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Confini marittimi, Pucciarelli alza il muro. Briano: "Una bufala"

Posizioni opposte per le due esponenti politiche liguri sulla presunta vendita di un tratto di mare ai francesi.

Confini marittimi, Pucciarelli alza il muro. Briano: "Una bufala"

Liguria - “Giù le mani dai nostri confini. Voglio proprio vedere se domani la neo eletta parlamentare Raffaella Paita andrà contro il Governo Pd ancora in carica e l’ex ministro degli Esteri renziano Paolo Gentiloni che il 21 marzo 2015 regalò una parte importante del nostro mare ai francesi, sembrerebbe in cambio di una contropartita per lo sfruttamento dei giacimenti sottomarini al largo di Ventimiglia, infischiandosene dei diritti e del lavoro dei pescatori italiani. Una beffa e una forte penalizzazione per il nostro territorio”.

Lo ha dichiarato oggi il presidente della III Commissione regionale Attività produttive e neo eletta al Senato Stefania Pucciarelli (Lega) che domani in consiglio regionale presenterà un ordine del giorno sul cosiddetto Trattato “truffa” di Caen tra Italia e Francia per cui il Governo di Roma ha rinunciato alle porzioni di mare al largo di Liguria e Sardegna, dove i fondali sono popolati da pescispada e gamberoni.
“In ogni caso – ha aggiunto Pucciarelli – auspico che tutti i consiglieri regionali della Liguria firmino il nostro documento che impegna la Giunta Toti a promuovere presso le sedi istituzionali competenti ogni azione volta all’invio, da parte del Governo Pd ancora in carica all’Esecutivo francese, di osservazioni ufficiali riguardanti le acque territoriali italiane entro il 26 marzo. Entro questa data, infatti, dovranno essere presentate le osservazioni alla consultazione pubblica, indetta con un decreto governativo dal Ministero dell’Ambiente d’Oltralpe, sul documento che rappresenta le acque territoriali francesi con le porzioni disciplinate dal cosiddetto Trattato ‘truffa’ di Caen che attualmente sono già unilateralmente considerate sotto la giurisdizione di Parigi nonostante tale Trattato non sia stato ancora ratificato dal Parlamento di Roma.
Ricordo che nel gennaio 2016 il peschereccio “Mina” di Sanremo fu addirittura sequestrato dai francesi e oggi i pescatori liguri, abbandonati dal nostro Governo, hanno ancora paura di essere pesantemente sanzionati nel momento in cui vanno nella porzione di mare al largo di Ventimiglia per svolgere la loro attività.
Occorre fare presto e opporsi in ogni modo a questo ennesimo scandalo contro gli italiani da parte della sinistra. Infatti, il silenzio-assenso del Governo Pd di fronte alla procedura avviata dall’Esecutivo francese potrebbe creare una situazione di ulteriore debolezza in caso di eventuali e futuri contenziosi”.

Letteralmente agli antipodi la posizione di Renata Briano, europarlamentare del Partito democratico, che interviene sull'argomento smentendo categoricamente qualsiasi cessione da parte dell'Italia.
“Nonostante il voto per le elezioni Politiche sia stato lo scorso 4 marzo, continuano a girare bufale da campagna elettorale sui confini marittimi tra Italia e Francia”. Non usa giri di parole l'europarlamentare genovese e vice presidente della Commissione Pesca al Parlamento europeo, per commentare le notizie che stanno circolando negli ultimi giorni riguardo alla presunta cessione di mare ai francesi.
“L'accordo bilaterale di Caen a cui si fa riferimento per la questione dei confini marittimi con la Francia, non è stato ratificato dall'Italia e non può pertanto produrre effetti giuridici – ha spiegato Renata Briano -. I confini marittimi restano quindi immutati, e da Roma e Parigi non c'è volontà di modificarli”.

Nelle dichiarazioni di alcuni esponenti politici sulla presunta cessione di acque territoriali alla Francia, viene più volte citata la data del 25 marzo come termine ultimo per l'entrata in vigore della “svendita” di mare ai francesi. “La data del 25 marzo riguarda semplicemente una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico sul Mediterraneo – ha precisato l'eurodeputata -. Nel documento, come ha informato l'ambasciata di Francia a Roma, si parla di diritto e direttive europee esistenti e non si accenna in alcun modo a eventuali modifiche delle delimitazioni marittime nel Mediterraneo”.
Nel quadro delle consultazioni pubbliche annunciate, l'ambasciata di Francia a Roma ha comunicato alla Farnesina la presenza di alcuni errori a livello cartografico. “Le cartine circolate nel quadro della consultazione pubblica contengono degli errori che l'ambasciata francese ha riconosciuto e ha garantito che provvederà a correggere il prima possibile – ha spiegato Renata Briano -. Questo non significa certo che l'Italia abbia intenzione di cedere un mare, assai strategico per i nostri pescatori, alla Francia”.

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