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Omeopatia e agopuntura, Pastorino chiede l'accreditamento

Omeopatia e agopuntura, Pastorino chiede l´accreditamento

Liguria - Omeopatia, agopuntura, fitoterapia: le professioni emergenti delle medicine “non convenzionali” non beneficiano di un sistema regionale di accreditamento perché manca un’apposita commissione, prevista dall’accordo Stato-Regioni del 7 febbraio 2013. «In Italia la cultura della medicina non convenzionale fa fatica ad affermarsi, eppure sono in molti a usufruirne, me compreso. Un ritardo che va colmato: bisogna attuare il decreto della conferenza Stato-Regioni, in modo da garantire ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica, assicurando alto livello di sicurezza e corretta informazione – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino -. Il problema è che in Liguria il decreto attende di essere applicato da 4 anni e i termini sono scaduti, mentre molte altre regioni, come Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, lo hanno già recepito. Il percorso è chiaro: prevede l’istituzione di un’apposita commissione, seguita dall’iscrizione dei soggetti accreditati agli ordini provinciali dei medici. Anzi, sappiamo che gli ordini si sono già attivati con elenchi che funzionano da sanatoria fino al 6 febbraio 2017, secondo la procedura espressa dall’accordo Stato-Regioni. Quindi ci chiediamo perché la commissione che valuta la certificazione di qualità dell’esercizio dell’Agopuntura, Fitoterapia e Omeopatia non sia stata ancora nominata: in questa situazione, cosa ne sarà dei medici diplomati dopo il 6 febbraio?».

Interrogata da Rete a Sinistra lo scorso martedì, la giunta prende ancora tempo e sembra confondere l’obiettivo di questa commissione, che è diverso da quello della commissione ECM. «L’assessore Viale ha spiegato che nel 2016 la Commissione Nazionale ha lavorato alla revisione della normativa riguardante l’educazione continua in medicina, quindi la regione ha ritenuto opportuno rinnovare la commissione ECM solo dopo la stipula del nuovo accordo Stato-Regioni – spiega Pastorino -. Partendo dal presupposto che l’accordo Stato-Regioni non si occupa di ECM, ma dei criteri di formazione e validazione dei medici che si occupano di medicine non convenzionali, la stipula è avvenuta lo scorso 6 febbraio: quindi la regione continua a essere in ritardo. Verrebbe da dire: “Aspettiamo fiduciosi”. Però se la regione non interverrà con urgenza, sono possibili contenziosi con gli ordini professionali di riferimento».

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