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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Giugno - ore 22.04

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"Virus in Liguria già a dicembre, i primi risultati dello studio"

E' quanto emerso dal punto stampa serale. Tra i temi affrontati anche quello delle spiagge libere.

gli aggiornamenti

Liguria - I primi dati di uno studio che confermerebbe la presenza del coronavirus in Liguria già a dicembre e che potrebbe fare scuola. Delucidazioni sulle spiagge libere. Queste le principali novità del punto stampa della Regione Liguria. Ad aprire come di consueto il punto da parte del presidente Toti che ha commentato: "I numeri sono confortanti e lo è anche il rispetto delle regole che ci permettono di mantenerli. Il numero degli ospedalizzati è 300, il più basso mai registrato".
Il presidente Toti, in una nota, ha poi aggiunto: "Grazie alle indagini previsionali epidemiologiche e alle ricerche coordinate dalla nostra task force di Alisa, l’Azienda ligure sanitaria, possiamo confermare che la presenza del Covid-19 in Liguria risale a dicembre, ben prima quindi del cosiddetto ‘paziente zero’ di Codogno. Questo significa che siamo stati investiti molto presto da questa pandemia, ma abbiamo reagito bene, garantendo una risposta efficace con tutti i posti letto necessari a curare i nostri pazienti, sia nelle terapie intensive sia nei reparti di media intensità. È la dimostrazione dello straordinario livello di capacità e preparazione dei nostri esperti, insieme ai quali siamo riusciti ad affrontare al meglio la fase più critica della pandemia e con i quali continuiamo a lavorare per il monitoraggio in questa delicata fase2, con dati che anche questa sera sono confortanti”.
Sul tema sanitario l'assessore Sonia Viale ha annunciato che" Il policlinico San Martino è stato scelto per fare test, con strumentazioni portatili, i cui risultati in sarebbero pronti in 30 minuti se poi il macchinario potrà essere messo in commercio il suo utilizzo verrà allargato". In chiusura dell'intervento l'assessore ha annunciato anche un progetto che lega l'analisi del sangue dei donatori e la presenza del coronavirus in Liguria e stando ai primi passi compiuti da questa ricerca emergerebbe la conferma che il virus in Liguria fosse già presente prima del picco dell'epidemia. A illustrarla è stato il professor Filippo Ansaldi.
"Capire da quando il virus è arrivato è curiosità di tutti gli epidemiologi - ha detto - anche se il sospetto è che fosse già presente albergava . Con i colleghi di diverse specializzazioni siamo andati a vedere a ritroso se immagini specifiche fossero presenti prima dei casi registrati. Queste erano le prime evidenze e i radiologi hanno notato che il 27 dicembre c'erano già cinque tac riconducibili al virus, per poi arrivare a 16 nel mese successive. E' in progress un approfondimento. Dai primi dati emerge un ruolo importante dai donatori di sangue che possono partecipare a studi di questo tipo".
L’indagine sulle tac, ancora in corso, ha coinvolto i tre centri radiologici più rilevanti sistema sanitario regionale (Asl 2, ospedale Galliera e Policlinico San Martino) che hanno analizzato un campione di tac polmonari eseguite a partire da dicembre 2019: le tac polmonari, osservate attraverso valutazioni incrociate e secondo la classificazione della società olandese di radiologia, hanno evidenziato che i primi casi sospetti risalgono alla fine del 2019: a dicembre 2019 sono stati rilevati 5 casi suggestivi e un caso molto probabile, a gennaio 16 casi suggestivi e 42 casi molto probabili.

Inoltre da circa un mese sono in corso le indagini sierologiche sulla popolazione dei donatori di sangue: si osserva che nel mese di dicembre 2019 già 9 donatori avevano le IgG positive (anticorpo specifico al covid-19 che evidenzia l’entrata in contatto con il virus) mentre nel mese di gennaio 2020 i donatori con IgG positive sono 13.
Sul tema spiagge l'assessore Scajola ha spiegato: "Oggi abbiamo portato due delibere di giunta, abbiamo recepito le linee guida i comuni attraverso Anci che danno traccia come poter gestire le spiagge libere. La seconda delibera è più specifica che tratta temi del demanio che da possibilità ai concessionari di allargarsi anche in quelle zone confinanti. Diamo la possibilità alle attività che gravitano in quelle aree di allargare i propri spazi. Un'altra opportunità per gli stabilimenti: più materiali per implementare l'accoglienza".

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