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Undici medaglie d'oro ai vini liguri, quattro sono spezzine

Dallo Sciacchetrà Dop 2018 di Riomaggiore al Cinque Terre Doc passando per i vermentini di Arrigoni e Federici: è un trionfo per i produttori dell'estremo levante.

MONDIAL DES VIN EXTRÊMES DI AOSTA
Undici medaglie d'oro ai vini liguri, quattro sono spezzine

Liguria - Undici vini liguri ottengono la Medaglia d’Oro del Mondial des Vins Extrêmes di Aosta. Si tratta dell’unica manifestazione enologica mondiale specificamente dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche.
L’assessore regionale all’Agricoltura esprime la sua soddisfazione per questo risultato. “Si tratta di un nuovo risultato importante per la viticultura ligure – afferma l’assessore -. Da anni investiamo attentamente su questo settore. Durante il mio mandato, il vino ligure è cresciuto fortemente, sia in quantità, sia in qualità, perché ci abbiamo creduto e investito, affiancando i produttori e ascoltando le loro richieste. Creando un modello di promozione internazionale e facendo sistema fra le varie cantine.”

“Solamente dal 2015 al 2019, siamo passati da 1.500 a 1.600 ettari coltivati, con una richiesta di nuovi ettari salita dai soli 3 del 2015, a 100 del 2019. Anche i quintali di prodotti sono passati da 62.709 del 2014, a 89.144 del 2019. Tutti dati che si sono manifestati in occasione di Vinitaly, con la richiesta di spazi espositivi delle nostre aziende che è passata dai 100 metri quadri del 2016, ai 500 del 2020. Ad oggi la viticoltura rappresenta uno dei settori economici in maggiore espansione della Liguria, con grandi ricadute nel settore turistico in rotta al dissesto idrogeologico".

“Fare vino in Liguria è una sfida, in ogni sua porzione di costa o valle e per questo consideriamo la nostra, viticoltura eroica a tutti gli effetti. I costi sono alti, la fatica tanta, le difficolta sempre dietro l’angolo. Penso ad esempio, produrre sulle nostre fasce terrazzate affacciate sul mare. Per questo sono convinto che tali vini, e le persone che li producono, debbano ottenere un riconoscimento speciale. Per iniziare serve una maggiore libertà nell’impianto di nuovi vigneti, tema per il quale mi sono battuto e continuerò a farlo, visto che si tratta di un settore fortemente regolato da normative europee.”

“I nostri vini rappresentano passione e determinazione delle nostre aziende e nelle bottiglie sono racchiuse la nostra storia, cultura, identità.

Per i vini bianchi tranquilli annata 2019, premiati:
Cinque Terre Doc, Costa De Sera 2019, Agricoltura di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso
Colli di Luni Doc, Vermentino Superiore Il Prefetto 2019, Società agricola Arrigoni Sas, La Spezia
Colli di Luni Doc, Vermentino Sarticola 2019, Azienda Agricola Federici, Luni
Riviera Ligure di Ponente Doc, Vermentino 2019, Azienda agricola Fontanacota, Pornassio
Riviera Ligure di Ponente Doc, Pigato 2019, Azienda agricola Calvini Luca, Sanremo
Riviera Ligure di Ponente Doc, Moscatello di Taggia 2019, Azienda agricola Calvini Luca, Sanremo

Per i vini bianchi tranquilli annata 2018, premiati:
Riviera Ligure di Ponente Doc, Pigato Braie 2018, Azienda agricola Durin, Ortovero
Riviera Ligure di Ponente Doc, Moscato 2018, Azienda agricola Durin, Ortovero
Riviera Ligure di Ponente Doc, Pigato Suoperiore Giuanò 2018, Tenuta Maffone, Pieve di Teco

Per i vini dolci, premiati:
Cinque Terre Doc, Sciacchetrà Dop 2018, Azienda agricola Possa, Riomaggiore
Ormeasco di Pornassio, Passito Doc 2016, Tenuta Maffone, Pieve di Teco


Il concorso è stato organizzato dal Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana (Cervim), con il patrocinio dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (Oiv) e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Seleziona i migliori vini frutto della viticoltura estrema con la finalità di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole che si caratterizzano per storia, tradizione e unicità, di grande valore ambientale e paesaggistico dove si coltivano soprattutto vitigni autoctoni. Si tratta di autentiche “isole della biodiversità viticola“ che, però, corrono il rischio di scomparire a causa degli alti costi di produzione e realizzazione dei vigneti (la coltivazione e la realizzazione di un vigneto in queste zone costa dieci volte di più di un vigneto in pianura). In precedenza, il concorso, per 23 edizioni, è stato denominato “Concorso Internazionale Vini di Montagna”.
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