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"Primarie? Il Pd consente anche un percorso diverso"

Il ministro Roberta Pinotti ha parlato con i cronisti in occasione di una visita alla mostra ospitata a Palazzo Ducale

`Primarie? Il Pd consente anche un percorso diverso`

Liguria - Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha visitato oggi la mostra di Palazzo Ducale dedicata ai "Quaderni dal carcere" di Gramsci e ha parlato a lungo con i giornalisti affrontando numerosi temi, dalle condizioni di alcune zone di Genova al terrorismo internazionale. Il ministro Pinotti viene subito interrogata sulla posizione del governo rispetto alle condizioni di due quartieri della città come Sampierdarena e il centro storico. “Voi credete che il ministro della difesa non abbia mai parlato con il ministro degli interni o con le autorità locali preposte alla gestione dell’ordine pubblico? – risponde il ministro ai cronisti presenti- Oggi ho salutato telefonicamente, facendogli gli auguri di buon lavoro, il nuovo prefetto di Genova, evidenziando quali sono i principali problemi di ordine pubblico della città”. Il centro storico e Sampierdarena secondo Pinotti “non sono gli unici punti critici. Sicuramente Il centro storico per diversi motivi, e Sampierdarena più recentemente, sono questioni di cui ho parlato con colleghi di governo, ma ciascuno deve fare il proprio lavoro”. Il ministro Pinotti tuttavia vuole rassicurare circa l’attenzione che le istituzioni riservano alla situazione del capoluogo ligure: “So che gli interventi, in particolare a partire dall’anno scorso, proprio su mia sollecitazione effettuati dai carabinieri con il coordinamento della prefettura, sono stati molteplici. Poi ovviamente non si risolve tutto: quello che si è promesso e successivamente fatto è stato riservare una particolare attenzione per quelle zone, ma sfortunatamente c’è stata una concentrazione di problemi nuovi“. Secondo il ministro Pinotti gli spacciatori si sarebbero riorganizzati con nuove tecniche di “lavoro”, tali da rendere meno efficace l’azione di repressione messa in campo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura: “Lo spaccio si svolge in nuove modalità e si dovranno trovare nuove tecniche per intervenire. La sicurezza è uno dei primi problemi sentiti dai cittadini, e va affrontato, anche se nessuno ha la bacchetta magica. Il fenomeno va affrontato in maniera complessiva, mettendo in piedi anche dei progetti di vivibilità dei quartieri, coinvolgendo le amministrazioni locali, ma non si può dire che in questi anni non ci sia stato un intenso lavoro”.

Primarie - Il ministro affronta poi il tema delle primarie per le elezioni amministrative di Genova, ma senza rivelare la propria posizione personale sul tema: “Il nostro partito ha un regolamento che dice quando si devono fare le primarie e quando si possono non fare. Le primarie non sono il giudizio divino, e devono essere gestite con intelligenza politica: la scelta avverrà nell’ambito di quelle che sono le regole del partito – chiarisce il ministro -. Il Pd consente, laddove ci siano organismi dirigenti che condividono un percorso diverso, anche di non fare questa scelta. Affiderei ad un percorso condiviso, democratico, regolato, quella che è una scelta importante per la città, che va presa guardando di più alla città e meno al nostro interno. Renderò nota la mia posizione in merito all’interno degli organismi del partito, e non oggi”.

Referendum costituzionale
- I giornalisti chiedono poi al ministro se non provi preoccupazione per l’esito del referendum che potrebbe abrogare la riforma costituzionale che ha ricevuto il via libera di Camera e Senato: “Noi pensiamo che il referendum sia un bene per tutto il paese, qualcosa atteso da trenta anni – spiega Pinotti-. Non lo vediamo come qualcosa che riguarda il governo, ma certamente ciascuno di noi come esponente politico, e come persona che ha a cuore le sorti di questo paese, lavorerà per far capire che si vota sull’Italia, non si vota sul futuro di qualche personaggio politico o del governo. Sono molto contenta che a Genova chi ha deciso di essere a capo del comitato per il referendum sia Giuseppe Pericu, una persona che gode della mia altissima stima, che è stato un grande sindaco per questa città, nonché illustre professore. E’ un bel segnale e penso che se si propagheranno in molte città comitati con personalità di questo tipo il referendum avrà un ottimo viatico”.

Terrorismo
- Infine il ministro ha anche affrontato il tema del rischio terrorismo internazionale per il nostro paese: “L'Italia sta lavorando con molta attenzione sapendo che nessun paese è a rischio zero. Noi lavoriamo per la prevenzione". "Esiste uno strumento importante che suggeriamo anche a livello europeo: si chiama C.a.s.a, che significa Centro analisi strategico antiterrorismo. Quest’organo riunisce di norma una volta alla settimana tutti coloro che a diversi livelli possono avere valutazioni sul terrorismo, ma anche l'attenzione dei cittadini è uno strumento in più per aumentare la prevenzione". Per il ministro tuttavia il fenomeno del terrorismo non è da affrontare solo sul piano dell’intelligence e dell’ordine pubblico, e in questo senso ricorda come a Roma sia al lavoro "una Commissione voluta dal premier e coordinata attraverso i nostri Servizi che mette insieme studiosi, analisti, giornalisti esperti e magistrati perchè il fenomeno non è soltanto di ordine pubblico".

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