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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 15.47

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Scivolone social di Toti, risponde a un commento razzista su Facebook

"Presidente cacci le bestie straniere"; "Quando andremo al governo". Poi cancella tutto, ma il Pd lo attacca: "Raggiunti livelli di indecenza inauditi". A ruota Pastorino e M5S: "Il giorno prima era accanto a Papa Francesco...".

Scivolone social di Toti, risponde a un commento razzista su Facebook

Liguria - "Che la mutazione lepenista e salvinista di Toti fosse già a buon punto lo sapevamo da tempo, ma non immaginavamo che il governatore ligure fosse arrivato a questi livelli di indecenza. Non ci sono altre parole, infatti, per descrivere questo dialogo apparso il 29 maggio scorso sulla pagina Facebook ufficiale del presidente della Regione Liguria". Raffaella Paita e tutto il Pd all'attacco del governatore della Liguria Giovanni Toti, che su Facebook rispondeva in maniera accondiscendente a un commento di un internauta. "Ma quando li rimpatriamo queste bestie straniere?!", la domanda di un sostenitore; "Appena andiamo al governo", la risposta del presidente.
"Uno scambio di battute da pelle d’oca, che dimostra come le dita, spesso, siano più veloci del cervello e tradiscano la vera natura di chi scrive. Così Toti ha dimostrato la sua doppiezza: sabato era a omaggiare il Papa che parlava di accoglienza e lunedì se n’è venuto fuori con questo bel messaggio cristiano messo nero su bianco su Internet. Parole disumane e indegne di un rappresentante delle istituzioni, per le quali il presidente della Regione Liguria dovrebbe chiedere immediatamente scusa. I candidati a sindaco per il centrodestra Bucci e Peracchini prenderanno le distanze?", si chiede Paita.

Dopo le polemiche innescate dall'opposizione, il commento è stato peraltro cancellato. Troppo tardi. "Confermando ancora una volta che il dito è più veloce del cervello Toti ha rimosso dalla sua pagina Facebook la risposta al commento sulle “bestie straniere” che sta giustamente indignando molte persone. Ma non è così facile caro presidente, abbiamo gli screenshot di quel dialogo vergognoso, quindi è inutile che lo elimini. Invece di nascondersi Toti dovrebbe chiedere scusa per quella frase indegna", rincara Paita.

Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino. "Abbiamo appreso ora di un dialogo sulla pagina ufficiale di Facebook tra un sostenitore e il presidente della regione Toti che, se confermato, rappresenterebbe un fatto sconcertante e di gravità inaudita. Che il presidente della Regione non contesti immediatamente al suo interlocutore la definizione bestie straniere è un fatto politico agghiacciante, che merita una rigorosa censura. Come giustifica Toti di essere stato accanto a Papa Francesco in questi giorni per poi avvallare un discorso del genere? Sarebbe questo il presupposto che ha ispirato la legge sull’edilizia popolare, approvata ieri dal centrodestra? Toti a questa indecenza sembrerebbe pure rispondere non con una censura, bensì con una promessa da campagna elettorale per le prossime politiche: appena andiamo al governo".

"Il dialogo surreale comparso due giorni fa sulla sua pagina Facebook svela la vera visione xenofoba e retriva che il presidente della Regione ha degli stranieri e, in generale, dell’immigrazione - accusa il Movimento Cinque Stelle - Evidentemente non ha compreso bene la straordinaria lezione sull’umanità, sull’apertura e sull’integrazione di Papa Francesco, che pure omaggiava in prima fila a Genova sabato scorso. È il cristianesimo a targhe alterne di Toti, a seconda della convenienza politica e degli interessi elettorali. Chieda scusa".

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