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Mafie in Liguria non più infiltrate: sono "integrate"

Il quadro della Direzione distrettuale antimafia: la 'ndrangheta ha connessioni storiche con imprenditori, professionisti e amministratori locali. Il peso del narcotraffico ed i timori per il post pandemia su commercio, hotel, ristoranti ed edilizia.

il report
Mafie in Liguria non più infiltrate: sono "integrate"

Liguria - E' ancora la 'ndrangheta a rappresentare l'associazione mafiosa maggiormente rappresentata sul territorio ligure. La relazione della Direzione distrettuale antimafia per il secondo semestre del 2019 conferma la forte infiltrazione della malavita calabrese, che agisce attraverso le tre locali di Genova, Ventimiglia e Lavagna. L'unità periferica di Sarzana, riconosciuta inizialmente nel 2010, ha "trovato solo un parziale riscontro nelle aule giudiziarie", avverte la DIA e quindi viene depennata dal report. Questo "a causa delle difficoltà, in fase
di giudizio, a riconoscere il fenomeno nelle sue manifestazioni esteriori parzialmente atipiche, ma anche in ragione di un minore quadro probatorio posto a sostegno di alcune posizioni". Il riferimento è alla recente assoluzione di una figura che si ipotizzava fosse il vertice di questo tentacolo sarzanese.
Non c'è però da parlare di uno scampato pericolo, avverte la relazione del Ministero dell'Interno trasmessa al parlamento. "La compenetrazione dell’imprenditoria mafiosa nell’economia legale locale dimostra come le mafie si siano trasformate, in Liguria, da 'soggetto che si è infiltrato' a 'soggetto che si è integrato' perfettamente nel sistema economico del territorio", si legge nella scheda che riguarda la Liguria. Imprenditori, professionisti, funzionari pubblici e amministratori locali sono "l'area grigia" che in cui le cosche calabresi hanno trovato stabili e consolidate connessioni. Appalti, subappalti, forniture, licenze edilizie e concessioni demaniali sono i "beni" scambiati. Attualmente in Liguria sono in corso le procedure per la gestione di 253 immobili confiscati, mentre altri 117 sono già stati destinati. A questi si aggiungono 20 aziende, mentre 8 sono state già destinate. La provincia della Spezia è la terza per numero di casi.

Il motivo conduttore dell'attività criminale è però rappresentato dal narcotraffico. "La Liguria appare molto esposta, proprio perché ideale punto d’approdo e area di transito dello stupefacente verso le piazze europee e del nord ovest del Paese" e vede la presenza di porti commerciali di peso internazionale come Genova e la Spezia. Anche in questo caso è la 'ndrangheta ad essere risultata in più di un'inchiesta come il sodalizio maggiormente attivo. "Per quanto riguarda le altre mafie nazionali, nel corso del semestre non sono emerse risultanze investigative circa la presenza, nel territorio ligure, di strutture articolate e stanziali riconducibili alla criminalità mafiosa siciliana o campana", comunque attestate con strutture di famiglie o piccoli sodalizi, attive in estorsioni, usura, contraffazione e commercializzazione di marchi ed esercizio abusivo del gioco (anche online) e delle scommesse clandestine, oltre che nel traffico e spaccio di stupefacenti. Le gang straniere sono invece concentrate soprattutto nel centro di Genova. "È nota, infine, l’operatività delle gang di sudamericani nello spaccio di droga, con una prevalenza di ecuadoriani nel genovese e di dominicani nello spezzino".

Il focus sulla provincia spezzina non presenta particolari novità rispetto al passato. Si continua a citare la presenza a Sarzana di una "proiezione extraregionale del cartello mafioso
PANGALLO-MAESANO-FAVASULI, ricadente nell’alveo criminale del locale di Roghudi" e "altri gruppi originari del crotonese, ritenuti contigui a contesti di ‘ndrangheta, come gli ABOSSIDA di Crucoli (Crotone), contigui ai cirotani FARAO-MARINCOLA, che nella provincia spezzina hanno investito in imprese e beni mobili ed immobili i proventi derivanti dal traffico internazionale di cocaina". Nel settembre del 2019 è stata emessa un’informazione interdittiva antimafia nei confronti di una società con sede legale nella provincia spezzina, operante principalmente nel trasporto merci per conto terzi, risultata riconducibile a un gruppo ‘ndranghetista.
Ora l'allarme si sposta sulla gestione del periodo post lockdown. Una delle cifre delle mafie è infatti la "marcata propensione ad intellegere tempestivamente ogni variazione dell’ordine economico e di trarne il massimo beneficio". E' quello che ci apprestiamo a vivere quindi un periodo in cui le organizzazioni criminali possono allungare ulteriormente le mani soprattutto sui settori "che più di altri hanno sofferto l’immobilità commerciale e che nel recente passato sono risultati nelle mire della ‘ndrangheta". Si parla commercianti al minuto, alberghi, ristoranti e pizzerie, attività estrattive, fabbricazione di profilati metallici, commercio di autoveicoli, industrie manifatturiere, edilizia e attività immobiliari, attività connesse al ciclo del cemento, noleggio, agenzie di viaggio, lotterie, scommesse e case da gioco.

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