediato annullamento del memorandum d’intesa del 2017 sugli accordi tra Italia e Libia. Se entro il prossimo 2 novembre il suo Governo non interverrà, gli accordi saranno automaticamente prorogati con gravi conseguenze per i migranti che fuggono da quel paese.
La diffusa corruzione, la connivenza e l’infiltrazione a vari livelli istituzionali di individui sottoposti a sanzioni dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per crimini contro l’umanità, mi fanno ritenere che non vi siano le condizioni per rinnovare l’intesa con il Governo di Tripoli, ostaggio e complice di milizie, trafficanti di esseri umani e mafie locali.
Numerose ispezioni delle agenzie internazionali e inchieste giornalistiche hanno stabilito che i migranti intercettati in mare dalla Guardia Costiera libica, vengono rinchiusi nei centri di detenzione, in condizioni disumane, denutriti, senza cure mediche né spazio sufficiente. Uomini, donne e bambini vengono sottoposti a torture, stupri e violenze sistematiche da parte dei funzionari statali e delle milizie che li gestiscono.
Per tutti questi motivi chiedo con forza che il Suo Governo, con un atto di responsabilità e di rispetto dei diritti umani, prenda la decisione di annullare immediatamente il memorandum del 2017 e i precedenti accordi con il Governo. Credo, infatti, che l’Italia, per la sua storia e i suoi valori, non possa riconfermare accordi che ledono i diritti umani e violano i principi della nostra Costituzione.

Ma il governo non ci ha ascoltato. Ha aspettato che scadesse il termine per poi subito dopo chiedere la convocazione della Commissione italo-libica per negoziare qualche modifica migliorativa: ma si può emendare un provvedimento che appare inemendabile?
La questione è purtroppo chiara. Vediamone i punti chiave:

1) Le “autorità” libiche (uso le virgolette perché oggi la Libia, devastata com’è dalla guerra tra fazioni, non è un Paese “normale”) non erano né sono in grado di garantire il rispetto dei più elementari diritti umani dei migranti, lasciati di fatto ad abusi di ogni tipo, anche per la sostanziale connivenza tra le “forze dell’ordine e della sicurezza” (cioè le stesse milizie libiche) e le organizzazioni di trafficanti di esseri umani. Il trafficante Bija, contro il quale il Ministro dell’Interno di Tripoli ha spiccato un mandato di arresto anche a seguito dell’intervento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che lo ha riconosciuto come trafficante di esseri umani, è stato confermato Capo della Guardia Costiera di Zawhia, cui l’Italia affida le persone che fuggono via mare. Un pericoloso criminale coprirà dunque quello stesso ruolo per altri tre anni, sulla base del Memorandum. Grazie anche ai nostri soldi.
2) Lo Stato italiano ha fornito e continua a fornire assistenza, mezzi materiali e sostegno economico, al fine di bloccare i flussi migratori africani. E’ la stessa logica dell’accordo stipulato un anno prima dalla Germania della Merkel con la Turchia di Erdogan: miliardi per trattenere i profughi in Turchia, non importa dove e come. Tali accordi, sotto l’etichetta della “cooperazione allo sviluppo”, nascondono il loro effettivo contenuto, come spiega Franco Ippolito, Presidente della Fondazione Basso, ossia “l’inaccettabile scambio tra denaro e persone, realizzato con il blocco delle frontiere esterne dell’Unione europea, delegato a Paesi terzi che non offrono alcuna garanzia di rispetti dei più elementari diritti umani”. Erdogan ricatta l’Europa, chiede di sterminare in pace il popolo curdo altrimenti ci riverserà addosso un milione di profughi. Succederà anche a sud: ci stiamo mettendo in un sistema di ricatti a domino da cui non usciremo più.
3) Se si vuole “migliorare” la situazione in Libia occorre ben altro: dare alle Nazioni Unite risorse e strumenti per operare in Libia, con l’obiettivo di far tacere le armi e di far parlare la diplomazia; avviare immediatamente, con una grande missione internazionale, un piano di evacuazione dei prigionieri dei lager pubblici e privati in mano alle tante bande che si contendono il territorio, sottraendo loro la principale arma di ricatto internazionale che possiedono; realizzare interventi strutturali idonei a prevenire i motivi di migrazione -la vera “cooperazione allo sviluppo”- al fine di evitare che le persone siano costrette a fuggire dal proprio Paese; dar vita a serie politiche di accoglienza e integrazione.

Bisogna fare l’esatto opposto di quanto prevede il Memorandum, e smetterla con la vergogna dei lager finanziati con i nostri soldi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marrakech, il suq (2018) (foto Giorgio Pagano)


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