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"A rischio i risarcimenti per le imprese danneggiate dall'alluvione"

`A rischio i risarcimenti per le imprese danneggiate dall´alluvione`

Liguria - “Le imprese agricole liguri rischiano di non ricevere i risarcimenti per i danni dell’alluvione perché la Regione Liguria a marchio Toti ha sbagliato la trasmissione della richiesta danni al Dipartimento di Protezione Civile: un comportamento assurdo che al momento penalizza il nostro territorio”. A dirlo sono il deputato del Pd Franco Vazio e i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Luigi De Vincenzi e Giovanni Barbagallo. Il 28 luglio scorso, infatti, il Consiglio dei Ministri ha adottato la delibera che ha reso operativa la norma contenuta nella Legge di Stabilità per il 2016 (art. 1, commi 422-428) che, per la prima volta, riconosce in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale un contributo ai cittadini e alle imprese danneggiati dagli eventi calamitosi e alluvionali che si sono verificati tra il 2013 e il 2015.
“Purtroppo, dai documenti che abbiamo acquisito - dicono gli esponenti del Pd - emerge che la Regione Liguria non ha indicato nelle schede di rilevazione alla Protezione Civile (SCHEDA C), richiamate nel provvedimento del Consiglio dei Ministri, o documentato diversamente i danni subiti dalle imprese agricole negli anni 2014-2015 - che ammontano ad oltre 16 milioni di euro - né ha integrato le suddette schede”. La Legge di Stabilità che riconosce i risarcimenti, ricorda il Partito Democratico, porta la data del 28 dicembre 2015 (mentre prima la procedura era diversa), quindi, spiegano Vazio, Paita, De Vincenzi e Barbagallo, la norma è entrata in vigore quando era da tempo in carica la Giunta Toti; a partire dal 28 dicembre 2015 si è pertanto aperta una nuova strada – frutto anche del lavoro fatto dal Pd in Parlamento – ma la Giunta di centrodestra non ha colto quest’opportunità”.
“Il Governo ha messo a disposizione le risorse per i risarcimenti, ma per queste gravi omissioni della Regione Liguria – continuano Vazio, Paita, De Vincenzi e Barbagallo - i danni alle imprese agricole non potranno essere risarciti”. Il deputato del Pd, promotore in questi anni in Parlamento di battaglie - poi vinte - in favore delle imprese agricole e sostenitore del reperimento dei fondi presso la Protezione Civile, aggiunge: “Mi sono confrontato in queste ore con i funzionari del Dipartimento della Protezione Civile a Roma e con il Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Paola De Micheli: i danni, le richieste e le schede potevano essere integrati sino al giorno prima del via libera del provvedimento approvato dal Governo lo scorso mese di luglio per la liquidazione dei danni: ma così non è stato, come confermato anche da fonti della Protezione Civile”.

“Avevamo documentato, con autorevoli pareri del Ministero delle Finanze – continuano gli esponenti del Pd - che i danni nel settore agricolo erano ricompresi nell'ambito delle misure di protezione civile di cui alle lettere d) ed e) dell'art. 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n.225 e, di conseguenza, dall’attuazione della legge di stabilità 2016 e cosi è stato. Alla riunione fortemente voluta dai parlamentari Liguri del Pd e organizzata in Regione nell’aprile di quest’anno, alla presenza dei funzionari, dell’assessore Mai e delle organizzazione di categoria, avevamo sollecitato la Regione a integrare le richieste dei danni presso la Protezione Civile. L’assessore aveva promesso di dare seguito alle sollecitazioni ricevute. E’ invece successo quello che nessuno poteva immaginare: la Regione Liguria, non ha fatto ciò che si era impegnata a fare, omettendo di inoltrare le domande di risarcimento dei danni alla Protezione Civile (oltre 16 milioni di euro) e integrare quelle schede di rilevazione che la legge impone per la rendicontazione dei danni stessi. Quindi – insistono Vazio, Paita, De Vincenzi e Barbagallo - A oggi le imprese agricole liguri non saranno risarcite. Siamo in contatto con il Ministero delle Finanze e con il Dipartimento della Protezione Civile a Roma per cercare di capire quello che può ancora essere fatto per rimediare. Nel frattempo –conclude Vazio - chi si è dimostrato arrogante e inadeguato deve pagare il conto e deve dare spiegazioni immediate, sulla base della quali faremo le nostre valutazioni. Nel frattempo chiedo che il minimo che l'assessore Mai possa fare è dare le dimissioni”.

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