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"Liguria non reggerebbe nuovo lockdown"

Il presidente Toti in consiglio regionale fa il punto sulla pandemia: "Ricordiamo che dopo la peste venne il Rinascimento". L'opposizione: "Serve seduta straordinaria sull'emergenza sanitaria".

"Lontani da picco aprile"

Liguria - Aperto da un minuto di raccoglimento per le vittime del terrorismo, per il lavoratore Nicola Iacobucci e per il sindaco Piccardo, stamani si è dipanato il secondo consiglio regionale della nuova legislatura, con il presidente Toti per la prima volta affiancato dalla giunta fresca di nomina. Una seduta breve, che, come previsto dall'ordine del giorno, ha ospitato solo l'intervento del gov sull'attuale situazione e sugli intendimenti futuri dell'amministrazione regionale. L'opposizione, con gli interventi sulll'ordine dei lavori dei consiglieri Garibaldi (Pd) e Pastorino (Linea condivisa), si è rammaricata per il dover attendere una ulteriore seduta per dar vita al dibattito. “L'emergenza – ha osservato Toti – sta interessando tutto il mondo. Banalizzare la ricerca delle responsabilità o sottolineare le incomprensioni è un esercizio che la politica dovrebbe astenersi dal fare. Sarà un legislatura impegnativa non solo nelle prossime ore e mesi, ma nei prossimi anni. Per questo dobbiamo riuscire nel nostro agire a costruire un doppio binario che ci consenta di affrontare l’oggi, ma anche il futuro, nella consapevolezza che il Covid finirà. Come sono finite tante disgrazie dell’umanità, come ci insegna ad esempio la peste che ha colpito alla fine del Trecento: dopo sono nati l’Umanesimo e il Rinascimento. Per questo mi auguro che il Covid porti un orizzonte di prospettiva per il domani. Pur nell’urgenza dell’emergenza, non dobbiamo smettere di pensare al futuro”.

Per quanto riguarda gli ospedali Toti ha ricordato il piano incrementale attivato per i nosocomi. “Si tratta di un piano di Fase 4 – ha sottolineato – che porta ad aumentare i posti letto, oggi aggiornato alla luce della malattia. Abbiamo 1.200 ricoverati, soprattutto sull’area metropolitana genovese, e solo 50 terapie intensive aperte. Facendo un paragone con il picco dello scorso aprile, quando avevamo 1.400 ricoverati e le terapie intensive occupate arrivavano a 200, si capisce che siamo ben lontani da quei numeri. Anche se l’allargamento della pandemia ci ha indotto ad un aumento dei posti letto ospedalieri. Per questo stiamo chiedendo uno sforzo alla nostra sanità per raggiungere i 2.000 posti letto in Liguria”. Per far fronte all’emergenza Toti ha ricordato di avere potenziato le squadre territoriali in tutte le Asl secondo un piano condiviso con il governo. “Squadre che di fronte alla pandemia non sono però sufficienti – ha detto – per questo abbiamo incrementato il tracciamento attraverso l’apertura dei drive through e walk trough che hanno fatto scaturire un accordo con i medici di medicina generale, cosa che non era accaduta a marzo. Oggi ci auguriamo che la potente macchina dei medici di famiglia, molto diffusa, possa venire in parziale soccorso alla pressione ospedaliera, a cui abbiamo dato una ulteriore risposta attraverso l’attivazione di 13 Residenze Covid. Il vero problema, che è di tutto il Paese, è dato dall’impossibilità di avere tutte le professionalità che ci servirebbero per rispondere alla crisi. Ci servono medici e infermieri, come servono in tutta Italia, ma per formare un medico occorrono anni: su questo il nostro Paese deve riflettere anche dopo la fine dell’emergenza”.

“Nei pronto soccorso – ha chiarito Toti - ci sono molti malati in questi giorni, come è stato più volte detto. Ma questo deriva dal fatto che non abbiamo mai mandato a casa nessuno. Di questo siamo orgogliosi, tutti hanno avuto l’appropriatezza della cura. Sia nella prima che nella seconda ondata di Covid. Siamo la prima regione per numero di terapie intensive spendibili in caso di emergenza. Nessuno veramente poteva aspettarsi un’ondata di queste dimensioni e così diversa dalla passata. Tutte le nostre strutture sanitarie stanno lavorando per assumere personale di ogni genere e di ogni tipo. Ad esempio si chiuderà il corso di laurea in scienze infermieristiche nel mese di novembre e di qui a tre settimane, circa 180 infermieri potranno entrare in attività. Ne servirebbero bisogno di più, ma questa è la disponibilità al momento”. Toti, che guardando all'edilizia sanitaria ha espresso l'auspicio “che le ruspe tornino presto a muoversi per l'ospedale della Spezia”, ha ricordato che “il governo si appresta a varare un nuovo Dpcm, alcune saranno nazionali, altre saranno territoriali. La Liguria difficilmente reggerebbe lo shock di un altro lockdown generale, soprattutto la nostra attività portuale, oggi, alla vigilia del Natale, con gli arrivi di import-export, deve poter continuare a lavorare per rifornire le imprese del Nord Italia. Ci aspettano scelte complesse e non facili per invertire la curva dei contagi. Ognuno deve fare il suo dovere, senza panico e senza alcuna speculazione politica”.

In una nota a margine della seduta, come anticipato in aula da Garibaldi e Pastorino, i gruppi di opposizione (Pd, Lista Sansa, M5S e Linea condivisa) hanno chiesto la convocazione di un consiglio regionale straordinario e urgente sull’emergenza Covid. “In questo momento di grave emergenza sanitaria – si legge nella nota – occorre lavorare tutti insieme per contenere il contagio e dare una risposta efficace ai cittadini, a seguito della seconda ondata pandemica, che sta duramente colpendo il nostro territorio. Come confermano, da tempo, i dati ufficiali sulla diffusione del Covid 19, la Liguria, purtroppo, è una delle regioni italiane con gli indici di contagio e di mortalità più alti, rispetto alla popolazione. Servono misure che abbiano un forte impatto e garantiscano a tutti il diritto alla salute. È importante che maggioranza e opposizione, giunta e consiglio regionale, si confrontino sugli interventi da mettere in campo”. E agli inviti all'unità di Toti, in consiglio Pastorino aveva risposto da un lato approvando in pieno l'appello, dall'altro recuperando dal recente passato la vicenda del cartello Sciacalli esposto dal gov. Insomma, assaggi di scintille, che verosimilmente troveranno modo di dipanarsi in sede di consiglio straordinario, ferma restando, vista lo scenario generale, la volontà dei consiglieri di far per quanto possibile squadra.

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