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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Maggio - ore 22.53

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La Regione chiude i portici, gli artigiani esultano, il Pd mugugna

Ok del consiglio regionale alla legge sui sottotetti. Costa: "Provvedimento molto utile per negozi, bar e ristoranti". I dem: "Centrodestra non ha colto nostro spirito collaborativo".

La Regione chiude i portici, gli artigiani esultano, il Pd mugugna

Liguria - Questa mattina il Consiglio regionale ha approvato con il voto favorevole del centrodestra e l’astensione della minoranza (Pd, Movimento 5 Stelle e Rete a Sinistra) la proposta di legge “Modifica articolo 5 della legge regionale 24/2001 (Recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti)”, che ha come primo firmatario il presidente della Commissione Territorio Ambiente, Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare). "La legge finora vigente - ha spiegato in aula Costa, relatore di maggioranza - già consentiva interventi di recupero di parti dell’edificio diverse rispetto ai sottoetti purché non sia modificata la sagoma dell’edificio che ha fini abitativi o turistico ricettivi. A queste due categorie di strutture, quindi, è già consentita la chiusura dei porticati di proprietà, privati e ad uso privato, che fanno parte del corpo stesso dell’edificio. Questa facoltà, con la modifica approvata dal Consiglio, viene estesa ai pubblici esercizi, agli esercizi commerciali di vicinato, ai laboratori e all’ artigianato di servizio. I pubblici esercizi e gli esercizi commerciali di vicinato devono essere collocati al piano terreno o a quello rialzato".

Il presidente Costa non ha nascosto la sua soddisfazione per il varo della legge: "Si tratta di un provvedimento che intende dare una mano concreta alle attività esistenti, mettendo a loro disposizione spazi aggiuntivi per il lavoro, senza ulteriore consumo di suolo e senza che si debbano sostenere spese elevate. - puntualizza - Deve infatti essere mantenuta la sagoma originaria e, quindi, le misure originarie dell’edificio". L'ex primo cittadino di Beverino ha precisato che la nuova disposizione attua un principio di equità: "Non ha senso consentire la chiusura del porticato ad un albergo, come previsto dalla vecchia norma e non ad un bar o ad un ristorante", sottolineando altresì "che questa misura non individua nuove tipologie di porticato da chiudere, ma si occupa di quelli, come detto privati, già contemplati dalla legge esistente, estendendo però il diritto all’ampliamento ad altre categorie, in sostanza alle partite Iva di vario genere". Secondo Costa, "da questa nuova possibilità potranno trarre giovamento moltissime attività, in particolare nelle piccole realtà di paese, nell’entroterra, dove spesso il piccolo artigiano, il negozietto di alimentari o quello della parrucchiera, tanto per fare alcuni esempi, hanno un porticato grazie al quale potranno ampliare la superficie a loro disposizione. Di grande utilità anche per bar e ristoranti: la chiusura del porticato offre nuovi spazi, utilizzabili durante tutto l’anno e di fatto meno costosi dei dehor che comportano spese elevate".

Positiva l'accoglienza che Confartigianato ha riservato alla legge. "Una misura che va nella giusta direzione di favorire le attività delle tante piccole realtà liguri che ne potranno così usufruire – ha commentato Paolo Figoli, presidente di Confartigianato Anaepa Costruzioni Liguria –. Realtà che, in questo modo, avranno a disposizione ulteriori spazi per il proprio lavoro". Confartigianato sottolinea che "il provvedimento riguarda gli edifici già esistenti nel 2001, per i quali dovrà essere mantenuta sagoma e misure originarie non andando, così, a impattare né incrementare ulteriore consumo di suolo".

Affidata al consigliere Luigi De Vincenzi il muguno del Partito democratico: "E’ un peccato che il centrodestra non abbia voluto accogliere il nostro emendamento alla legge dei sottotetti della Regione Liguria. L’intento del Partito Democratico era quello di modificare una norma che presenta alcuni aspetti positivi – e proprio per questo il Gruppo del Pd si è astenuto nel momento della votazione globale della pdl – ma che, in alcuni punti, necessitava di regole e paletti, affinché non ci fosse il cosiddetto 'liberi tutti'. In poche parole un emendamento migliorativo, che però la maggioranza ha bocciato in toto, senza cogliere il nostro spirito collaborativo in questa vicenda".

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