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Casa della legalità: "Svilito il ruolo super partes della Commissione antimafia"

Casa della legalità: "Svilito il ruolo super partes della Commissione antimafia"

Liguria - "L'assenza del senso delle Istituzioni trova conferma nello svilimento del ruolo della Commissione Parlamentare Antimafia in tempi di campagna elettorale. Chi entra e soprattutto chi Presiede la Commissione parlamentare d'inchiesta Antimafia si deve spogliare, in tale veste istituzionale, della propria bandiera politica. Ne va della credibilità ed autorevolezza dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia che non può essere strumento di una parte o di un partito, bensì ha il dovere di agire in modo indipendente e senza strabismi od opportunismi politici o elettorali. Chi ricopre il delicato ruolo di Presidente di tale Commissione ha quindi l'onere, durante tale mandato, di essere ed apparire super partes. Il fatto che Ferruccio Sansa, ovvero un candidato alla Presidenza della Regione, con il M5S, realizzi un'iniziativa elettorale con Nicola Morra «Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia», è quindi un segnale pessimo, che deprime il senso delle Istituzioni ed al contempo svilisce il ruolo e la funzione della Commissione Parlamentare Antimafia.

Già per tale ragione era evidente che non potevano quindi, come Casa della Legalità, accogliere l'invito informale a prenderne parte.

Non ci si può esimere dal notare che l'attenzione posta nel passato dal giornalista Ferruccio Sansa alla questione delle mafie e, quindi anche, dei beni confiscati e del rigore necessario nella selezione dei candidati, appare svanita nel Ferruccio Sansa di oggi che veste il ruolo di candidato alle elezioni regionali. La serietà e complessità della questione mafie, elemento centrale e prioritario per aspetti sia politici che economici in Liguria, non è soltanto omesso dai “temi” prioritari del programma, ma anche dal programma ufficiale ove viene affrontato in termini puramente di slogan, ed è svanito anche dalle dichiarazioni stesse, se non per l'enunciato sempre con slogan vuoti e generici, incapaci di indicare e contrastare chiaramente la gravità di condizionamento dell'economia, degli appalti pubblici, della pubblica amministrazione e della politica che, trasversalmente, è ormai consolidato da decenni, da ponente a levante della regione e trasversalmente all'interno scacchiere politico.

Sansa si è recato più volte nell'imperiese, anche a Bordighera, ed ha dimenticato non solo quanto ripeteva nei suoi articoli sul condizionamento politico ed economico di quel territorio, ma ha taciuto, se parliamo di beni confiscati, ad esempio, insieme a tutta la sua coalizione (così come peraltro anche il centrodestra e l'amministrazione comunale di Bordighera), sulla vergogna della Villa dei Pellegrino ancora occupata dagli stessi nonostante la confisca definitiva del 2018. Anche sulla selezione dei candidati della propria coalizione ha dato segno di smentita a quanto scriveva, ad esempio da un lato accettando candidati che hanno intrattenuto rapporti finalizzati ad agevolare chi veniva indicato sin dal 2002 come espressione di nucleo legato alla 'ndrangheta e, a seguito di nuove inchieste, quale “cerniera” tra il mondo politico e imprenditoriale con il mondo della criminalità organizzata, e dall'altro accettando candidati che, nella veste di amministratori locali, hanno omesso interventi rigorosi rispetto a gravi e documentate omissioni in materia antimafia che avrebbero dovuto comportare l'adozione di seri provvedimenti amministrativi.

Sansa ha parlato in più occasione del forte “rinnovamento” del PD in questa regione dimenticando quanto da lui stesso scritto in riferimento, ad esempio, agli ingressi, in massa, in anni recenti, in quel Partito di soggetti del contesto 'ndranghetista dell'estremo ponente. Ingressi che hanno permesso proprio a personaggi di tale contesto di conquistare posizioni di primaria importanza negli organi dirigenti imperiesi proprio del PD che, non a caso, come ricordava lo stesso Sansa nei propri articoli, aveva quindi messo in soffitta Donatella Albano (lasciata in soffitta, però, ora, dallo stesso Ferruccio Sansa, visto che dopo le dichiarazioni che indicavano la sua volontà di candidarla nella propria lista, l'ha vista poi esclusa dalle candidature come inequivocabilmente indicato dal suo coordinatore della campagna elettorale, Stefano Quaranta). Il suo schieramento (come peraltro in quello delle altre coalizioni, a partire dal centrodestra) ha scelto, come già avvenuto nel recente passato, di promuovere candidature “gradite” a determinati contesti, perché con contiguità o acquiescenze dimostratesi nel tempo, anziché candidature di rottura e rigetto pieno di tale contesto, continuando ad adottare in parallelo quella strategia (nel passato tanto criticata da Sansa) di ricorso a “foglie di fico” da usare per coprire tali comportamenti e tali scelte".

Casa della Legalità

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