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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 05 Agosto - ore 22.48

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Per Gimbe la Liguria è ancora nel quadrante rosso

La fondazione indipendente ha elaborato i dati degli ultimi 7 giorni e le notizie per i liguri non sono positive. Ma ci sono grandi differenze tra le quattro province.

L'analisi dei dati

Liguria - Da lunedì prossimo si potrà andare verso la riapertura di gran parte delle attività economiche e commerciali, ma, come ripetono da settimane gli esperti, l'emergenza è lontana dall'esser conclusa. Il governo, infatti, ha specificato che ci sarà un monitoraggio continuo dei dati che proverranno dalle diverse regioni d'Italia per imporre eventuali marce indietro sull'allentamento del lockdown e per consentire o meno che si ritorni alla permeabilità dei confini amministrativi, condizione che si concretizzerà solamente in caso di R0 uguali o simili tra i territori.

Già da un paio di settimane, nonostante il calo continuo dei ricoveri e dei pazienti in Terapia intensiva più volte rivendicato dal presidente della Regione, Giovanni Toti, e dall'assessore alla Salute, Sonia Viale, la Fondazione indipendente Gimbe rileva numeri poco rassicuranti in ottica di riapertura per la Liguria. A fine aprile la Liguria veniva definita ancora in piena Fase 1 a causa dell'incremento percentuale dei nuovi contagi registrati nella settimana precedente, mentre veniva evidenziato come la regione si collocasse nona in Italia per numero di tamponi ogni 100mila, ma come oltre la metà di questi fosse di controllo e non di diagnosi. Un dato che affievolisce l'incidenza della statistica e dunque sbiadisce la fotografia della situazione del contagio.

In attesa di conoscere con certezza quali saranno i criteri sanitari ed epidemici che saranno valutati dal ministero della Salute per concedere autonomia decisionale alle Regioni, dalla Fondazione Gimbe giungono ulteriori notizie non positive.
A due settimane dal primo grafico che poneva la Liguria ancora in zona rossa, le cose non sono cambiate granché.
L'incremento percentuale dei casi liguri tra il 6 e il 13 maggio è all'incirca del 4,5 per cento e l'incidenza ogni 100mila abitanti è di poco inferiore a 600. Cifre che posizionano la Liguria nel quadrante in alto a destra, ancora una volta insieme a Lombardia e Piemonte, le aree che hanno subito gli effetti peggiori del Covid-19.
Il bollettino del 13 maggio, infatti, parla di 67 nuovi contagi in Liguria (5 sono stati nella provincia spezzina) e di un totale di 8.930 dall'inizio dell'epidemia, che collocano la Liguria al sesto posto, dietro alla Toscana e davanti al Lazio, territori che hanno popolazioni decisamente superiori rispetto a quella che risiede tra Luni e Ventimiglia.

Ancora una volta, però, c'è una grande differenza tra le quattro province liguri: degli 8.930 casi di contagio ben 5.122 sono quelli genovesi, 1.463 quelli savonesi, 1.445 quelli imperiesi e 896 quelli spezzini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I dati virus in Liguria elaborati dalla Fondazione Gimbe


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