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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 17.18

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Disabilità, scintille regionali. Fuoco da sinistra, Toti ribatte

Disabilità, scintille regionali. Fuoco da sinistra, Toti ribatte

Liguria - “Non ci sarà nessun taglio delle risorse, come abbiamo più volte spiegato. Sono disponibile a confrontarmi nuovamente con i rappresentanti delle famiglie, a cui vogliamo stare molto vicini. Mi sarebbe piaciuta una discussione serena in questa Consiglio. Noi proponiamo un cambiamento e un efficientamento del sistema e, se serve, metteremo anche più risorse, come abbiamo dimostrato aumentando da 500 a 1.200 euro l’assegno per le gravissime disabilità”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine del Consiglio regionale in merito alle rivendicazioni avanzate dai rappresentanti degli enti gestori delle strutture che erogano servizi ad anziani e disabili, delle associazioni dei familiari e di alcuni sindacati.

“Il Pd, inebriato dai suoi insuccessi in questa regione – prosegue il governatore - non riesce a portare avanti un dialogo sereno per cercare di contribuire positivamente e costruttivamente a qualsiasi forma di cambiamento della sanità, una sanità che loro hanno affossato in 20 anni di dominio assoluto, essendo poi bocciati più volte dagli elettori. Dovrebbero avere il buon senso di comprendere che grandi suggerimenti non sono capaci di darli e magari dovrebbero lasciare lavorare chi vuole fare meglio, evitando di strumentalizzare il dolore di tante persone che hanno già gravi difficoltà nella vita. Rilevo con grande amarezza istituzionale e politica – conclude il presidente Toti - che con il Pd si può dialogare, talvolta con difficoltà ma sempre con correttezza, con i ministri che stanno a Roma, ma non si riesce a dialogare con chi avrebbe la pretesa di rappresentare il territorio, da cui peraltro è stato espulso dal voto”.

"Non c’è nessun taglio delle risorse, non è stato tolto neanche un euro rispetto al 2016. Ciò che stiamo rimodulando sono i contratti con gli enti gestori per garantire una maggiore qualità dei servizi erogati e controlli puntuali. C’è bisogno di più dialogo, bisogna parlarsi direttamente, famiglie e Istituzioni che agiscono mettendo al centro la persona”. Così, sulla medesima lunghezza d'onda del gov, la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale. “Gli enti gestori hanno un contratto con la Regione da cui ricevono 210 milioni di euro per l’erogazione dei servizi. Sono evidentemente una parte contrattuale. Noi abbiamo l’obbligo e l’urgenza di spiegare le modifiche che stiamo apportando al sistema direttamente alle famiglie, con le quali vogliamo un dialogo diretto, non mediato dalla politica. Molti dei cambiamenti che stiamo facendo nascono dal fatto che oggi c’è grande insoddisfazione, come abbiamo sentito oggi in aula. Per questo – ha proseguito l’assessore alla Sanità - vogliamo cambiare alcune regole, per questo riteniamo che debba essere governato il sistema delle liste d’attesa, che debbano essere date risposte più appropriate per garantire una maggiore qualità nelle risposte che gli enti gestori danno ai bisogni di anziani e disabili. Anche l’ultimo cambiamento che abbiamo realizzato va in questa direzione: le famiglie che hanno un disabile gravissimo non riuscivano ad arrivare a fine mese con il contributo esistente di 500 euro mensili. Abbiamo trovato le risorse e dal 1° gennaio 2018 queste famiglie riceveranno un contributo aumentato fino a 1200 euro al mese. Questo è un fatto – conclude - questa è l’azione che stiamo portando avanti”.

Di ben altro avviso Rete a sinistra/Liberamente Liguria. "Le organizzazioni - attaccano i consigliere Pastorino e Battistini - denunciano la revisione delle sistema di autorizzazione e accreditamento prevista nel testo prossimo al voto, cui si affiancano una regressione tariffaria per i servizi e l’ennesimo taglio del 5% alle risorse rispetto allo scorso anno. Tali scelte del centrodestra comporteranno una riduzione e un peggioramento delle condizioni di accesso alle prestazioni, con pesantissimi disagi per pazienti, famiglie e lavoratori. Il punto di vista di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria. Nei 3 miliardi del bilancio della sanità ligure, la quota destinata ai disabili è oggi di solo 210 milioni: una percentuale bassissima, che la giunta vuole tagliare ancora. Chi pensa di voler risanare il bilancio della sanità risparmiando sui disabili, sta facendo una cosa lontana dall’umanità, un atto politico intollerabile. Non si può accettare una regressione del sistema tariffario che parte dal 95%. Certo è che se si decide di creare Alisa e di aumentare i dirigenti, da qualche parte poi si deve risparmiare La disabilità non può essere considerata un costo. I disabili hanno bisogni, le famiglie devono affrontare enormi difficoltà quotidiane, chi presta loro assistenza deve essere tutelato e sostenuto. E serve personale qualificato rispetto a un’utenza specifica, analogamente a quanto avviene con le specialità dei reparti ospedalieri".

"Nel 2010 la precedente giunta aveva deciso per i tagli; da allora la situazione è soltanto peggiorata – continuano Pastorino e Battistini -. Ad esempio, è assurdo che le ASL non indirizzino pazienti agli istituti: le strutture hanno in media il 10-15% di posti liberi, purtroppo lasciati inutilizzati, quando le liste d’attesa sono chilometriche e, ancor più grave, tenute segrete. L’assessore Viale vuole dimostrare discontinuità? Dica alle ASL di rendere pubbliche queste liste. E dica chiaramente che non ha intenzione di tagliare budget e tariffe".

I consiglieri regionali del Partito democratico Raffaella Paita e Pippo Rossetti sostengono che "di fronte alla pacifica ma intensa protesta delle famiglie e delle associazioni che operano nel campo della disabilità, avevamo chiesto all’assessore Viale e al presidente Toti di fermarsi un attimo per valutare l’accoglimento delle proposte di revisione della distribuzione delle risorse del Piano socio sanitario, così come chiesto dai genitori dei ragazzi con disabilità. Come risposta a questa istanza, però, la maggioranza - dimostrandosi del tutto insensibile alle criticità illustrate dalle famiglie, dalle associazioni e dai sindacati - ha eretto un vero e proprio muro.
Ma noi non ci siamo arresi e la nostra battaglia contro questo scellerato Piano che indebolisce l’intero sistema socio sanitario ligure, è andata avanti. Siamo riusciti a non chiudere oggi la discussione, spostando il dibattito a martedì prossimo, che sarà il terzo giorno di Consiglio dedicato al Piano sanitario. Neppure per il bilancio la Giunta Toti è mai andata così in affanno. Nel frattempo come Pd abbiamo anche depositato un emendamento, che martedì verrà discusso in aula. In questo documento chiediamo un ulteriore approfondimento in Commissione sui temi riguardanti l’attività contrattuale con le aziende pubbliche di servizi alla persona e con i soggetti erogatori privati, visto che non è stato ancora definito il Manuale di Accreditamento.
Oggi la maggioranza si è dimostrata impacciata e imbarazzata di fronte alle giuste proteste di associazioni, famiglie e sindacati, preferendo restare in silenzio. Toti non si è neppure degnato di intervenire in aula. Questa è la dimostrazione che in Liguria il vento è davvero cambiato, soprattutto per le persone più deboli che con questa destra vengono sistematicamente lasciate indietro".

Oggi in Consiglio erano presenti Coordown Onlus, La Nostra Famiglia Onlus, ANFFAS – Genova, ANFFAS Imperia, ANFFAS Villa Gemelli di Rapallo, ANFFAS Regionale, Associazione CEPIM - Centro Italiano Down, Fondazione CEPIM Onlus, AIDEL 22 Onlusm AIAS Onlus, Associazione Famigliari Disabili Centro Benedetto Acquarone, Associazione Persone Sindrome di Williams, AFA Liguria, Consulta Regionale delle Malattie Rare, Rappresentanti delle famiglie con sindrome di X-Fragile e di Jacobsen, ANMIC, ANMI, ENS, UIC, UNMS, FAND, FISH Liguria,Corerh per gli enti gestori. Ari s, Cgil e Uil.

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