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Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Novembre - ore 20.20

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La doppia preferenza non basta, solo tre donne in consiglio regionale

Molti elettori hanno snobbato la modifica alla legge elettorale ha non ha sortito effetti, le urne hanno premiato solo le genovesi Cavo, Lauro e Candia, resta fuori l'ex assessore Viale. Nello Spezzino ampio divario all'interno delle liste.

Occasione persa
La doppia preferenza non basta, solo tre donne in consiglio regionale

Liguria - Sono solo tre e tutte provenienti dal collegio di Genova le donne elette in consiglio regionale dopo le elezioni di domenica e lunedì. Un risultato diverso da quello che ci si poteva attendere alla vigilia, visto che per la prima volta in Liguria si votava alle regionali con la doppia preferenza di genere dopo la modifica alla legge elettorale approvata a luglio.

In quell'occasione il presidente Toti aveva parlato di “una battaglia di civiltà” ma alla prova dell'urna pochi elettori liguri hanno scelto di dare fiducia alle molte donne candidate in ogni provincia. Salvo 'ripescaggi' o rinunce infatti ad oggi entrano in aula l'assessore uscente Ilaria Cavo (la più votata della Lista Toti con 7.565 preferenze), la consigliera uscente Lilli Lauro (confermata sempre fra le fila arancioni) e Selena Candia promossa dalla Lista Sansa per l'opposizione.
Lo stesso numero delle consigliere che avevano concluso la legislatura precedente nella quale comparivano Alice Salvatore e Sonia Viale, la prima non confermata con il suo nuovo progetto “Il Buonsenso” e la seconda grande esclusa della Lega che a Genova ha promosso Piana e Garibaldi lasciando fuori l'assessore alla sanità che ha gestito l'emergenza Covid.

Come detto anche nei sei rappresentanti della nostra provincia non ci saranno donne, nonostante il buon numero di preferenze di Castagna (2.136) e Pecunia (1.857) nel Pd, Giorgi (1.328) nella Lega e Menini (1.065) in Cambiamo. Numeri ben diversi però da quelli dei colleghi di lista che sono stati promossi Natale (Pd, 3.361), Medusei (Lega, 4.573) e Giampedrone (Cambiamo, 4.211) quando invece sarebbe stato ipotizzabile il ricorso alla doppia preferenza anche all'interno dei singoli schieramenti.
Emblematico in tal senso il caso della lista Sansa dove l'eletto Roberto Centi ha ottenuto 1.967 voti e la collega Maria Francesca Lanznaster ne ha ricevuti solo 409. Decisamente minore invece lo scarto all'interno di Fratelli d'Italia dove il neo consigliere regionale Manucci (1.179) ha ottenuto solo 133 voti più di Barbara Ratti (1.046) e nel Movimento 5 Stelle dove Ugolini è stato eletto con 344 mentre Lidia Siri si è fermata a 215.

Al di là delle cifre e dei nomi resta la sensazione di un'occasione persa visto che l'introduzione della doppia preferenza che avrebbe potuto dare maggiore voce alla rappresentanza femminile nella politica regionale, di fatto non ha sortito effetti.

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