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Bonus Covid-19, centrodestra molla commissione per protesta

"Mettere a rischio i premi è davvero troppo". Presente Battistini (Italia in comune): "Stop risparmi su personale sanitario".

"Ospedali dedicati"

Liguria - Si è riunita stamani in Regione la Commissione d'inchiesta sull'emergenza coronavirus, in apertura della quale i commissari e consiglieri regionali di maggioranza hanno abbandonato i lavori. Una protesta, quella di Paolo Ardenti (Lega), Lilli Lauro (Lista Toti), Matteo Rosso (FdI), Angelo Vaccarezza (Cambiamo), Vittorio Mazza (Liguria Popolare), così illustrata a margine dal leghista: “Il governo ha bloccato il ‘bonus Covid’ al personale sanitario a seguito degli accordi tra le Regioni e le sigle sindacali. Pertanto, insieme a tutti i commissari di maggioranza, abbiamo deciso di non partecipare più ai lavori finché non darà una risposta precisa e chiara su questo problema. Il caso scoppiato in Piemonte e poi in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria nasce da un’interpretazione della norma da parte della Ragioneria generale dello Stato, la quale fa capo al ministero dell’Economia e delle Finanze, che di fatto blocca una parte dei fondi destinato dalle Regioni per i premi agli operatori sanitari impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid-19. In sostanza, il rischio è che l’ammontare dei premi venga notevolmente ridotto. Ieri il governatore dell’Emilia-Romagna (il Pd Bonaccini, ndr), in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, ha scritto ai ministri dell’Economia Roberto Gualtieri, della Salute Roberto Speranza, e degli Affari Regionali Francesco Boccia, sottolineando che le Regioni avevano concordato i premi con le sigle sindacali in ottemperanza a quanto convenuto con il Governo sul tavolo Stato-Regioni e chiedendo un intervento immediato e risolutivo da parte dei ministeri sul problema creato dalla Ragioneria generale dello Stato”.

Il consigliere di Forza Italia Claudio Muzio, vice presidente della Commissione, su richiesta degli 'ammutinati' ha continuato a prender parte alla seduta, in rappresentanza delle forze di maggioranza. “Non possiamo accettare – ancora Ardenti - che mentre i rappresentanti liguri di Pd, M5S e Linea condivisa si concentrano su inchieste a emergenza ancora in atto, i loro colleghi di partito a Roma creino problemi su problemi alle Regioni a prescindere dal loro colore politico. Mettere a rischio i premi per chi ha salvato la vita a tanti liguri è davvero troppo”. Presente in commissione il consigliere regionale spezzino Francesco Battistini (Italia in comune/Linea condivisa): “In Liguria – il suo commento - è giunto il momento di smetterla di risparmiare sul personale sanitario! È questo il messaggio principale emerso questa mattina in sede di Commissione straordinaria di Inchiesta sull'emergenza Covid-19. Tutte le sigle sindacali concordano. Questa Giunta ha eroso il sistema sanitario regionale ad iniziare dalla parte fondamentale: il comparto operativo. Siamo la regione che ha il rapporto più basso tra personale sanitario ogni 1000 abitanti. Mancano medici, infermieri, Oss, tecnici. Vengono continuamente attivati reparti o strutture senza che vi sia una iniezione sostanziosa e sostanziale di operatori. Le classiche nozze coi fichi secchi o, ancor peggio, i soliti specchietti per le allodole dove sulla carta esistono servizi, nelle nostre Asl, che in realtà non vengono erogati ai cittadini o che funzionano con molta difficoltà. In emergenza Coronavirus questo è emerso, in tutta la Liguria, con estrema chiarezza. Due esempi su tutti: sono state attivate le squadre territoriali GSat senza assumere, di fatto, nuovo personale; stessa cosa è avvenuta per l'attivazione dei reparti Covid-19. Infermieri e medici sono stati, semplicemente, spostati attingendo da reparti conseguentemente depotenziati o addirittura chiusi: chirurgia, ortopedia, traumatologia, urologia".

"In alcuni territori, si veda quello gestito da Asl 5 – prosegue -, la situazione è stata notevolmente complicata dal fatto che non sono stati attivati ospedali dedicati al Covid-19. Una mancanza organizzativa che ha prodotto, sul fronte di tutte le patologie mediche esenti dal nuovo Coronavirus, un sostanziale blocco del processo di diagnosi e cura. Un guaio, questo, che viviamo nitidamente anche oggi, ad emergenza conclusa, sulle visite specialistiche che non hanno ancora ripreso le loro consuete attività o che hanno code di tre mesi da recuperare e smaltire. Manca, inoltre, un protocollo di sicurezza per il personale sanitario. Le sigle sindacali già a partire dalla prima metà di marzo ne avevano chiesto la formulazione e l'adozione. Gli incontri si sono sviluppati tra aprile e maggio ma, anche in questo fondamentale campo, la Giunta targata Toti e Viale si è arenata e il pessimo risultato è che a metà luglio la nostra Regione ne è ancora priva. Come molti tra medici e infermieri sono, a distanza di mesi, privi dei risultati dei tamponi effettuati ed evidentemente andati perduti. Anche sul fronte Dpi, nonostante l'assessore Viale si affretti a scaricare il barile delle responsabilità sul governo, ci sono state mancanze e indicazioni gravi e contraddittorie”.

“Nella speranza che non avvenga mai una seconda ondata – conclude Battistini - dobbiamo organizzare in modo diverso un sistema sanitario regionale che evidentemente, visti i contagi e il tasso di letalità, non ha funzionato. Più assunzioni; organizzazione della medicina territoriale; un sistema più efficiente per la diagnosi basata sui tamponi; l'adozione del protocollo di sicurezza; individuazione di percorsi sporchi ben separati da quelli esenti Covid-19; regole diverse per l'inquadramento e la retribuzione del personale sociosanitario nelle strutture private e accreditate”.

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