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Viale: "Burqa? No ospedale". Pucciarelli: "Islam moderato non esiste"

L'assessore regionale: "Preso delibera anti discriminatoria, positiva anche per sicurezza".

Viale: `Burqa? No ospedale`. Pucciarelli: `Islam moderato non esiste`

Liguria - Nel corso del consiglio regionale odierno, l'’assessore regionale alla sanità e vicepresidente Sonia Viale, esponente della Lega Nord, rispondento a un’interrogazione del capogruppo leghista Alessandro Piana ha annunciato l’intenzione di approvare una delibera - sulla scorta di quella già approvata dalla Regione Lombardia - che preveda il divieto del burqa e del niqab negli ospedali della Liguria. “Ritengo corretto che la Regione Liguria assuma una misura fortemente anti-discriminatoria a difesa della libertà delle donne ovvero disponga il divieto di ingresso nelle strutture sanitarie di persone che indossino il burqa - ha dichiarato la Viale -. Questo anche nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti che vanno applicate anche nelle nostre strutture”. Un annuncio arrivato tatticamente la vigilia dell'8 marzo, giornata internazionale della donna.
“Il nostro obiettivo – ha spiegato la vicepresidente Viale – è dire un chiaro no a quella che è la discriminazione simboleggiata dall’utilizzo del burqa. È un tema che deve essere portato all’attenzione della comunità ligure: le discriminazioni attuate attraverso la copertura del volto e del capo della donna sono l’anticamera di quello che non vogliamo. Riteniamo che l’8 marzo sia un simbolo di libertà della donna di scegliere come muoversi e come operare. Il burqa, al contrario, è simbolicamente l’atto di discriminazione sessuale più palese e maggiormente indice di fanatismo che si ritrova in alcuni paesi in cui la democrazia è dimenticata. Ritengo che in una giornata simbolo debbano anche essere fatti atti simbolici che si aggiungono agli atti quotidiani e concreti che ognuno di noi realizza ogni giorno a favore delle donne”.

Se le parole delle Viale, per quanto destinate a sollevare un popolato vespaio, sono rimaste all'interno di un certo recinto, sono assai taglienti quelle rilasciate in una nota dal consigliere del Carroccio Stefania Pucciarelli, che l'anno scorso, per l'8 marzo, si presentò in consiglio regionale con il velo integrale, in segno di protesta. “Nei nostri ospedali – ha premesso la leghista spezzina – saranno curate tutte le donne come sempre. Solo, quelle musulmane che vorranno accedere, dovranno farlo rispettando le normali regole di sicurezza ed incolumità pubblica. Inoltre, avranno l’occasione per non essere più sottomesse alle pretese dei loro uomini, a diktat e ad inaccettabili usanze islamiche. Occorre infatti tutelare non solo la sicurezza pubblica, ma anche la libertà delle donne. Ricordo ai buonisti ed amici dei musulmani che ai tempi non democratici del regime dello Scià di Persia, le donne preferivano vestire all’Occidentale lasciando negli armadi burqa e niqab. In tempi più recenti, invece, le donne liberate dall’oppressione dell’Isis, come prima felice reazione, in segno di ritrovata libertà e dignità, hanno bruciato proprio burqa e niqab. Ossia gli ‘scafandri’ tanto difesi dalla capogruppo del Pd Raffaella Paita e dalla consigliera del M5S Alice Salvatore (vedi qui), che si sono scagliate in modo strumentale contro la giustissima proposta di Sonia Viale. E’ la singola persona che si deve adattare alle regole di una comunità e non certo il contrario. Aveva ragione Oriana Fallaci, l’islam moderato non esiste. Nessuno di noi vorrebbe, tra qualche anno, vivere in Ligurabia”.

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