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Porti e logistica, Toti: "Opere fondamentali già pensate, ma serve burocrazia più snella"

Il presidente regionale in collegamento col convegno "Un mare di Svizzera 3": "Per Terzo Valico e Diga servono certezze messe nero su bianco, idem Pontremolese per incrementare la competitività dello scalo spezzino..."

"Il paese dovrebbe imitarci"
Porti e logistica, Toti: "Opere fondamentali già pensate, ma serve burocrazia più snella"

Liguria - “In questa situazione di grande incertezza fare pianificazioni strategiche è particolarmente complicato. Però sappiamo che tutto questo finirà, succede da sempre, dopo la peste c’è stato il rinascimento e l’umanesimo: per questo dobbiamo farci trovare pronti. Stiamo lavorando in questo senso. La Liguria è la prima piattaforma logistica del nostro Paese, non solo al servizio del quadrante del Nord ovest italiano, ma che deve sempre di più essere la piattaforma della Svizzera”. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti intervenendo, in collegamento da Genova, al convegno “Un mare di Svizzera 3”, l’appuntamento dedicato alla logistica che si concentra su possibilità, criticità, e prospettive dei collegamenti fra Liguria e Svizzera, con particolare attenzione al tema portuale.

“Sul futuro sono ottimista – aggiunge Toti - perché in Liguria le opere fondamentali sono già pensate: parlo del Terzo Valico, della Diga, su cui servono certezze messe nero su bianco, della Pontremolese per incrementare la competitività del porto della Spezia, del potenziamento della linea ferroviaria del Ponente. Da ponte Morandi in poi - precisa Toti – abbiamo dimostrato efficienza e capacità. Da questo punto di vista il Paese dovrebbe usare le nostre best practice. Poi servono, ovviamente, una serie di opere immateriali per far funzionare il sistema: parlo della rete tecnologica e di una politica di incentivazione e di promozione per potenziare l’attrattività dei porti, oltre a procedure più rapide e snelle”.
“Il vero tallone d’Achille del Paese – prosegue - è quello della burocrazia, i cui tempi non sono compatibili con la tragedia che stiamo vivendo. Ora è necessario usare sia le risorse di programmazione che quelle economiche per progettare il futuro e dedicare questi fondi soprattutto agli investimenti e allo sviluppo. I finanziamenti del Recovery fund devono essere una gigantesca leva di opportunità che stimoli anche altri investimenti privati da parte delle imprese e producano un incremento della produttività complessiva del sistema”.

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