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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Novembre - ore 12.33

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"Dopo il blitz della Finanza ad Alisa, la Regione faccia chiarezza"

"Dopo il blitz della Finanza ad Alisa, la Regione faccia chiarezza"

Liguria - "Il blitz della Guardia di Finanza negli uffici di Alisa rappresenta un ulteriore, importante, tassello per fare chiarezza sulla scelta dell’assessore Viale, che abbiamo criticato a più riprese e in tempi non sospetti, di riparametrare il modello virtuoso di distribuzione dei farmaci salvavita dell’Asl 1 imperiese alle pratiche – molto meno virtuose – in uso nel resto della Liguria. Il timore è che possano concretizzarsi non solo un peggioramento dei servizi ai pazienti ma anche un ingente danno alle finanze regionali e un nuovo, ingiustificato, sperpero di risorse pubbliche. Non ci bastano le continue rassicurazioni di Viale e Locatelli, a questo punto devono dimostrare alla Guardia di Finanza che il sistema sta in piedi dal punto di vista sanitario ed economico, visto che di fronte alla politica non ci sono riusciti". Lo dichiarano Alice Salvatore e Andrea Melis, consiglieri regionali M5S Liguria.

"La Guardia di Finanza - incalzano i consiglieri regionali del Pd Giovanni Lunardon, Pippo Rossetti e Valter Ferrando - ha bussato alla porta di Alisa e anche se il commissario straordinario Locatelli dispensa ottimismo e sostiene di essere tranquillo, la situazione, a nostro parere, resta piuttosto grave.
D’altra parte non poteva andare diversamente e il Pd aveva da tempo messo in guardia la Giunta Toti. La Regione Liguria, quand’era amministrata dal centrosinistra, aveva avviato, con una sperimentazione partita dall’Asl 1 di Imperia e poi diffusa nel resto del territorio ligure, la distribuzione diretta dei costosi farmaci salvavita. In pratica erano le farmacie delle Asl a fornire direttamente ai malati queste medicine, tenendo sotto controllo la loro diffusione e riducendo gli sprechi. A Imperia era previsto persino un servizio di recapito a casa tramite il personale dell’Azienda sanitaria.
La distribuzione diretta era stata premiata come buona pratica dalla Corte dei Conti visto che aveva permesso un notevole risparmio alle casse regionali, tanto da essere imitata anche fuori dai nostri confini. L’amministrazione Toti però, appena insediata, ha iniziato a minare questa buona pratica, fino al suo smantellamento definitivo a partire dallo scorso mese di marzo. Adesso i pazienti possono ritirare i medicinali salvavita nelle farmacie, ma tutto ciò, naturalmente, comporta un costo aggiuntivo per la Regione, visto che tale servizio deve essere pagato. Insomma adesso c’è un intermediario in più, le farmacie, che viene retribuito con i soldi pubblici per fare ciò che prima facevano gratis le Asl. Quindi non ci stupiamo che la Corte dei Conti voglia capire perché la Giunta Toti preferisca spendere di più quando poteva contare su un sistema più economico ed efficiente, che funzionava orami da tempo. Anzi, vorremmo saperlo anche noi. Quest’indagine farà finalmente chiarezza su questa vicenda".

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