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M5S: "Dalla Corte dei conti ombre sul commissario della sanità Locatelli"

M5S: "Dalla Corte dei conti ombre sul commissario della sanità Locatelli"

Liguria - Appresa la notizia che Walter Locatelli, Commissario straordinario della Sanità Ligure, ha ricevuto dalla Corte dei Conti un 'invito a dedurre' per la vicenda della vendita sottoprezzo di un immobile milanese ex Asl, la capogruppo regionale Alice Salvatore si rivolge all'assessore Viale per esortarla a cambiare passo, sia sulla figura di Locatelli, sia sulle modalità di nomina nella Sanità regionale.

"In Liguria, stiamo subendo una situazione davvero anomala: non abbiamo un Direttore Generale per A.Li.Sa, ma abbiamo un Commissario straordinario della super Asl. Quest'ultimo è Walter Locatelli che, secondo i piani della Giunta Toti che l’ha calato dalla Lombardia, avrebbe dovuto essere nominato Direttore Generale. Ma ciò non è avvenuto poiché egli è sprovvisto dei requisiti necessari".

"Che Locatelli non fosse idoneo a ricoprire quel ruolo non è una novità e come M5S abbiamo più volte sollevato la questione in Aula, rivolgendoci a Giunta e Assessore competente, segnalando peraltro le innumerevoli criticità della sanità ligure alle quali egli non ha mai saputo porre rimedio - dichiarano i consiglieri pentastellati -. Oggi, apprendiamo che la Corte dei Conti ha notificato a Locatelli un 'invito a dedurre' circa la vendita fortemente sottoprezzo di uno storico palazzo milanese di proprietà dell'Asl. Vendita avvenuta quando egli era ai vertici della Sanità lombarda".

"La vicenda ci era nota e dunque non è una novità. Ora, il fatto che Locatelli sia chiamato a rispondere alla Corte dei Conti potrebbe (usiamo un doveroso condizionale) essere il preludio di un indagine a suo carico. Fatto che rafforza i nostri timori rispetto a questa figura discesa dalla Lombardia e nominata (ma non realmente nominata perché sprovvista di requisiti) come un problema per la sanità ligure".

"Visti questi ultimi sviluppi, non sarebbe il caso di cambiare passo? Assessore, perché non nomina un Direttore generale che possieda veramente i requisiti necessari per legge a ricoprire quel ruolo? E perché, anche, non diventa lei la pioniera in Italia capace di mettere in pratica anzitempo i criteri meritocratici contenuti nel disegno di legge a prima firma Castellone, dove si propone che in tutta la Sanità italiana sia diffuso finalmente un meccanismo per selezionare il personale sanitario apicale attraverso processi squisitamente meritocratici pubblici, e non più di nomina politica? Questo peraltro è l'indirizzo che sta prendendo il Governo del Cambiamento, come nel già approvato decreto Calabria ad esempio, dove sono presenti entrambe le nostre forze politiche".

"Perché non cogliamo l'occasione di diventare i capostipiti di un sistema che apra la strada alla pura meritocrazia? È ora di togliere la politica dalla Sanità, mettendo al primissimo posto il merito e la professionalità", conclude il Gruppo 5 Stelle.

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