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Legittima difesa, le toghe stoppano la Regione. Il Pd: "Che figuraccia"

Secondo la sentenza della Corte costituzionale è illegittimo il patrocinio a spese dell'ente per i cittadini indagati.

Legittima difesa, le toghe stoppano la Regione. Il Pd: `Che figuraccia`

Liguria - La Corte costituzionale ha decretato l'illegittimità della norma, contenuta nella legge regionale della Liguria riguardante 'Interventi a favore delle vittime della criminalità", con la quale veniva previsto un patrocinio a spese della Regione nei procedimenti per la difesa dei cittadini indagati per aver commesso un delitto per eccesso colposo in legittima difesa, o assolti per l'esimente di legittima difesa. A impugnare la norma era stata la Presidenza del Consiglio: la Consulta ha ritenuto fondata la questione per violazione dell'articolo 117 della Costituzione che attribuisce allo Stato competenza esclusiva in materia di ordine pubblico e sicurezza. "E' qui in questione - si legge nella sentenza - la concessione di un sostegno economico ai cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, affrontano un procedimento penale con l'accusa di aver colposamente ecceduto i limiti della legittima difesa. Tale concessione è manifestazione di un indirizzo regionale in tema di prevenzione dei reati e di contrasto alla criminalità, materia che la costante giurisprudenza di questa Corte ha sempre considerato riservata allo Stato: un indirizzo regionale che necessariamente incide sulla percezione dei consociati circa l'atteggiamento in questa materia delle autorità pubbliche".

"La Consulta ha bocciato la legge della Giunta Toti, che prevede che la Regione paghi coi soldi pubblici le spese legali a chi viene accusato di eccesso di legittima difesa". A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Luca Garibaldi (vicecapogruppo) e Raffaella Paita (capogruppo). "Non poteva essere altrimenti - sottolinea Paita - visti i palesi profili di incostituzionalità della norma, come il Partito Democratico aveva già evidenziato in commissione e in aula". La maggioranza, però, spiega Garibaldi, che è stato anche relatore di minoranza, "ha voluto forzare ugualmente le regole e approvare una legge ideologica, pur sapendo che sarebbe stata respinta dalla Consulta. Oltre a essere l'ennesima legge della Giunta Toti a venire bocciata - conclude il vice capogruppo del Pd - la norma sulla legittima difesa prevedeva anche uno stanziamento di 20 mila euro, che il centrodestra aveva tolto a progetti per la sicurezza urbana ben più concreti. Una figuraccia e un danno per tutti".

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