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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Maggio - ore 15.21

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Sanità, Parchi, lavoro, la manovra di Toti nel mirino di Pd e Rete a sinistra

Critiche serrate alla giunta regionale. Dem duri sulla sicurezza: "La Regione fa leva sulle paure e poi taglia". Pastorino: "Pochissime idee".

Sanità, Parchi, lavoro, la manovra di Toti nel mirino di Pd e Rete a sinistra

Liguria - Sanità, servizi sociali, turismo, discrezionalità dei finanziamenti alle aziende e crisi economica regionale. Sono questi, secondo il Gruppo del Pd in Regione Liguria, i punti critici contenuti all’interno della Legge di stabilità, del Collegato e del Bilancio di previsione 2017 presentati dalla Giunta Toti. Ad affrontare tutti i nodi nel dettaglio, questa mattina in aula, sono stati i relatori di minoranza Juri Michelucci e Pippo Rossetti.
“Ancora una volta – ha esordito Michelucci – la Giunta tenta di aggirare la discussione e mettere un freno alla partecipazione del Consiglio, inserendo norme su temi delicati come parchi, società partecipate, urbanistica e nuove figure dirigenziali nel Collegato”. L’esponente del Pd ha ricordato come questo Bilancio operi “tagli su sanità, sociale, turismo e cultura lasciando la Regione senza prospettive concrete” nonostante “le posizioni pubbliche tenute dallo stesso presidente Toti in occasione della riunione della Conferenza Unificata, dove il giudizio sulla Legge di stabilità del Governo fu unanimemente positivo”. Michelucci ha ricordato che in Sanità, per il 2017, ci sono 35 milioni in più derivanti da maggiori stanziamenti statali (23 milioni) e gettito fiscale (12 milioni). “La Regione però – ha detto – vuole tagliare 30 milioni di euro. Così come per la disabilità: il governo ha stanziato 13 milioni in più per la Liguria e qui se ne tolgono 3”. Altre critiche hanno riguardato tagli alla sicurezza (“nonostante in aula la maggioranza faccia spesso leva sulle paure dei cittadini”) e la discrezionalità con cui La Giunta intende distribuire i soldi messi sul fondo strategico per le imprese (29 milioni) “visto che mancano i criteri per la loro assegnazione”. Argomento, quest’ultimo, su cui è intervenuto anche il consigliere Pd Pippo Rossetti che ha ricordato come “il cosiddetto fondo di garanzia non faccia altro che mettere insieme i fondi europei già disponibili dal 1994 a 2013”. Visto poi che i bandi che Filse sembra intenzionata a fare “sono piuttosto generici e omnicomprensivi”, ha precisato, “questi soldi verranno stanziati tramite sorteggio. Una decisione del tutto assurda”. Sul fronte sanitario per Rossetti “la Giunta non ha chiarito come voglia applicare i nuovi Lea, per i quali servono risorse umane ed economiche, mentre l’assessore Viale ha in mente un piano, anch’esso mai chiarito, per risparmiare in sanità 135 milioni in tre anni. Il 3% di tagli che serviranno a garantire questi risparmi ricadranno su anziani e disabili psichici, come ci dimostra ciò che sta accadendo nell’Asl 5, dove ai soggetti accreditati è stato già proposto proprio il taglio del 3%”. Rossetti ha ricordato infine come la Giunta abbia fatto “ancora una volta pochissimo per l’impiantistica sportiva, per cui sarebbe stato importante pensare a un fondo di garanzia per gli investimenti”.

Critiche anche dal consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino. "Una manovra debole e con pochissime idee - ha detto -. Se è vero che oggi gli enti locali sono costretti a manovre di resistenza, è anche vero che in questo provvedimento non si trovano ricette per il miglioramento del quadro economico della nostra regione che, giova ricordarlo, è una fra le più colpite dalla crisi economica. Non troviamo alcun riferimento ai settori in cui la Regione intende investire per creare lavoro e occupazione"..

"Una manovra come questa - ancora Pastorino -, che sconta i pesanti tagli a livello nazionale, avrebbe meritato un’alta condivisione con le parti sociali, che invece sono state escluse dal ragionamento della giunta. Non solo con i sindacati, ma anche con le associazioni di categoria e con tutti quei corpi intermedi che rappresentano grosse fette dell’economia locale. Non basta ascoltarli una volta in commissione: bisogna accoglierne le istanze".

C'è poi il nodo di sviluppo economico e occupazione. "C’era bisogno di mantenere gli impegni: quale momento migliore? Ci saremmo aspettati proposte per attenuare le difficoltà occupazionali che, purtroppo, le imprese stanno manifestando in maniera evidente. Come ci saremmo aspettati strumenti per contrastare il cortocircuito del “massimo ribasso” negli appalti, perché le imprese non riescono a sostenere queste direttive assurde. La giunta, invece, non da risposte ai cittadini; non chiarisce neppure gli indirizzi del nuovo “fondo strategico” regionale né le modalità del suo utilizzo".

Rete a Sinistra, sostiene Pastorino, è l’unica a parlare di giovani. "Tranne noi, nessuno questa mattina ha parlato di giovani: questa manovra non parla di loro, non prova in alcun modo ad affrontare né il nodo della disoccupazione giovanile né la “fuga dei cervelli”. A causa della mancanza di opportunità, negli ultimi 5 anni è quadruplicato il numero di giovani che hanno lasciato la Liguria. Pare che a nessuno interessi. E invece è uno fra i problemi più gravi che questa giunta dovrebbe affrontare: la Liguria è la regione più vecchia d’Europa, a maggior ragione il governo locale deve garantire il futuro delle nuove generazioni. In questo bilancio non troviamo traccia di politiche giovanili: un segnale molto preoccupante per il nostro futuro".

Per quanto riguarda cultura e turismo, Pastorino ha dichiarato che "con questa scelta la giunta disconosce il suo programma di governo, in cui cultura e turismo erano considerati strategici per il rilancio economico. Peraltro, la manovra ignora completamente il trend delle regioni europee più avanzate, in cui si inaugurano o si consolidano politiche a sostegno sia del turismo sia delle industrie culturali e creative, settori che segnano importanti risultati in termini di PIL e valore aggiunto. A conti fatti qui da noi siamo ancora fermi al palo. Del resto l’Europa ci insegna che la cultura prospera laddove c’è una buona economia. Secondo noi, quindi, l’assenza in Liguria di un progetto di sviluppo in chiave culturale è il sintomo di una più vasta mancanza di proposte per lo sviluppo economico".

Il punto sulla sanità. "Restiamo perplessi dagli scarsi indirizzi della giunta. Un capitolo che assorbe ben 3,2 miliardi di Euro non può restare appeso alla parola “sfida”. Il centrodestra promette efficientamento: ma se l’efficientamento non è delineato attraverso un progetto strategico, allora si traduce soltanto in tagli di personale o di servizi. Entrambe soluzioni che preoccupano. Al contrario, serve programmazione e visione strategica: ad esempio, la completa informatizzazione delle prenotazioni rischia di essere un buco nell’acqua, se non è associata a informazione, percorsi di accompagnamento (pensando in particolare agli anziani) e formazione per gli operatori. Peraltro, l’Assessore Viale ha riconosciuto che l’occupazione in alcuni settori della sanità è già sotto il livelli di guardia. Una logica esclusivamente ragionieristica salva i bilanci, ma a scapito di tutto il resto".

Infine i Parchi. "Il taglio di risorse ai parchi, 450mila euro in meno, resta un problema insormontabile, per il quale la giunta non riuscirà a trovare palliativi. Se questi enti sono inutili, come pensa qualcuno nel centrodestra, allora la giunta dovrebbe avere il coraggio di proporne la chiusura. Naturalmente questa è una provocazione, ma è inaccettabile assistere a questa lenta agonia, in cui sono le scelte regionali a provocare i licenziamenti. Perché tagliare il 20% delle risorse ai Parchi equivale a farli morire".

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