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Sansa: "Tutti ci chiedono di migliorare la sanità"

reduce dal tour dell'entroterra

Liguria - Si è concluso il tour di Ferruccio Sansa nell'entroterra ligure. Una tre giorni molto intensa per il candidato presidente della Regione Liguria, che alla fine ha voluto lasciare le proprie impressioni di viaggio. “Sono stati tre giorni intensi, bellissimi, costruttivi. Abbiamo girato la Liguria in lungo e in largo: 500 km dall’area archeologica di Luni, al confine con la Toscana, fino all’estremo ponente, nei paesi della Valle Impero come Pontedassio, Chiusanico e Lucinasco, passando per l’entroterra savonese, da Sassello, Urbe, Rossiglione, Campo Ligure... Abbiamo incontrato i cittadini, sentito le loro storie e ascoltato le loro proposte, le loro richieste. In ogni borgo e in ogni località, la prima domanda è stata quella di migliorare la sanità". Così Ferruccio Sansa, candidato alla presidenza della Regione Liguria, che aggiunge: "Le persone si sentono abbandonate e ci chiedono aiuto: così alla Spezia, dove i cittadini del comprensorio sono stati costretti a curarsi fuori regione per un totale di 53 milioni di euro per mobilità passiva; 71 milioni se si conta tutta la Liguria. I malati oncologici aspettano di fare la chemio all'afa nel giardino dell’ospedale perché a Sarzana il servizio è stato chiuso e mai più aperto".

"La sanità è il principale problema anche a Sassello e nell’entroterra savonese - continua Sansa nel giro in Liguria -. In questo caso, il dramma si lega con l’altrettanto grave criticità del dissesto idrogeologico: solo la pazienza degli anziani cittadini, gente di 80 e 90 anni, ha evitato che la terra ai sbriciolasse sotto la pioggia, compressa e soffocata dal cemento che è stato costruito negli ultimi anni. In questi paesi c’è assolutamente bisogno di un distretto sanitario che copra 24 ore su 24. “Se qualcuno sta male il venerdì - ci hanno raccontato i residenti -, fino a lunedì non c’è nessuno per visitarlo”. Per andare dal pediatra, da qui, ancora oggi l’unica scelta è arrivare al Gaslini di Genova. Il collegamento viario è praticamente inesistente, motivo per il quale i medici, ma anche gli insegnanti non vogliono venire a lavorare in queste aree. “Si sentono al confino”, ci raccontano".

Dalla mancanza di servizi al turismo, il passo è breve: "Per cinque anni l’entroterra è stato dimenticato e snobbato dall’attuale giunta. Noi non vogliamo che il turista vada dalla costa fino all’entroterra e vogliamo valorizzare i paesi al di là del primo crinale. Il Parco nazionale di Portofino è un progetto che porterebbe milioni di euro di investimenti e posti di lavoro. Il turismo sostenibile è possibile. Un turismo per tutti a vantaggio di tutti è possibile. Come nella Valle Impero dove i cittadini hanno redatto un progetto di “Rinascimento” che dal digitale porti vantaggi ai vari settori di questa terra. Quest’area, già molto attrattiva per il turismo, potrebbe ritrovare i mestieri di un tempo, messi nell’angolo dal modello di sviluppo degli ultimi anni fatto di industrie e cemento. Qui le nuove tecnologie, il digitale e le infrastrutture come la banda ultra larga saranno decisive per ammodernare il settore agroalimentare. Le eccellenze del territorio come l’olio, i fagioli o i funghi potranno essere venduti grazie all’e-commerce e le coltivazioni potranno essere favorite dalle nuove tecnologie. Allo stesso modo, i servizi potranno essere migliorati: come il Taxi rurale 2.0 realizzato in forma cooperativa, lo sviluppo del telelavoro e della teledidattica e corsi di riqualificazione per inoccupati e immigrati. La questione dei trasporti è centrale in tutta la Regione, soprattutto in valle Argentina che è lunga 30 chilometri ed è senza mezzi pubblici per gli anziani. La Liguria non deve più essere solo pochi chilometri di costa, ma un insieme unito nelle proprie peculiarità. È dalle montagne dell’entroterra che noi liguri abbiamo trovato la spinta per il mare, per scoprire nuovi orizzonti. Per la nostra forza. Da qui dobbiamo rinascere. Insieme ce la facciamo”.

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