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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Maggio - ore 21.16

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Iren tira le somme del 2018, differenziata provinciale al 70 per cento

Il presidente Peveraro: "Sempre più importante la responsabilità sociale di impresa".

Bilancio di sostenibilità
Iren tira le somme del 2018, differenziata provinciale al 70 per cento

Liguria - È stato presentato il Bilancio di Sostenibilità/Dichiarazione non finanziaria 2018 di Iren che rendiconta le performance economiche, ambientali e sociali del Gruppo e rappresenta uno strumento di monitoraggio degli obiettivi del Piano Industriale al 2023, "che assume la sostenibilità come pilastro strategico di sviluppo e di confronto partecipato con il territorio e tutti gli stakeholder", come si legge nella nota diffusa dalla multiutility.
Sul fronte della decarbonizzazione, rispetto al 2017, il Gruppo ha ridotto del 3% sia i consumi
energetici diretti, ottenendo un risparmio complessivo di oltre 558.000 tonnellate di petrolio
equivalente, sia le emissioni di CO2 derivanti dai processi produttivi, mentre sono state più di 2,4 milioni le tonnellate di CO2 evitate. La produzione energetica da fonti eco-compatibili (rinnovabili o assimilate) si è attestata all’87% della produzione totale, contro una media nazionale del 35%, generando rilevanti effetti positivi nella riduzione delle emissioni.

Per quanto riguarda l’economia circolare, il Gruppo ha focalizzato il proprio impegno sulla crescita della raccolta differenziata, sull’estensione della tariffazione puntuale, sull’incremento del recupero di materia e sulla valorizzazione energetica dei rifiuti non recuperabili. In provincia della Spezia, dove il Gruppo Iren serve circa 205mila abitanti, la raccolta differenziata a fine 2018 ha raggiunto il 69,9% rispetto a una media nazionale del 55,5%, superando l’obiettivo del 65% fissato dall’Unione Europea per il 2035.

Per un uso sostenibile delle risorse idriche, il Gruppo ha concentrato il focus sull’eccellenza nella gestione delle reti acquedottistiche, sulla riduzione dei prelievi di acqua dall’ambiente, oltre che sull’incremento della qualità della depurazione. Rispetto al 2017, grazie ad azioni mirate, sono stati abbattuti del 2,5% i consumi di acqua destinata ai processi produttivi e ridotti del 2,5% i prelievi di acqua dall’ambiente per la distribuzione ad uso potabile, con un conseguente risparmio di 400 tonnellate di petrolio equivalente grazie a importanti investimenti e interventi sulle reti acquedottistiche.
Nel servizio idrico integrato, il Gruppo ha servito 2,8 milioni di abitanti, di cui circa 215mila in
provincia della Spezia prestando particolare attenzione alla qualità dell’acqua: sono infatti oltre 275mila i parametri analizzati in un anno sulle acque potabili della Liguria. Il potenziamento e il rinnovamento del parco impianti di depurazione, a oggi più di 1.300 (168 quelli alla Spezia), ha inoltre permesso di migliorare la capacità depurativa e restituire “acqua pulita” all’ambiente. A questo si aggiungono importanti progetti per il risparmio di risorse, quale ad esempio il recupero delle acque di depurazione a scopi irrigui, che ha consentito di riutilizzare circa 6 milioni di metri cubi di risorsa (+10% rispetto al 2017) per colture di qualità.

Nell’ottica di accrescere la resilienza delle città, nel 2018 Iren ha investito nell’estensione del
teleriscaldamento urbano, raggiungendo 93,7 milioni di metri cubi di volumetrie servite, in crescita dell’8% rispetto al 2017, con un conseguente impatto positivo sulla qualità dell’aria cittadina. L’ammodernamento dei sistemi di illuminazione pubblica ha consentito in diversi comuni serviti di ridurre la spesa energetica risparmiando 3.000 tonnellate di petrolio equivalente (Tep), che si aggiungono al risparmio di oltre 1.130 Tep derivanti dalla riqualificazione degli impianti termici di 100 edifici pubblici. Infine, con il progetto IrenGo, è stato avviato un programma per la mobilità elettrica che offre una vasta gamma di servizi a clienti e cittadini.

Da registrare l'assunzione di 313 nuove risorse (72% sotto i 30 anni), da un programma di formazione che ha coinvolto il 95% degli oltre 7.000 dipendenti, di cui 709 in provincia della Spezia, mentre 300 persone hanno partecipato al progetto sperimentale di smart-working. Particolarmente positivo il tasso di soddisfazione globale dei clienti – attestatosi al 90% grazie anche agli importanti investimenti effettuati, pari a 447 milioni di euro – così come significative sono le ricadute territoriali: nel 2018 il Gruppo ha emesso ordini per oltre 725 milioni di euro (+7% rispetto al 2017), di cui 14,8 milioni in provincia della Spezia, ha realizzato più di 60 progetti di educazione alla sostenibilità, coinvolgendo più di 560 scuole (350 studenti a La Spezia), ed è stato in prima linea in più di 260 iniziative in ambito culturale, sportivo e ambientale, con un investimento di oltre 9,5 milioni di euro, di cui il 30,2% in Liguria.

“La responsabilità sociale di impresa sta assumendo sempre più importanza per la competitività delle imprese – ha dichiarato il Presidente Paolo Peveraro –. Forti di questa consapevolezza abbiamo confermato la sostenibilità come un pilastro strategico del piano industriale del Gruppo al 2023: oltre la metà dei 3 miliardi di investimenti complessivi previsti in arco piano sarà indirizzato al raggiungimento degli obiettivi presi nei confronti delle Nazioni Unite e interamente destinato sui nostri territori”.

“L’approccio integrato e strategico alla responsabilità sociale di impresa – sottolinea il Vice
Presidente, Ettore Rocchi, titolare delle deleghe di Corporate Social Responsibility – è alla base
del nostro Piano Industriale al 2023 che impegna il Gruppo a giocare un ruolo proattivo verso le comunità e l’ambiente. Crediamo che il quadro dei risultati presentati nel Bilancio di Sostenibilità 2018 abbia molteplici valenze prospettiche poichè conferma la nostra capacità di creare valore per gli stakeholder – con cui manteniamo uno stretto e continuativo rapporto di collaborazione anche attraverso i Comitati Territoriali – e dimostra il nostro reale contributo agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu al 2030 e di altre politiche nazionali e mondiali”.

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