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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Febbraio - ore 09.14

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Lo stato dell'arte del giornalismo in Italia: il tramonto della carta stampata e il successo degli sfogliatori online

Lo stato dell'arte del giornalismo in Italia: il tramonto della carta stampata e il successo degli sfogliatori online

Liguria - Sono sempre di meno gli italiani che si informano sfogliando un quotidiano, mentre cresce il numero delle persone che sceglie i social network e, più nello specifico, Facebook, non solo come mezzo di intrattenimento, ma anche come fonte di aggiornamenti e notizie dal mondo.

É questo il quadro dipinto dal "Rapporto sulla comunicazione 2017" pubblicato alla fine dello scorso anno dal Censis. Un quadro, indubbiamente, dalle tinte chiaro-scure.
Il web, grazie anche a quei device mobile (smartphone e tablet) che consentono di essere sempre connessi, ha reso più semplice ed immediata la fruizione di qualunque tipo di informazione. Di contro, tuttavia, ciò ha portato ad una netta contrazione dell'audience della carta stampata e dei media tradizionali in genere, contribuendo anche alla nascita di fenomeni inediti, come quello relativo alla diffusione virale delle fake news.

Così, mentre Facebook & Co finiscono con il favorire, involontariamente, la disinformazione, le vere redazioni giornalistiche tentano di tenersi al passo, mediando tra le richieste del pubblico, che pretende contenuti sempre nuovi e freschi, e i costi delle dinamiche tradizionali dell'informazione, che impone un'attenta verifica delle fonti, nonché perizia e oggettività nella descrizione dei fatti.

Di certo, il giornalismo italiano vive uno dei momenti più duri della sua storia: in poco più di dieci anni, dal 2005 al 2016, il numero medio delle copie di giornale distribuite quotidianamente è calato di oltre il 50%, passando da quasi 5 milioni e mezzo di unità a poco più di 2 milioni e mezzo.
A questi dati, prodotti dalla Federazione Italiana Editori di Giornali, si aggiungono quelli Censis, che parlano di un paese in cui i quotidiani continuano a rappresentare la primaria fonte di informazione solamente per il 14,2% della popolazione.
Verrebbe spontaneo pensare che i lettori persi dai quotidiani cartacei siano passati alla versione digitale dei giornali oppure ai portali di notizie online. Ma in realtà le cose non stanno così.
Ad informarsi regolarmente consultando articoli online è solo un misero 10% della popolazione. Buona parte degli italiani, infatti, continua a prediligere la televisione ed i telegiornali (60,6%), mentre, come già accennato, la quota di chi sceglie Facebook per scoprire le ultime notizie del giorno è in crescita al 35%.

Il calo delle vendite e, di conseguenza, la riduzione degli introiti derivanti dalle inserzioni pubblicitarie rappresentano gravi minacce alla sopravvivenza delle testate giornalistiche tradizionali.

Una prima, timida, inversione di tendenza si è registrata con l'introduzione delle copie cartacee dei quotidiani, ovvero di file (in genere in formato .pdf o simili) che possono essere acquistati, scaricati e consultati sul computer, sul tablet o sullo smartphone, eliminando così il vecchio supporto cartaceo.
Se si esclude l'iniziale boom, anche la versione digitale dei giornali ha visto un trend di crescita poco incoraggiante e, nelle ultime annate, persino una lieve flessione.

Una boccata di ossigeno sembra essere arrivata grazie alla contestuale introduzione di nuovi strumenti pensati per il mondo del lavoro. Da sempre, grandi e piccole aziende rappresentano un bacino di utenza importante per gli editori di giornali, dal momento che le realtà di dimensioni maggiori possono arrivare a sottoscrivere abbonamenti per la fornitura di centinaia di migliaia di copie.
A rinsaldare questo meccanismo sono i software che funzionano come sfogliatore di giornali cartacei online. In sostanza, questi applicativi web permettono di amministrare gli abbonamenti digitali a vari giornali e riviste, visualizzandone i contenuti all'interno di un'unica interfaccia, ottimizzata per tutti i principali dispositivi e sistemi operativi.
Le ragioni del loro successo, in ambito business e non solo, risiedono nei numerosi strumenti di lavoro messi a disposizione degli utenti: oltre a sfogliare le pagine dei quotidiani digitali in modo veloce e fluido, diventa possibile selezionare e ritagliare una porzione di articolo di interesse con facilità e persino stamparla. Allo stesso modo, si possono segnalare passaggi ritenuti di rilievo ad uno o più colleghi, zoomare a piacimento testi e immagini, effettuare ricerche per parole chiave e addirittura configurare alert automatici in relazione alla pubblicazione di news su temi particolari.

Tra i meriti dei software sfogliatori c'è quello di aver reso più semplice e completa la consultazione dei giornali in formato digitale e anche quello di aver fornito validi argomenti per preferire la sottoscrizione di veri abbonamenti, riducendo l'appeal delle soluzioni gratuite – ma illegali – proposte dai portali web che diffondono contenuti piratati.

Per far fronte alla disaffezione del pubblico e alla spietata concorrenza dei social, per loro natura in grado di proporre un enorme numero di contenuti ogni giorno, le testate tradizionali devono puntare alla valorizzazione di quei portali web che, già oggi, in diversi casi registrano numeri molto positivi (basti pensare agli 1,5 milioni di utenti unici che visitano le pagine di Repubblica.it ogni giorno).
La sopravvivenza del giornalismo tradizionale passa attraverso investimenti mirati alla pubblicazione di contenuti di qualità sempre maggiore, creati sfruttando la multimedialità resa possibile dal web.

Negli Stati Uniti, 3 quotidiani online su 4 tra i più importanti e maggiormente diffusi hanno scelto di limitare l'accesso free ai propri contenuti, proponendo varie formule di abbonamento per l'accesso ai contenuti integrali. Questa soluzione offre agli editori gli strumenti finanziari indispensabili per garantire il sostentamento di una redazione online, garantendo al pubblico articoli e contenuti messi a punto con la stessa perizia di quelli destinati all'edizione cartacea.

L'altra novità riguarda il decreto legge approvato alla fine dello scorso ottobre che propone un
credito d'imposta al 75% per gli investimenti pubblicitari per campagne su quotidiani, periodici, emittenti radiofonici e televisivi ed anche testate online.
L'obiettivo della norma è quello di fornire un sostegno indiretto al mondo dell'editoria italiana, stimolando piccole, medie e grandi imprese a spendere in pubblicità.

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