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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Maggio - ore 12.04

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Riduzione tariffaria alle strutture accreditate, M5S incalza la giunta

Riduzione tariffaria alle strutture accreditate, M5S incalza la giunta

Liguria - Presentata oggi, in Consiglio, l’interrogazione del consigliere regionale Andrea Melis sulla cosiddetta "regressione tariffaria". Sottoscritta dai colleghi del Gruppo, il consigliere Melis ha chiesto alla Giunta e all'assessore di competenza Viale come intende agire Regione Liguria dopo che le sentenze di Tar e Consiglio di Stato si sono espresse contro la riduzione tariffaria applicata dalla Regione e da Alisa alle strutture sociosanitarie accreditate, dichiarandole di fatto illegittime.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha sottolineato che la giunta "non ha voluto fare un’operazione di budget per contenere la spesa senza tenere in considerazione i bisogni dei pazienti liguri e che il Consiglio di Stato ha respinto al quasi totalità delle osservazioni fatte dai ricorrenti tranne una che, però, non riguarda il merito, ma l’attività istruttoria di ALiSa". L’assessore ha, quindi sottolineato che la misura adottata "non è stata considerata illegittima» La sentenza del Consiglio di stato riconosce all’amministrazione regionale la bontà delle azioni svolte".

"Ricordiamo alla Giunta che per il Consiglio di Stato, in linea di principio, un sistema di scontistica e regressione tariffaria basato su 'economie di scala' (i provvedimenti prevedevano ad esempio il dimezzamento delle tariffe per le prestazioni rese oltre il 95% del budget annuale assegnato alla struttura; l’abbattimento del 30% della tariffa per i pazienti ultra sessantacinquenni di età che non fossero trasferiti in altra struttura a minore intensità terapeutica e per quelli ospitati oltre 36 mesi in Comunità terapeutiche Psichiatriche) non è di per sé automaticamente illegittimo - spiega Melis -. Allo stesso tempo, tuttavia, il Consiglio di Stato ha ritenuto tale sistema illegittimo se tramutato in provvedimenti che, attraverso un’adeguata istruttoria, non dimostrino che la percentuale di budget determinata oltre la quale è ammessa la 'regressione tariffaria' (la riduzione tariffaria), consente comunque al paziente di ricevere cure adeguate e alla struttura di veder garantita la sostenibilità economica e il diritto a una remunerazione corrispondente alle prestazioni sanitarie rese, per le quali deve, anche lavorando a tariffa ridotta, rispettare gli standard di accreditamento, sempre più onerosi e stringenti".

"Riteniamo insoddisfacente la risposta dell'assessore Viale: l'aver ripreso la sentenza del Consiglio di Stato, argomentando a proprio favore che di fatto essa dà ragione a Regione Liguria su 18 punti tranne uno sulle carenze di istruttoria, non mette l'Ente a riparo da azioni future - ha dichiarato il consigliere -. Anzi! Qualora infatti il Tar e Consiglio di Stato dovessero ritenere nuovamente viziate le delibere di Regione Liguria e Alisa in materia di attività contrattuale con i soggetti erogatori privati di prestazioni sociosanitarie, per questi ultimi si aprirebbe la possibilità di rivendicare pretese risarcitorie nei confronti dell'Ente regionale".

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