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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 18.56

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L'acqua e la siccità. L'85 per cento degli acquedotti italiani è troppo vecchio

L´acqua e la siccità. L´85 per cento degli acquedotti italiani è troppo vecchio

Liguria - Il Centro studi di Confagricoltura Liguria, facendo sue autorevoli ricerche pubbliche, ha delineato i numeri di quella che può essere definita l’emergenza infrastrutturale idrica che va di pari passo con quella della siccità. Ogni giorno, in Italia, si “perdono” 9 miliardi di litri di acqua a causa delle infrastrutture obsolete, quasi 140 litri pro capite. L’equivalente di tre docce virtuali. I 478.000 chilometri di acquedotti italiani sono vecchissimi, il 25 % di questi ha più di 50 anni di vita. Il 60 % è stato costruito tra 30 e 50 anni fa.

La spesa italiana per le nostre infrastrutture idriche è inferiore ad ogni paese europeo. In Italia parliamo di 32 euro per abitante contro gli 88 della Francia, i 100 del Regno Unito ed i 129 della Danimarca. “Numeri impietosi – sottolinea il presidente di Confagricoltura Liguria, Luca De Michelis – che indicano un dato preciso. La siccità si ‘combatte’ anche con minori sprechi. In agricoltura riusciamo ad utilizzare solo il 10 % dell’acqua piovana. Il resto si perde per la cronica mancanza di bacini e vasche di raccolta e per tubature obsolete. In Italia – prosegue De Michelis – solo il 19 % della superficie agricola è irrigato in maniera soddisfacente. Il tutto si ripercuote anche sull’export del nostro agro alimentare se consideriamo che l’80 % di ciò che esportiamo in questo settore è strettamente legato all’acqua per la sua ‘creazione’”.

Certo la siccità di questo periodo è altamente cruenta. Si calcola che in Liguria sia piovuto il 26 % in meno dell’analogo periodo dello scorso anno. “Tutte le coltivazioni – sottolinea Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria – ne stanno risentendo. La vitivinicoltura presenta grappoli molto piccoli e diradati. L’olivicoltura vede alle porte una stagione scarsissima in quantità e qualità. La mosca dell’olivo sta purtroppo già prendendo piede in molte zone della Regione, date le attuali condizioni meteo climatiche”.

“Non va meglio – prosegue la nota di Confagricoltura Liguria – per la maricoltura, dove nello spezzino si registrano temperature dell’acqua intorno ai 25 gradi, anche in fasce profonde. Il tutto aggravato dalla stratificazione delle acque che porta con sè l’anossia e conseguentemente la mancanza di nutrienti per i mitili”. “Nella piana di Albenga – precisa il presidente De Michelis – sta aumentando il cuneo salino dovuto all’emungimento delle acque, con la conseguenza ovvia di una irrigazione certamente non ideale per le piante”. Ma allora come superare questa cultura dell’emergenza, dato che la siccità è ormai, ahinoi, fenomeno costante?

Confagricoltura Liguria puntualizza che bisogna attuare finalmente una corretta pianificazione degli invasi per la raccolta delle acque che superi i costanti problemi posti dagli enti locali troppo restii ad avere nel proprio territorio simili infrastrutture. “Dobbiamo ammodernare la nostra rete idrica – prosegue il presidente di Confagricoltura Liguria – anche grazie alle indicazioni del PSR per il quale l’Unione Europea chiede giustamente una pianificazione verso il risparmio idrico, dando nel contempo fondi per tali investimenti”. “Occorre – prosegue De Michelis – incentivare il recupero delle acque piovane nelle singole imprese agricole, e ragionare su un riutilizzo agricolo delle acque ‘rigenerate’ dai nostri depuratori”. Investimenti e pianificazione, dunque, secondo la Confagricoltura ligure perchè la siccità, in prima battuta, la si combatte non disperdendo l’acqua in quantità così inimmaginabili ed inaccettabili.

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