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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Novembre - ore 23.55

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Magazzini e logistica per e-commerce: una nicchia immobiliare in espansione

Magazzini e logistica per e-commerce: una nicchia immobiliare in espansione

Liguria - In Europa, uno dei mercati più solidi che non sembrano non conoscere crisi è quello degli immobili industriali per fini logistici. I capannoni, i magazzini e, più in generale, gli edifici ad uso logistico stanno attraversando una fase di grande richiesta, con una domanda che supera l'offerta.
Il boom delle richieste degli edifici industriali è il risultato della crescita e della diffusione degli e-commerce e delle modalità di vendita digitali, che richiedono processi di distribuzione sempre più rapidi e performanti, con spazi industriali richiesti prevalentemente in prossimità delle grandi città.
L'indicatore dell'andamento del mercato lo ha fornito Bnp Paribas, che, nei primi mesi del 2017, ha registrato una crescita del 22% del volume relativo all'assorbimento degli spazi, a livello europeo.
La ricerca di Bnp è stata effettuata sugli edifici logistici con metratura superiore 5mila metri quadrati in più di 20 città europee.
Il boom degli investimenti in logistica è stato registrato principalmente a Madrid, in Germania e nell'Olanda del sud, ma la cifra da capogiro si riferisce al volume degli investimenti effettuati in ambito di logistica durante i primi sei mesi dell'anno: circa 15,8 miliardi, una cifra mai registrata prima e superiore al record registrato nello stesso periodo del 2015.
Il mercato logistico da record è quello tedesco, che ha registrato un volume di investimenti pari a 5,646 miliardi di euro (+201%) nella prima metà del 2017.
Segue la Gran Bretagna con un crescita del 18% che si traduce in più di 4.450 miliardi di investimenti, poi l'Olanda, dove il mercato degli immobili per fini logistici ha raggiunto un valore pari a 1,1 miliardi di euro. La Spagna ha invece mostrato un volume di 480 milioni di investimenti, un dato in diminuzione rispetto al 2016.
Per quanto riguarda l'Italia, va detto che il mercato degli immobili logistici è sicuramente inferiore rispetto a quello delle città europee, con un totale di investimenti pari a 145 milioni di euro; tuttavia, emerge un miglioramento graduale nel terzo trimestre di quest'anno, nel quale si denota una crescita del 122% rispetto allo stesso intervallo di tempo del 2016.

Magazzini logistica: di che edifici si tratta?
Nella maggior parte dei casi, i magazzini adibiti a spazi di logistica per e-commerce altro non sono che vecchie fabbriche dismesse o abbandonate, che, da vecchie aree industriali fatiscenti diventano dei veri e propri centri logistici.
La crescita dell'e-commerce ha fatto da traino all'industria della logistica distributiva, che a sua volta ha raggiunto quote mai viste prima, grazie ai tanti vantaggi della logistica per e-commerce a beneficio sia dei consumatori sia degli e-retailer. Stando alle previsioni, nel 2017 l'e-commerce sarà protagonista di un giro di affari di circa 490 miliardi di dollari negli Stati uniti con cifre equivalenti anche in Europa. Per il mercato della logistica, questi valori si traducono in un'evoluzione senza precedenti che porterà alla conseguente crescita del volume di affari legato al commercio online.
La necessità di tali centri logistici è nata contestualmente alla crescita delle piattaforme e-commerce, complice il successo del commercio online che va di pari passo con l'offerta di servizi sempre più rapidi ed efficienti. Oggi, molti e-commerce offrono consegne rapide entro 90 minuti dall'ordine, rendendo necessario il ricorso a magazzini di dimensioni inferiori rispetto a quelli dei Big store come Amazon, possibilmente collocati in prossimità di zone urbane per far fronte alle sempre più diffuse pratiche ultra rapide di reso. Dopotutto, dall'indagine JDA/Centiro Customer Pulse Report Europe 2016 è emersa una criticità nell'ambito dei resi degli acquisti online.

Resi online: un aspetto critico per gli e- retailer
In ambito europeo, i resi rappresentano un fattore critico per gli e-retailer: il 30% dei consumatori restituisce i prodotti acquistati circa due volte l'anno, mentre il 25% li rende anche più di tre volte.
La motivazione principale delle restituzioni (46%) è l'insoddisfazione, ma c'è anche un 16% che acquista più prodotti online con l'intenzione di restituirne alcuni. Emerge così la figura del “serial returner”, che pone una sfida importante ai gestori degli e-commerce dal punto di vista logistico, basti pensare che, per un consumatore, la modalità di gestione dei resi è uno degli aspetti decisivi ai fini della scelta dell'e-retailer presso il quale effettuare i propri acquisti.
Di conseguenza, per i commercianti, sarà sempre più importante identificare i “serial returner”allo scopo di proporre una personalizzazione delle condizioni per i resi.

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