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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Dicembre - ore 20.06

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Il Pd accusa: "Speso solo il 3% del Piano di sviluppo rurale"

Il Pd accusa: `Speso solo il 3% del Piano di sviluppo rurale`

Liguria - “L’assessore Mai attui più velocemente il Piano di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020: in due anni di governo Toti è stato speso meno del 3% delle risorse disponibili, tanto che la Liguria è al penultimo posto fra tutte le Regioni italiane. Ci sono migliaia di imprese agricole del nostro territorio che rischiano di vedere vanificati i loro sforzi”. A lanciare l’allarme sono i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Giovanni Barbagallo e Luigi De Vincenzi, che insieme a tutto il Gruppo consiliare hanno firmato un ordine del giorno in cui chiedono a Mai di fare chiarezza e di presentare un’ampia relazione in Consiglio regionale. “L’assessore – sottolineano gli esponenti del Partito Democratico - da due anni continua ad accampare scuse e punta il dito contro l’ente pagatore statale, l’Agea. Ma se è pur vero che l’Agenzia di erogazioni in agricoltura ha qualche problema, bisogna anche ricordare che altre Regioni che si appoggiano a questo ente hanno utilizzato molti più finanziamenti della Liguria. Prendiamo l’Umbria, che come noi utilizza Agea: al 31 marzo scorso aveva già speso il 14,8% dei fondi del Psr. Perché la Liguria, invece, non arriva al 3%? Mai aveva già dimostrato la propria inadeguatezza quando ha perso i risarcimenti governativi per le aziende agricole colpite dall’alluvione”.

Il tempo, spiegano Paita, Barbagallo e De Vincenzi, corre: “è vero – dicono - che ci sono Regioni che hanno un proprio ente pagatore come Lombardia (che ha speso finora il 9,02%), Emilia Romagna (8,96%), Veneto (19,52%) e Toscana (8,19%) che viaggiano a ritmi sostenuti, ma come abbiamo visto la maggior parte degli altri territori si trova nelle stesse condizioni di partenza della Liguria. Quasi nessuno, però, al momento, fa peggio di noi”. La bassa capacità di spesa del Psr, oltre ad avere delle immediate ripercussioni sul settore agricolo, rischia anche di farci perdere una parte del finanziamento, perché se non si raggiunge una data percentuale entro il 2018 (circa il 14%) si può incappare nel cosiddetto disimpegno di spesa.

“Se dopo due anni pensi che il sistema attraverso il quale spendi i soldi del Psr (e cioè Agea) non funzioni – sostiene Paita – devi attrezzarti e trovare delle soluzioni alternative. Certo, realizzare un ente proprio costa 10 milioni, ma parliamo pur sempre della Giunta regionale che ha acceso un mutuo da 24 milioni di euro per comprarsi il palazzo di piazza De Ferrari”. Barbagallo e De Vincenzi ricordano inoltre che “già un anno e mezzo fa avevamo proposto all’assessore di tornare a utilizzare i moduli cartacei se il sistema di Agea presentava dei problemi, ma come sempre Mai si è messo di traverso. Questi ritardi sono dovuti anche al suo atteggiamento: non si confronta con nessuno e il Tavolo Verde, strumento di concertazione con le associazioni di categoria, si riunisce raramente”.

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