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Il porto si ferma per protestare contro il caos mobilità in Liguria

presidio sotto la prefettura
Il porto si ferma per protestare contro il caos mobilità in Liguria

Liguria - "Il 24 luglio abbiamo deciso di scioperare in Liguria, non per far perdere ore di lavoro, ma per salvaguardare l’occupazione messa a rischio dalle condizioni critiche in cui versa il sistema infrastrutturale regionale, un sistema infrastrutturale già arretrato anche per scelte passate errate, che mette a dura prova un'economia fortemente basata sui tre porti". Così le segreterie territoriali Filt-Cgil e Uiltrasporti proclamano per venerdì 24 luglio lo sciopero per l'intera prestazione dei lavoratori delle imprese portuali, dei dipendenti delle Adsp e dei lavoratori del comparto trasporto merci e logistica, spedizionieri e agenti marittimi. Ci sarà anche un presidio sotto la Prefettura della Spezia dalle 10.30 alle 12.30.
"Le scelte forzate che alcune compagnie di navigazione si troveranno a compiere per la situazione contingente, come ad esempio è accaduto con la compagnia Cosco, metteranno a rischio migliaia di posti di lavoro e non solo nel comparto dei trasporti e della logistica - scrivono i sindacati -. La Filt Cgil e la Uiltrasporti Uil non cedono alle provocazioni di chi le accusa di scioperare per appoggiare la campagna elettorale di qualcuno: noi stessi abbiamo chiesto alle istituzioni, anche locali, di farsi carico delle proprie responsabilità, abbassando i toni e promuovendo iniziative concrete e costruttive per la soluzione al problema viabilità autostradale".

"Abbiamo il dovere di dar voce alle migliaia di camionisti che passano ore ed ore incolonnati nelle autostrade liguri, così come ai portuali ed ai lavoratori della logistica e delle spedizioni che temono ripercussioni occupazionali. Lo abbiamo fatto proprio insieme al MIT, attraverso il dialogo e la concertazione, strumenti che appartengono alla buona politica e non alla vie facili dei social. Occorre mettere in campo strategie di investimento delle risorse pubbliche sulla messa in sicurezza e potenziamento delle infrastrutture esistenti e sulle grandi opere: i gravissimi ritardi del terzo valico, del raddoppio della linea ferroviaria di Ventimiglia e della Pontremolese, non si devono ripetere. Chiediamo anche che le dichiarazioni per la mobilità sostenibile, a iniziare dalle merci su ferro, non siano sempre e solo parole, ma si trasformino in incentivi reali per gli operatori che scelgono di rivolgersi alle imprese ferroviarie per i collegamenti da e per i porti. Sono necessari ed improrogabili investimenti massicci sul trasporto pubblico locale, con interventi urgenti sul rinnovo del parco mezzi. Chiediamo che si riapra al più presto il confronto sul rinnovo del contratto collettivo nazionale lavoratori dei porti scaduto da quasi due anni e sull'istituzione del fondo di accompagnamento all'esodo".

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