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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 19.00

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"Per il 5G valgono le stesse norme sull'esposizione ai campi elettromagnetici"

Il tema diventa caldo alla Spezia ed è già oggetto di bufale virali sulla Rete. Arpal: "Già in grado di controllare le prime due bande, la terza non sarà utilizzata se non tra qualche anno".

cosa dice arpal
"Per il 5G valgono le stesse norme sull'esposizione ai campi elettromagnetici"

Liguria - Arriva in consiglio comunale il dibattito sulla tecnologia 5G. Lo ha portato negli scorsi giorni alla Spezia il Partito Democratico, mentre a Sarzana è stato il Comitato Sarzana che Botta! a lanciare un appello alla città per mettere al bando la nuova tecnologia. Mentre ancora non ci sono antenne sul territorio spezzino, il tema è già stato oggetto di deformazioni e fake news, come quella riguardante il ripetitore bruciato alle Pianazze. Una vicenda ampiamente manipolata, che continua a girare in rete peraltro anche al di fuori in contesto italiano essendo stata tradotta e riportata in diverse lingue.

Lo scorso mese Arpal ha fatto il punto per quanto riguarda la Liguria e non solo. Un documento da cui partire per capire di cosa si sta parlando. "Il 5G è basato su una modalità di accesso alla risorsa radio parzialmente diversa rispetto ai precedenti standard per telecomunicazione. Anziché generare un campo elettromagnetico continuo, le antenne 5G emettono segnali dinamici, cioè modellati in funzione della quantità e tipologia di utenti presenti in una determinata area. Quando non serve, non emettono; quando serve poco, emettono poco, quando serve tanto, emettono tanto. Oggi invece le antenne emettono in maniera statica per garantire il servizio al bordo della cella telefonica", si legge nel report dell'agenzia.
"Al 5G sono state assegnate tre bande di frequenze, alcune finora non utilizzate per la telefonia mobile. La più bassa è intorno ai 700 MHz, attualmente occupata dal segnale TV; poi un canale fra i 3600 - 3800 MHz, dello stesso ordine di grandezza delle frequenze utilizzate nel 4G; infine quello più elevato fra i 26500 – 27500 MHz, di seguito 'banda 26 GHz' (1 GHz = 1000 MHz), che in Italia non è stato ancora usato e non verrà utilizzato prima di qualche anno. Le onde elettromagnetiche della banda 26 GHz, impropriamente indicate come onde millimetriche (in realtà, con onde millimetriche di solito riguardano una porzione di spettro più alta, tra i 30 ed i 300 GHz), saranno utilizzate per mettere in comunicazione gli oggetti, non per le telefonate fra persone".

E ancora: "La normativa italiana per la diffusione del 5G prevede per i gestori degli obblighi di copertura territoriale piuttosto articolati, orientati al superamento del digital divide: permettere a tutte le località italiane di avere una buona ricezione. Ad esempio, per la frequenza 700 MHz i gestori devono rendere la tecnologia utilizzabile per almeno l'80% della popolazione nazionale entro 3 anni dalla disponibilità delle frequenze (che avverrà entro luglio 2022); dovranno essere serviti tutti i comuni con più di 30.000 abitanti e tutti i capoluoghi di provincia. Entro il 2026-2027, i gestori dovranno garantire la copertura del 99,4% della popolazione nazionale, comprendendo in quest'ultimo numero almeno il 90% della popolazione dei 120 comuni che si trovano in digital divide.

Nessuna scorciatoia. "Per l'installazione degli impianti dovranno essere rispettate le normative in materia di edilizia, urbanistica e di protezione della popolazione dall'esposizione ai campi elettromagnetici, in Italia più stringenti di un ordine di grandezza rispetto al resto d’Europa. Le attività di Arpal in tema di campi elettromagnetici non cambiano per il 5G: è sempre presente una fase di valutazione preventiva (un parere tecnico sul rispetto dei limiti, prima dell'istallazione dell'impianto o della realizzazione della sua modifica) e una successiva fase di controllo in condizioni di esercizio.
Secondo la normativa vigente, infatti, l'istallazione e la modifica di impianti di telecomunicazione (antenne di telefonia mobile, impianti radiotelevisivi, ecc.) è soggetta a un preciso iter autorizzativo da parte di Arpa e Comune competente. In particolare, deve essere sempre garantito il rispetto dei limiti e dei valori di riferimento del campo elettromagnetico definiti dalla normativa per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici, che nel caso di luoghi con permanenza superiore alle 4 ore è di 6 volt/metro".
L'agenzia è già in grado di svolgere controlli. "I gestori di telefonia sono tenuti a presentare - ai Comuni e alle Agenzie ambientali - piani annuali di localizzazione di nuovi impianti e di modifica di impianti esistenti entro il 30 novembre di ogni anno. Arpal è già in grado di controllare le prime due bande elettromagnetiche utilizzate dal 5G (quella a 700 MHz e quella intorno ai 3.7GHz), mentre si sta attrezzando con la strumentazione necessaria per la banda 26 GHz (che comunque non sarà utilizzata ancora per qualche anno)".

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