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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Febbraio - ore 11.22

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Dodicimila nuovi tumori in Liguria nel 2017: "Serve più impegno nella prevenzione"

Nella nostra Regione le tre neoplasie più frequenti sono quelle del colon retto (1.750), seno (1.600) e polmone (1.350). La prof.ssa Lucia Del Mastro, membro Direttivo nazionale AIOM: “Il 40% delle diagnosi è evitabile con uno stile di vita sano”.

Dodicimila nuovi tumori in Liguria nel 2017: "Serve più impegno nella prevenzione"

Liguria - In un decennio le diagnosi di tumore in Liguria sono aumentate del 40%. Questo incremento dell’incidenza è inferiore rispetto al dato nazionale (+47%). Nel 2017 nella Regione sono stati stimati 11.950 nuovi casi (6.200 uomini e 5.750 donne), nel 2008 erano 8.535 (4.620 uomini e 3.915 donne). I tre tumori più frequenti fra i liguri sono quelli del colon retto (1.750), seno (1.600) e polmone (1.350). Nel 2014 (ultimo dato ISTAT disponibile) in Liguria sono stati 5.886 i decessi attribuibili a tumore. Nella Regione la neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone (1.066), seguita da colon retto (695), seno (402) pancreas (371) e fegato (263). È la fotografia dell’universo cancro in tempo reale raccolta nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM, e presentato oggi all’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova. “Ogni giorno nel nostro territorio vengono diagnosticati più di 30 nuovi casi – afferma la prof.ssa Lucia Del Mastro, membro del Direttivo Nazionale AIOM e Responsabile della Breast Unit dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. Quello che veniva un tempo considerato un male incurabile è divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si può guarire o con cui si può convivere a lungo con una buona qualità di vita. Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per combattere il cancro, come l’immuno-oncologia e le terapie target che si aggiungono a chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Tutto questo, unito alle campagne di prevenzione promosse con forza anche da AIOM, si traduce nel costante incremento dei cittadini vivi dopo la diagnosi, che nella nostra Regione sono quasi 108mila. Queste persone presentano molteplici necessità, non solo di carattere clinico, a cui il sistema sanitario deve saper rispondere”.

Il progressivo invecchiamento della popolazione determina inoltre un inevitabile aumento dei nuovi casi. “Un fenomeno particolarmente evidente in Liguria, che presenta la più alta percentuale di residenti over 65, il 28% della popolazione - spiega la dott.ssa Carlotta Buzzoni, vicepresidente AIRTUM -. L’età media è di 48,3 anni, la più alta d’Italia (il valore medio nazionale è 44,4). Infatti nella Regione si registrano i più elevati tassi di incidenza del tumore della prostata, una neoplasia molto frequente fra gli anziani (950 nuovi casi stimati nel 2017)”. L’età media della popolazione ligure, più alta rispetto alla media nazionale, può contribuire a spiegare perché le percentuali di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi sono leggermente inferiori rispetto alla media italiana: 61% fra le donne (63% Italia) e 51% fra gli uomini (54% Italia). Tuttavia, il confronto delle percentuali di sopravvivenza a 5 anni, per i cinque tumori a prognosi migliore, indica che i risultati raggiunti in Liguria sono sovrapponibili e, in alcuni casi, migliori rispetto a quelli osservati a livello nazionale: 97% per il tumore del testicolo (91% in Italia), 93% per tumore della tiroide (93% in Italia), 90% per il tumore della prostata (91% in Italia), 88% per il melanoma (87% in Italia), 87% per il tumore della mammella (87% in Italia).

Questi risultati sono ulteriormente migliorabili incentivando la partecipazione agli screening organizzati (PASSI 2013-2016): ad esempio solo il 34,5% dei cittadini liguri ha effettuato l’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci per individuare in fase precoce il cancro del colon retto (36,4% Italia). È invece migliore rispetto al dato nazionale l’adesione alla mammografia: il 58,9% delle donne liguri si è sottoposto a questo test per la diagnosi precoce del tumore del seno (53,5% Italia). “È importante interpretare i dati - continua la prof.ssa Del Mastro – per impostare programmi di prevenzione: si deve fare di più per ridurre l’impatto di questa malattia perché oltre il 40% delle diagnosi è evitabile seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta). È scientificamente provato che il cancro è la patologia cronica che più risente delle misure di prevenzione”. I liguri però sembrano ignorare questi consigli: il 29,2% è sedentario, il 27% è in sovrappeso, l’8,4% obeso, i fumatori sono il 25,5% della popolazione e il consumo di alcol in dosi rischiose per la salute riguarda il 18,2% dei cittadini. “Certo, abitudini di vita particolarmente dannose come il fumo, una delle principali cause dell’insorgenza di tumori, vanno decisamente scoraggiate - afferma il dott. Giovanni Ucci, Direttore Generale dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova - ma in Liguria si vive bene, l’alimentazione è semplice, sana e variata, il clima ottimo e la società accogliente, prova ne sia che molti anziani scelgono di trascorrere ‘l’età d’argento’ in questa regione. Per questo il SSR della Liguria si sta organizzando per garantire attraverso i Dipartimenti Interaziendali Regionali una rete capillare di servizi per la diagnostica precoce ed il trattamento dei tumori, tipica patologia dell’anziano, rete di cui l’Ospedale Policlinico San Martino è centro hub”.

“La conoscenza dei dati presentati in questo volume - spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione - potrà rendere più facile e incisiva l’azione di miglioramento del livello delle prestazioni e dei servizi, in particolare per lo sviluppo dei percorsi e delle reti oncologiche, garanzia di uguale accesso, tempestività, qualità e appropriatezza sia negli iter diagnostici che nelle cure per tutti i cittadini in tutte le Regioni. Ricerca clinica e traslazionale, umanizzazione, rapporto medico-paziente, informazione e prevenzione sono alcune tra le parole chiave da conoscere ed implementare per chi ha compiti di responsabilità nei confronti dei cittadini ammalati di tumore”. “I tumori, rispetto ad altre patologie di pari rilevanza sanitaria e sociale - afferma Sonia Viale, Vicepresidente e assessore alla Sanità, Politiche sociali e Sicurezza della Regione Liguria - presentano peculiarità che impongono l’adozione delle reti oncologiche, soluzioni organizzative che implicano una grande varietà di competenze e strutture indispensabili per affrontare la malattia a 360 gradi. Oggi il processo di riforma in atto ha arricchito le potenzialità della struttura a rete, con l’introduzione dell’innovativo modello organizzativo dei Dipartimenti Interaziendali Regionali, in grado di garantire una più efficace governance, un più coerente perseguimento degli obiettivi e una più completa presa in carico del paziente. Negli ultimi anni nella Regione sono stati realizzati passi in avanti importanti in termini di qualità dell’assistenza ai pazienti oncologici: in particolare, la Liguria è tra le prime regioni italiane ad aver attivato cinque Breast Unit, centri multidisciplinari specialistici per la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al seno. Certamente, ancora molto resta da fare. L’Oncologia rappresenta un modello ideale per questo tipo di organizzazione in rete, che oggi come non mai deve tenere conto delle necessità dei malati: il nostro obiettivo, che realizzeremo con l’attuazione del nuovo Piano Socio Sanitario recentemente approvato – conclude - è mettere la persona al centro, passando dalla vecchia visione ospedalocentrica ad una reale ed efficace integrazione con il territorio, avvicinando sempre più le cure ai pazienti, nell’ottica di una sanità a chilometro zero”.

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