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Paita: "Italia viva corre da sola, in squadra Massardo e Serafini"

La deputata renziana: "Non vogliamo morire populisti".

"Sansa figura divisiva"

Liguria - "In Liguria per ragioni di incompatibilità politica andremo da soli. Lo spettacolo PD-M5S e l'inadeguatezza di Toti sono storie stanche. Italia Viva lavorerà ad una squadra riformista che unisce le competenze di Aristide Massardo e Elisa Serafini. Non vogliamo morire populisti". Lo afferma Raffaella Paita, deputata di Italia viva e primo volto dei renziani in Liguria.
"Le modalità con cui siamo arrivati a questa decisione - prosegue, toccando il tasto della scelta di candidare Sansa -, l'esclusione dall'elaborazione programmatica, l'esclusione dei vertici nazionali di Italia Viva, il fatto che abbiamo proposto tante candidature che potevano avere un profilo unitario, tutte stralciate da Pd o dal M5s, e tra queste casi clamorosi, come Ariel Dello Strologo, Annamaria Furlan, Maurizio Mannoni, Aristide Massardo, che non era la candidatura che avremmo originariamente proposto noi, ma se serviva per dare un contributo unitario per strappare la regione a Toti saremmo stati anche in questo caso disponibili. Di fronte a tutti questi dinieghi si è scelta la candidatura, che come ha detto Renzi, era la più divisiva nel fronte".

"Italia Viva insomma non confluirà nella coalizione che sostiene Sansa per ovvie ragioni, tra queste anche quelle dichiarate oggi - conclude Paita -: Sansa ha dichiarato oggi che la Gronda è un'opera su cui bisogna riflettere ancora. Siccome ci stiamo riflettendo da 20 anni e siamo convinti che debba essere realizzata e lo siamo ancor di più dopo quello che è successo nelle autostrade in questi mesi, per ragioni di incompatibilità programmatica mi sembra chiarissimo che andremo da soli anzi in una buona compagnia: dei riformisti, dei liberal-democratici, che in questa regione non vogliono morire populisti e che hanno ancora molto da dire in alternativa a un presidente di regione come Toti che non ha fatto nulla sul fronte della sanità, dei trasporti e delle infrastrutture e a un M5s e Pd progressivamente grillinizzati, con il paradosso, si scopre oggi, che si sono grillinizzati senza il sostegno di Grillo, e che vogliono una regione senza infrastrutture, senza opere e non lo possiamo accettare. Faremo una nostra battaglia".


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