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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 20.15

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Operazione Posidonia, frode negli appalti. Sette indagati

La Guardia di finanza di Chiavari e la procura di Genova contestano ad alcuni dipendenti comunali e a una azienda della Val di Magra di aver aggirato la legge nell'affidamento di lavori per lo smaltimento di duemila tonnellate di alghe.

Operazione Posidonia, frode negli appalti. Sette indagati

Liguria - Si concludono le indagini preliminari nei confronti di tre dipendenti del Comune di Chiavari e di quattro imprenditori del settore dello smaltimento dei rifiuti a seguito di una indagine della Guardia di finanza di Chiavari. L'avviso è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Genova dopo aver finito di analizzare le modalità di affidamento dei lavori di smaltimento delle alghe depositatesi sulla spiaggia adiacente il porto turistico chiavarese nel 2014. È emerso che un funzionario e un Istruttore tecnico dell’ufficio Lavori pubblici, in concorso con un dirigente, avrebbero dolosamente sottostimato, senza alcuna perizia, la quantità di materiale da asportare, di quasi il 1.000 per cento (dichiarando 250 tonnellate anziché 2.128,28 tonnellate), al fine di aggirare l’obbligo di indizione di una gara di appalto e consentire l’affidamento diretto dei lavori ad un’impresa della Val di Magra, che all’epoca gestiva già la raccolta dei rifiuti urbani.
Al termine del servizio, per il quale era stato previsto uno stanziamento di 40mila euro, l’impresa aveva presentato al Comune una fattura di oltre 360mila euro, la quale è tuttora oggetto di contenzioso, ma ha già inciso sul calcolo della Tari per l’anno 2015, finendo per ricadere sulle tasche dei cittadini chiavaresi. Inoltre, diversamente da quanto indicato nel preventivo consegnato al Comune, l’impresa non ha trattato i rifiuti presso il proprio centro, ma si è avvalsa di altre imprese di trasporto e di cinque centri di conferimento, i quali hanno praticato nei suoi confronti prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli fatturati al Comune di Chiavari.

I finanzieri hanno anche rilevato che, nel corso delle indagini, l’imprenditore si avvale della compiacenza di un’altra società del settore per produrre falsi preventivi retrodatati, al fine di attestare fraudolentemente lo svolgimento di una ricerca di mercato antecedente all’affidamento dei lavori. La Procura ha pertanto contestato ai funzionari comunali e all’imprenditore i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica e materiale e truffa aggravata ai danni del Comune di Chiavari e, a un imprenditore che gestisce un centro di raccolta rifiuti a Piacenza, il reato di favoreggiamento personale. Nel corso delle indagini, sono stati esaminati anche i bandi di gara e le procedure di affidamento dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti del Comune di Chiavari degli ultimi anni.

L’inchiesta ha portato anche a scoprire anche un giro di favori nella gestione della raccolta differenziata: cene e gite in barca per manovrare le aggiudicazioni del servizio. La turbativa d’asta è stata contestata anche per il bando di gara per l’appalto da 8 milioni di euro per lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti tutt'ora in corso. La vicenda sarà segnalata anche alla Corte dei conti e all’Anac.

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