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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 20.36

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Colpo di reni per sbloccare il Psr, l'allarme: "Agricoltura a rischio"

Presa di posizione unanime del consiglio regionale. Cia soddisfatta, ma la preoccupazione resta. Pastorino (Rete a sinistra): "Mai consideri dimissioni".

Colpo di reni per sbloccare il Psr, l'allarme: "Agricoltura a rischio"

Liguria - Il consiglio regionale ligure ha approvato all’unanimità un ordine del giorno unitario con il quale si ricorda che l’avvio delle procedure regionali per la concretizzazione della misure del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 è stato molto difficoltoso e che i gravi ritardi di sistema, se non rapidamente superati, rischiano di incidere pesantemente sulle capacità di investimento e di crescita del settore agricolo. Il documento impegna quindi la giunta a mettere in atto strumenti, anche straordinari, che consentano di velocizzare le istruttorie e il rilascio delle autorizzazioni, eventualmente anche utilizzando risorse umane esterne all’ente, e ad avvalersi quanto prima del sistema informatico mutuato dalla Regione Marche (Siar) e avviato in convenzione nell’agosto scorso.

A margine del consiglio regionale si è tenuto un incontro fra i capigruppo e i rappresentanti della Confederazione italiana agricoltori, i quali hanno nuovamente denunciato lo stato di sofferenza delle imprese liguri a causa della mancata erogazione dei finanziamenti Psr. "A oltre un mese dalla nostra interrogazione sul tema nulla è cambiato: a conti fatti la direzione dell’assessorato non può che rappresentare un totale fallimento. Mai dovrebbe considerare le dimissioni, di sua spontanea volontà, senza ulteriori esortazioni della minoranza – dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino, presente all’incontro -. Siamo la penultima regione in Italia per saldo dei pagamenti. Eppure le imprese hanno già sostenuto pesanti investimenti e le banche chiedono le istruttorie del Psr come prerogativa ai prestiti. Servono un segnale forte e un progetto di prospettiva: se entro dicembre 2018 la regione non avrà erogato almeno 60 milioni, a fronte degli attuali 8 assegnati, dovrà restituirne all’Europa quasi 20. Poche le probabilità che ciò accada, al di là delle buone, ma illusorie, intenzioni». Per l'assessore all'agricoltura Stefano Mai si delinea un classico effetto graticola. "Ottocento nullaosta a fronte di oltre 4000 domande approvate – commenta Pastorino -, bandi bloccati, soldi che tardano ad arrivare o non arrivano affatto: ritardi di pochi mesi vanno a compromettere attività consistenti, se i ritardi sono di anni, come in questo caso, si arriva alla paralisi totale. La circolazione dei fondi deve essere rapida, se si vogliono ottenere ricadute sul territorio. L’onda lunga la pagheremo negli anni a venire, perché se la Liguria dovrà restituire una parte del fondo, il prossimo PSR sarà notevolmente ridimensionato dall’UE». A peggiorare le cose, resta la spada di Damocle del sistema informatico Agea, il cui tracollo non è stato tutt’ora superato. "Forse da metà novembre si passerà alla piattaforma Siar di regione Marche, ma per tutte le domande in sospeso si procede faticosamente con il cartaceo – conclude Pastorino -. Mai dimostri di saper cambiare passo, impiegando più risorse, garantendo i pagamenti nei tempi dovuti ed evitando di dover restituire 19 milioni all’Europa. Andare oltre agli annunci, altrimenti rassegni le dimissioni".

E anche la stessa Cia, che ha dato vita a una manifestazione, si fa sentire: "Le promesse ora per sbloccare gli investimenti del Psr sono state messe nero su bianco, per . Dopo le indicazioni dell'assessore Mai, è arrivato infatti l'Ordine del Giorno, sottoscritto da tutti i gruppi politici e votato all'unanimità in Consiglio Regionale. Che suggella il successo della manifestazione dei giovani agricoltori di Cia Liguria. 45 milioni di investimenti bloccati. Così come i sogni dei giovani agricoltori di Cia Liguria che hanno spiegato all'assessore Mai e ai capogruppo dei partiti in Regione che cosa vogliono per il loro futuro. Primo risultato della manifestazione: l'Assessore Mai ha confermato che la Regione Liguria si muoverà in fretta per avere l'aiuto di professionisti esterni per completare le diverse procedure. Secondo risultato della manifestazione: l'impegno ha trovato immediato riscontro nell'Ordine del Giorno, sottoscritto da tutti i gruppi politici e votato all'unanimità in Consiglio Regionale, che impegna il presidente della Giunta regionale e l'assessore competente a mettere in atto strumenti - anche straordinari - che consentano di valorizzare le istruttorie e il rilascio delle autorizzazioni di spesa, eventualmente anche utilizzando risorse umane esterne all'Ente. E ad avvalersi quanto prima del sistema informatico mutuato dalla Regione Marche".

Proseguono gli agricoltori: "648 domande per un totale di 45 milioni di euro di investimenti aziendali. Richieste che continuano a rimanere bloccate tra istruttorie senza fine e nulla osta che non arrivano nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale. Risultato: il futuro dell'agricoltura in Liguria diventa a rischio. A questo rischio i giovani agricoltori liguri ( che hanno presentato 344 domande per oltre 9 milioni a sostegno al primo insediamento) si sono ribellati. Erano in tanti quelli associati alla Confederazione Italiana Agricoltori che sono andati a spiegare in massa le loro ragioni in occasione della seduta del Consiglio Regionale. Una delegazione di venticinque di loro, guidati dal presidente regionale e dai presidenti provinciali di Cia, ha avuto un lungo confronto con l'Assessore all'Agricoltura, Stefano Mai, i capogruppo dei diversi partiti e numerosi altri consiglieri che hanno partecipato alla riunione. E i risultati sono arrivati. Con promesse messe nero su bianco".

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