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Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Marzo - ore 15.49

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Toti attacca Cgil e Pd: "Contrarietà su autonomia portuale per interesse politico"

I 'dem': "Trasformare in spa le autorità di Sistema è’ una colossale sciocchezza". Il governatore difende un suo cavallo di battaglia che preoccupa però anche alla Spezia: "La Liguria vuole cambiare e continuerà a farlo”.

dibattito aperto
Toti attacca Cgil e Pd: "Contrarietà su autonomia portuale per interesse politico"

Liguria - “La Cgil critica la nostra richiesta di maggiore autonomia per i porti della Liguria. Dice, la Cgil, che regionalizzando i porti diventeranno scali secondari. Non dice, la Cgil, o peggio forse non sa, che i maggiori scali europei, Rotterdam, Anversa, Amburgo, assai più grandi dei nostri porti, non sono gestiti dal Governo di quei paesi, ma da Comuni e Regioni. Quando si vuol essere contrari per partito preso o interesse politico, si rischia di dire scempiaggini come questa!! Se ne facesse una ragione anche la Cgil, così come i loro sodali del Pd, da cui hanno copiato il comunicato stampa: la Liguria vuole cambiare e continuerà a farlo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti risponde, anche attraverso un post sulla sua pagina Facebook, alle critiche avanzate dalla Cgil sul percorso per l’autonomia differenziata avviato dalla Regione.

Anche il Pd aveva attaccato Toti sul medesimo argomento. La deputata Raffaella Paita, il capogruppo in Regione Lunardon e il suo vice Michelucci, così come la segretaria spezzina
Federica Pecunia, si erano rivolti così: "Toti viene a Spezia per cercare di correre ai ripari su quel grande pasticcio che è’ l’autonomia regionale portuale in salsa ligure. Peccato che le parole utilizzate per correggere la tesi che ha sostenuto nei giorni scorsi sull’autonomia siano ancora una volta confuse e ambigue. Paragona la sua proposta alla realtà dei porti del nord senza considerare che l’Italia non è’ l’Olanda o la Germania anche perché ha una pluralita’ di porti. Inoltre la dimostrazione che la sua non è’ un operazione di efficenza ma di puro potere e’ che propone di trasferire il demanio dallo stato alla regione e non alle autorità di sistema portuale. E’ evidente a chiunque conosca le norme che regolano la pubblica amministrazione che la sua proposta non migliorerebbe di un millimetro le problematiche burocratiche che dice di voler combattere. Insomma Toti, lo stesso che ripetutamente ha in passato dichiarato di voler realizzare un’unica autorita di sistema portuale ligure oggi ha smentito se stesso. Bene! Se veramente vuole lasciare autonoma La Spezia ha un solo modo per dimostrarlo, integri la delibera di giunta su questo punto in termini netti. Trasformare in spa le autorità di Sistema è’ una colossale sciocchezza perché cesserebbero di essere enti di regolazione del sistema e quindi non potrebbero più prendere finanziamenti statali perché sarebbero aiuti di stato Inoltre regionalizzare la portualità ligure quando la sfida dei porti è globale è delirante".

Il governatore ovviamente se l'è presa pure col Pd: “La Paita e il suo Pd si devono rassegnare: il tempo dei cooptati, dei funzionari di partito fatti dirigenti, della burocrazia dove sguazzano i mediocri è finito. A Spezia, in Liguria, e presto speriamo anche in Italia. Definitivamente”. “Leggo, nella confusione lessicale e di pensiero che contraddistingue la comunicazione del Partito Democratico ed in particolare quella dell’onorevole Paita – afferma il presidente Toti - che sarebbero contrari a una riforma che dia efficienza ai porti della Liguria. Sono davvero strane persone. Dopo aver bloccato per decenni le grandi opere del paese quando erano al Governo, ora che stanno all’opposizione sono diventati paladini di quelle stesse opere. Dopo aver paralizzato i porti italiani, ora si battono per non cambiare nulla. Non sia mai – conclude - che, cambiando, vada a casa qualche loro manutengolo e entri qualche bravo sindaco o magari, orrore, qualche capace imprenditore a far marciare le cose”.

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