Sanità, momento drammatico. Confronto aperto tra Regione e gestori
I commenti di Pd e Pdl.
Liguria - Nuova manifestazione del terzo settore oggi in Regione. I manifestanti hanno chiesto alla Giunta Regionale di modificare la delibera sulla residenzialità extraospedaliera, nella parte in cui stabilisce una riduzione delle tariffe che la Regione paga alle strutture per l’accoglienza e l’assistenza dei pazienti, tutti disabili o anziani non autosufficienti.
Al termine dell’incontro, è stato deciso di aprire già la prossima settimana un tavolo di confronto per arrivare a una modifica concertata della delibera, pur rispettando le limitazioni di budget.
“Abbiamo deciso di aprire un confronto che dovrà essere definito entro febbraio per individuare le modalità di un accordo che renda sostenibile il servizio socio-sanitario”. Lo hanno detto gli assessore alla salute e alle politiche sociali, Claudio Montaldo e Lorena Rambaudi al termine dell’incontro svoltosi in consiglio regionale con i rappresentanti dei gestori delle attività socio-sanitarie. “Nel corso dell’incontro – hanno detto Montaldo e Rambaudi – si è convenuto da più parti sulla drammaticità della situazione economica e sulla necessità di uno sforzo straordinario che coinvolga tutti i settori del sistema socio-sanitario”. Entrambi gli assessori della Regione Liguria hanno sottolineato “l’obiettivo comune di preservare i servizi e l’occupazione”.
“Abbiamo apprezzato l’atteggiamento responsabile e propositivo degli intervenuti – ha sottolineato Nino Miceli, Capogruppo del Partito Democratico – Giudichiamo positivamente l’impegno assunto per un confronto sulla delibera, da avviare e concludere in tempi brevissimi. Confronto che dovrà avvenire tenendo fermi due punti: la necessità di contenere la spesa e il diritto dei cittadini interessati a vedere confermata la qualità del servizio offerto”.
Anche il consigliere regionale Luigi Morgillo è intervenuto per la protesta del terzo settore. In una nota di legge: “Il provvedimento di Giunta di fine anno va assolutamente sospeso e modificato a breve giro di boa. Fondamentale quindi far partire un tavolo di confronto con gli operatori, che tra l’altro si sono dati disponibili a trovare soluzioni che possano portare a risparmi effettivi, per individuare insieme a loro il percorso meno doloroso che possa portare agli obiettivi di risparmio individuati dalla Giunta”.
Conclude infine Luigi Morgillo: “L’accordo era quello di chiudere i posti letto per acuti per potenziare le strutture territoriali. Purtroppo questo ad oggi non sta accadendo con grave danno per gli utenti. Stiamo parlando di operatori che agiscono nel sociale senza scopo di lucro integrando di fatto quello che il pubblico non sarebbe mai in grado di garantire”
Martedì 24 gennaio 2012 alle 18:11:11