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Parchi: Paita all'attacco, "Attila" Mai e M5S che bacchetta tutti

Scontro tra la capogruppo Pd e la giunta regionale. I pentastellati: "Conflitto assurdo, tagli da entrambe le forze politiche".

Parchi: Paita all´attacco, `Attila` Mai e M5S che bacchetta tutti

Liguria - "Toti deve avere proprio un pessimo rapporto con i parchi, perché altrimenti non si spiega questo suo continuo accanimento. Da quando è diventato governatore non ha fatto altro che approvare leggi e delibere che tentano di mettere sempre più in difficoltà queste fondamentali aree verdi. Prima è partito con la lotteria delle nomine (utilizzando i parchi come un poltronificio), poi, con il Piano Casa, ha tentato di trasformarli in una colata di cemento (cosa che, grazie al Pd e al governo, non gli è riuscita), l’anno scorso gli ha tagliato drasticamente le risorse (da 2,5 a 2 milioni l’anno) e adesso prova a commissariarli imponendogli di chiedere l’autorizzazione per le spese superiori ai 10 mila euro. Un nuovo duro colpo all’autonomia e all’esistenza delle aree verdi liguri, che dovrebbero invece essere maggiormente sostenute e valorizzate dalla Regione. Questa Giunta non fa altro che produrre norme che rendono sempre più difficile la loro sopravvivenza. Alla faccia della semplificazione". Con questo sferzante attacco il capogruppo Pd in Regione, Raffaella Paita, ieri è andata all'attacco del governo regionale in materia di Parchi. Un affondo che ha visto rispondere prontamente l'assessore competente Stefano Mai. “Mi stupiscono le dichiarazioni a scoppio ritardato della consigliera Paita, lei che diceva di ‘andare veloce’: le sue esternazioni in merito alla gestione dei trasferimenti agli enti Parco sono decisamente superate visto che, come ho anche annunciato di recente sulla stampa, mi sono già impegnato con i presidenti dei Parchi a rivedere i criteri di autorizzazione alla spesa, recependo le istanze che mi sono state presentate e che personalmente condivido”, ha tuonato l'esponente leghista. “Invece di sfornare slogan elettorali per altro di poco successo – ha continuato l’assessore Mai – la consigliera farebbe meglio a pensare ai continui tagli attuati dai governi Pd ai fondi dedicati ai Parchi. Proprio per fronteggiare la penuria di trasferimenti, stiamo coinvolgendo i Parchi per creare un coordinamento efficace sul territorio che possa consentire anche il ricorso a fondi europei nell’ottica di una vera valorizzazione del nostro patrimonio ambientale”.

La Lella non s'è data per vinta, spingendo ancora una volta al di là della rete la pallina da ping pong: "Fa davvero piacere che l’assessore Mai, nella sua risposta al mio intervento sull’ennesima norma contro i Parchi liguri, smentisca la Giunta di cui fa parte dicendo di voler modificare la disposizione che vincola le aree verdi a chiedere un’autorizzazione per le spese superiori ai 10 mila euro imposta dal suo stesso schieramento politico. Poche idee ma confuse, insomma. Senza contare che Mai, dopo la brutta figura rimediata con la vicenda dei rimborsi per le imprese agricole alluvionate, farebbe meglio a stare zitto. Ormai è considerato l’Attila dei Parchi e degli agricoltori".

Spettatore non pagante della querelle tra Paita e Mai il Movimento cinque stelle, che non ha fatto attendere la sua versione dei fatti. "Giù le mani dai parchi, divenuti un assurdo terreno di scontro tra Toti e Pd: ovvero tra le due forze politiche che, in piena continuità l’una con l’altra, negli ultimi anni hanno continuato a tagliare senza soluzione di continuità risorse e finanziamenti ai parchi liguri", ha dichiarato il portavoce pentastellato Marco De Ferrari. "Basti pensare che, nel 2014, sotto l’allora Giunta Burlando, agli enti parco era destinato un misero 0,0197% del bilancio regionale. E, dal 2015 ad oggi, le risorse si sono addirittura assottigliate con Toti, che è riuscito persino nell’impresa di peggiorare il Piano casa di Burlando, già definito a suo tempo il più devastante d’Italia. Una folle tendenza che dimostra come nella vecchia politica manchi del tutto una visione ambientalista concreta. I parchi sono il primo e più prezioso presidio per la difesa del territorio e un collante naturale tra i comuni per accedere, ad esempio, ai fondi Psr (313 milioni previsti tra il 2014 e il 2020 per la Liguria) che possono costituire un sostegno concreto alle nostre Pmi agricole per risollevarsi da un crisi dilagante e per contrastare lo spopolamento e il dissesto diffuso in un entroterra fragilissimo. Se parliamo di spending review, non è certo dai parchi che bisogna partire, semmai da una vera e seria lotta ai tanti sprechi della vecchia politica che con Toti stanno aumentando a dismisura".

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