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Slot, Toti e Rixi nel mirino: "Affossata legge contro azzardo"

Slot, Toti e Rixi nel mirino: "Affossata legge contro azzardo"

Liguria - E' bagarre sul gioco d'azzardo nel giorno in cui la Regione ha avviato "un percorso di riforma condiviso con tutte le parti in causa e col territorio, come mai prima era stato fatto", riprendendo le parole dell'assessore Edoardo Rixi. "Trovo insensata - commenta l'esponente eghista - la levata di scudi a suon di comunicati stampa delle opposizioni, proprio nel giorno in cui abbiamo riunito il tavolo, che il consiglio regionale aveva approvato. Il congelamento della precedente legge della giunta Pd, mai entrata in vigore e che per stessa ammissione di Anci era sbagliata e frettolosa, è stato un passaggio necessario per arrivare a una norma che potrà dare regole precise e certe senza perdere occupazione. In parallelo, la prossima settimana, sarà avviato anche il tavolo con i referenti del sociale con l'assessore Viale, dove verranno affrontati i temi collegati alla ludopatia". Al termine dei lavori dei due tavoli verrà elaborata una bozza di proposta di legge regionale, che sarà presentata in consiglio regionale.

Secondo il Pd, parola dei consiglieri regionali Paita e Rossetti, "alla fine l’assessore Rixi ha gettato la maschera: la legge contro il gioco d’azzardo fatta dalla precedente Giunta regionale, che impone alle slot machine la distanza minima di 300 metri da luoghi sensibili come le scuole, verrà abrogata. E così, come avevamo denunciato sin dall’inizio, il rinvio dei mesi scorsi non era altro che un primo passo verso la cancellazione di uno dei provvedimenti più all’avanguardia d’Italia per il contrasto alla ludopatia. La Giunta Toti evidentemente preferisce non provare neppure a governare il proliferare delle sale da gioco e delle slot negli esercizi commerciali: un fenomeno che in questi anni ha prodotto moltissimi danni alla salute dei cittadini (la ludopatia) e ha distrutto intere famiglie. Inoltre la Giunta regionale, con questo decisione, punisce anche tutti coloro che, nell’imminenza dell’entrata in vigore della legge, si erano messi in regola e che oggi si trovano beffati da una maggioranza che premia chi non ha rispettato la legge. Rixi sostiene di lavorare a stretto contatto con le associazioni che combattono la ludopatia, ma non crediamo che la decisione di affossare quel provvedimento – che era stato condiviso dalle stesse associazioni - sia frutto di una concertazione". I consiglieri hanno annunciato che il Pd parteciperà al fianco del coordinamento regionale di “Mettiamoci in gioco – la campagna contro i rischi del gioco d’azzardo” all’iniziativa “No Slot Mob” organizzata per lunedì alle 18 davanti alla sede della regione in piazza De Ferrari.

Critiche anche dal Movimento cinque stelle, affidate ad Andrea Melis. "Mentre il business dell’azzardo brucia in Liguria 2,5 miliardi di euro all’anno, come abbiamo denunciato pochi giorni fa, e proprio nel giorno in cui la Guardia di Finanza scopre altre due sale slot abusive nel Ponente, l’assessore Rixi, sordo ad ogni allarme sociale, economico e sanitario, dichiara che la legge regionale sul distanziometro non entrerà mai in vigore. Non bastassero i cinque anni di mancata applicazione della legge e la proroga ulteriore di un anno, la Regione chiude definitivamente la porta a qualsiasi spiraglio di vedere applicata la norma che impone la distanza di almeno 300 metri dai luoghi sensibili a slot e sale da gioco. Insomma, il minimo sindacale in un paese civile, che diventa un miraggio in una regione in cui le lobby dell’azzardo la fanno letteralmente da padroni.
Le parole di Rixi suonano come una beffa per le migliaia di famiglie che con l’azzardopatia si sono letteralmente rovinate, ma anche uno schiaffo pesante all’economia reale che solo nel 2016 ha visto disperdere 2,485 miliardi di euro, con danni incalcolabili per il commercio e per l’indotto di piccole imprese virtuose. Se, invece di finire bruciati nel “tentar la sorte”, quei soldi fossero stati spesi in cibo, vestiti, sicurezza, turismo, quanti esercizi commerciali si sarebbero potuti salvare? Quanti ne sarebbero stati aperti a quest’ora, invece delle centinaia che chiudono per la crisi? Non ci stiamo al ricatto occupazionale, è solo l’alibi di chi non ha la volontà politica di far scelte coraggiose: non conta solo quanto si investe, ma come e dove si investe, e con quale visione".

"Come avevamo ampiamente anticipato mesi fa - dichiarano infine Pastorino e Battistini di Rete a sinistra/Liberamente Liguria -, la giunta di centrodestra non intende applicare la legge sul gioco d’azzardo. E così le mezze verità, sotto forma di proroghe annuali, diventano una vera e propria bugia: oggi, sostanzialmente, la giunta dice che la legge del 2012 sarà affossata. Così facendo sarà gettato a mare un lavoro egregio circa il contenimento del gioco d’azzardo e la definizione di criteri a tutela degli adolescenti, soprattutto per quanto riguarda la presenza di slot machine in esercizi commerciali vicini alle scuole. In primavera l’assessore Rixi riteneva necessaria la proroga proprio per trovare una soluzione efficace; ora invece piega la testa ai voleri di un gruppo di commercianti che minacciano smottamenti occupazionali. Vedremo alla prova dei fatti se tali licenziamenti ci saranno o meno, a prescindere dalle slot machine. Naturalmente la questione non si origina soltanto a livello regionale, ma riflette un quadro nazionale in cui per anni si è strizzato l’occhio alle multinazionali del gioco d’azzardo, permettendo l’invasione delle videoslot. La classe politica nazionale ha assecondato le pesanti pressioni di questi gruppi di potere. Oggi, con la mancata applicazione della legge del 2012, in Liguria si torna indietro: e qui si evidenzia uno dei limiti della legge stessa, che stabiliva un tempo troppo lungo per l’entrata in vigore e non garantiva controlli rigorosi sulla sua applicazione. Oggi Rixi non potrà più dire che la questione sta a Roma: la questione sta invece nell’ipocrisia delle sue parole, nel non aver fatto nulla per tentare di applicare la legge, nel non aver trovato un punto di mediazione che non snaturasse i principi della norma. Da ultimo, non è vero che l’assessore sta lavorando le associazioni anti-slot; perché a queste organizzazioni non è data alcuna possibilità di intervento concreto. Tutto questo suona come il “de profundis” della legge".

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