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Il rito del calcetto deve attendere, le regole per palestre senza pensieri

Il 25 ripartono i centri sportivi e le piscine. Ancora stop agli sport in cui non è possibile rispettare la distanza di sicurezza.

Verso la normalità
Il rito del calcetto deve attendere, le regole per palestre senza pensieri

Liguria - Il dibattito “corsetta sì/corsetta no” ha caratterizzato e a tratti avvelenato parte della cosiddetta Fase 1. Ora è passato del tempo e la morsa della pandemia ha un po' rallentato. Così anche lo sport ha potuto risvegliarsi. Il decreto governativo, come è noto – ma è bene ricordarlo -, dice che ora è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. Quindi, tra le varie cose, non è ancora tempo di riprendere il rito settimanale del calcetto (o del calcio a 7, o ancora del calciotto nella zona di Roma), tanto amato anche dagli spezzini. Impossibile infatti rispettare le distanze di sicurezza, al netto – battuta che da settimane prevedibilmente imperversa sulle chat whatsapp pallonare – delle marcature svagate di certi difensori del tutto amatoriali, per i quali il metro abbondante dall'avversario è la tragica norma.
Restano inoltre sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. E ancora le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse.

Conto alla rovescia per la riapertura di palestre, piscine e centri sportivi: l'appuntamento è per il 25 maggio, cioè lunedì prossimo. Ovviamente nel rispetto delle norme anti contagio. E oggi il Ministero della salute riporta le linee guida pubblicate dall'Ufficio per lo sport, da seguire perché la frequentazione di palestre, piscina e centri sportivi si svolga in sicurezza e tranquillità. All'interno di queste strutture dovrà essere garantita la possibilità di rispettare le seguenti pratiche igieniche:

Lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti.
Mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro in caso di assenza di attività fisica; mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri.
Non toccarsi mai occhi, naso e bocca con le mani.
Starnutire e tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie; se non si ha a disposizione un fazzoletto, starnutire nella piega interna del gomito.
Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti.
Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate.
Gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).


E ai fini dell’attuazione delle buone pratiche igieniche dovranno essere messi a disposizione:

procedure informative affisse nel sito sportivo, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici;
gel igienizzante;
sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (fazzoletti monouso, mascherine/respiratori);
indicazioni sulle corrette modalità e tempi di aerazione dei locali;
specifiche attività di filtrazione dell’aria nei locali chiusi ad alta densità di persone o di attività;
sanitizzazione a ogni cambio turno;

In aggiunta, coloro che praticano l’attività, hanno l’obbligo:
di disinfettare i propri effetti personali e di non condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi, ecc...);
di arrivare nel sito già vestiti adeguatamente alla attività che andrà a svolgersi o in modo tale da utilizzare spazi comuni per cambiarsi e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti;
di non toccare oggetti e segnaletica fissa.

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