Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Gennaio - ore 22.22

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Regione, opposizioni all'attacco della manovra di bilancio

"Bilancio grigio", "Manca una visione di futuro", "Aumentano gli sprechi": il dibattito in consiglio.

Dalla maggioranza: "Lavoro illuminato"
Regione, opposizioni all'attacco della manovra di bilancio

Liguria - Stamani in consiglio regionale, Lilli Lauro, presidente della I Commissione, ha illustrato la manovra di bilancio (QUI la presentazione del presidente Toti), sottolineando «lo straordinario impegno per organizzare il bilancio regionale nel corso dell’emergenza sanitaria mondiale». La presidente Lauro, esponente di Cambiamo, ha aggiunto: «E’ un bilancio illuminato con strategie che vedranno la Regione artefice di un futuro più roseo per la Liguria e che darà nuove speranze a famiglie e attività commerciali, che sono il puntello sociale della Liguria». Lauro ha quindi illustrato i contenuti della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che - ha detto – ha dovuto tenere conto del quadro macroeconomico approvato nel luglio scorso. «La manovra di bilancio 2021-23 si basa sugli effetti economici sanitari e finanziari derivanti dallo stato di emergenza dovuti al Covid 19 e gli impegni si indirizzano in tre ambiti: sanitario, supporto delle famiglie e dei settori produttivi regionali». In particolare il presidente ha sottolineato la funzione strategica legata alla costituzione del Fondo straordinario di 10 milioni di euro per la riduzione della pressione fiscale e per finanziare detrazioni a carico della famiglia. «A riguardo del Disegno di legge di Stabilità, la giunta Toti – ha specificato - ha messo in atto azioni a sostegno delle famiglie e dei settori produttivi colpiti dalla crisi, e l’aumento percentuale dei proventi derivanti dai canoni demaniali da destinare agli interventi sul territorio». Lauro ha rimarcato, rispetto alle difficoltà del momento, «la possibilità per le Regioni di beneficiare nel 2021 di eventuali economie per minori entrate trasferite dallo Stato a titolo di ristoro di 1, 7 miliardi, al netto del fondo per recupero di evasione fiscale: alla Liguria spettano 52 milioni di cui 29 restituiti». Lauro ha sottolineato un altro aspetto: la garanzia del mantenimento degli stanziamenti per servizi necessari come il trasporto, politiche sociali, formazione, istruzione attraverso trasferimenti statali in cambio di obbiettivi a carico delle Regioni. «Le previsioni del bilancio 2021-23 si basano sul sostegno all’economia e alle famiglie con politiche di rilancio degli investimenti pubblici – ha aggiunto - attraverso l’uso dei Fondi europei e del Fondo strategico regionale. Si confermano tutte le voci di bilancio riferite al trasporto».

Il conigliere Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha illustrato la relazione di minoranza preannunciando il giudizio negativo del gruppo: «E’ un bilancio grigio, di galleggiamento; un bilancio ordinario in un momento decisamente straordinario. Non c’è nessuna visione strategica, nessuna prospettiva di rilancio, nessuna idea progettuale per la Liguria». In particolare il consigliere si è soffermato su quattro aspetti: le imposte, la suddivisione delle spese, l'utilizzo del Recovery Fund e lo scenario sanitario. «Dal 2007 al 2015, durante il mandato di centrosinistra, per 760 mila contribuenti liguri con reddito inferiore ai 28 mila euro – ha affermato - l’aliquota dell’addizionale regionale Irpef non è stata aumentata. Al vostro primo esercizio economico-finanziario avete eliminato quell'esenzione tanto importante per i nuclei familiari. Inoltre nella Legge di stabilità 2021 il Fondo straordinario per la riduzione della pressione fiscale di complessivi 10 milioni di euro è davvero poco rispetto allo sforzo fatto negli anni della crisi del 2008, da altre giunte». Il consigliere ha aggiunto: «È veramente particolare che una riduzione di imposte, e quindi di entrate, sia finanziata da maggiori spese». Rispetto al capitolo spese Ioculano ha aggiunto: «C’è una differenza sostanziale tra l'importo previsto per il 2021 e quelli previsti per il 2022 e 2023: in alcuni casi si riduce di circa la metà, ed è anormale per un bilancio di una giunta al secondo mandato. In sostanza è un bilancio gestionale per l'amministrazione dell'anno, piuttosto che la traduzione economica di un indirizzo politico. Ed, essendo un'amministrazione in carica da sei anni, la cosa desta non poche perplessità». Rispetto alla gestione sanitaria, Ioculano ha osservato: «Il bilancio continua a presentare la voce sul ripiano disavanzi sanitari finanziato con imposte aggiuntive. Un dato che testimonia il fallimento dell'obiettivo di azzeramento contenuto nel Piano sanitario presentato da quest'amministrazione. Alisa – ha aggiunto - non rispetta il piano di efficientamento del 2017 che prevedeva l'obiettivo di pareggio nel 2022 attraverso la riduzione dei costi e il mantenimento, o miglioramento, della qualità dei servizi e, nel frattempo, sono fermi, o si rimandano, gli interventi di realizzazione dell'ospedale Felettino alla Spezia e dell'ospedale unico di Taggia nell'imperiese, il passaggio al privato degli ospedali di Bordighera, di Cairo Montenotte e di Albenga».

Il consigliere Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha illustrato la relazione di minoranza del suo gruppo. «Il consiglio regionale – ha esordito - costa circa 24 milioni di euro l’anno. Il valore del nostro lavoro, l’importanza di una funzione non si misurano soltanto così. Però certo è una spesa consistente e questo denaro pubblico, cioè di tutti i cittadini, non deve essere sprecato». Secondo il consigliere, però, «chi governa in Liguria ha relegato il consiglio in un ruolo di totale subalternità». Sansa ha denunciato «il potere strabordante» del presidente Toti: «Lo abbiamo visto nel finanziamento della campagna elettorale dove l’enorme disponibilità economica è stata la plastica dimostrazione di un potere che non rappresenta il popolo, ma se stesso». In merito alla manovra, Sansa ha dichiarato: «Nel Recovery non c’è un’idea di Liguria. Non c’è progetto. È una colata di vecchi progetti, è pura propaganda». Rispetto alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il consigliere ha aggiunto: «Nel nostro bilancio manca una cosa fondamentale: il futuro, è un bilancio senza ambizioni». Rispetto alla situazione sanitaria e all’emergenza Covid, il consigliere ha aggiunto: «In Italia la Liguria per mesi è stata la regione con la situazione peggiore per la mortalità. La vicenda Covid in Liguria ha mostrato gli effetti rovinosi della privatizzazione selvaggia della sanità tentata dalla maggioranza».

«Sono amareggiato perché si dovrebbero assumere azioni che riguardano il benessere della collettività – così il capogruppo di Linea Condivisa, Gianni Pastorino- al di là delle posizioni politiche. Nel bilancio non c’è una visione non c’è nulla, per esempio, sulle politiche attive del lavoro e questo dimostra che non la giunta non ha una visione, la classe politica dovrebbe partire dai giovani e, invece, su questo non c’è nulla. Questo bilancio è un pensiero debole».

«Un testo pasticciato, privo di una reale strategia per la crescita della regione e il benessere dei liguri, senza rispondenza per le necessità e le emergenze segnalate dagli amministratori locali. Un atto che mentre da un lato aumenta platealmente i costi della politica e delle poltrone, dall'altro non risponde alle reali esigenze del territorio in chiave sanitaria, imprenditoriale, occupazionale, formativa, ambientale, turistica. Una narrazione, insomma, peraltro confusa e non corrispondente nemmeno, nei numeri e nell'elenco degli obiettivi, alla relazione fatta dal presidente di Regione nella giornata di ieri». Così il capogruppo regionale del Movimento cinque stelle Fabio Tosi intervenendo in consiglio regionale. Tosi, ha rilevato una «evidente contraddizione di una Regione che da un lato lamenta una mancanza di fondi e dall’altro poi li trova per oliare la sua sempre più complessa macchina politica. Far dimettere i neoeletti assessori dal consiglio e permettere così l’ingresso di cinque nuovi consiglieri costerà 2 milioni e 500mila euro netti in più per i cinque anni della XI Legislatura. Ad aggravare il quadro, la recente delibera di Giunta con cui sono stati triplicati i finanziamenti per lo staff politico (passato da 8 a 22 poltrone) del Toti-bis che, forte di un tesoretto che cresce del 160%, sfiorerà il tetto dei 7 milioni di euro per i cinque anni della XI Legislatura. Questo spreco era davvero indispensabile? Chiediamoci piuttosto cosa avrebbe potuto fare Regione Liguria con quei soldi? Noi un’idea l’avremmo: potevano essere destinati ad esempio all'acquisto di dispositivi di protezione individuale per le associazioni di volontariato di protezione civile che operano sul territorio; oppure, per a chi opera in favore delle persone disabili, categoria anch'essa colpita pesantemente in questo periodo emergenziale»

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News