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Medusei: "Non ci sarà piena civiltà fino a quando una sola donna vivrà nella paura e nella sofferenza"

Il presidente del Consiglio regionale ricorda l’ultimo femminicidio accaduto questa notte in Veneto e sottolinea che durante il lock down il fenomeno si è acuito con un incremento del 119% delle chiamate alle forze dell’ordine per liti in famiglia.

oggi, 25 novembre
Medusei: "Non ci sarà piena civiltà fino a quando una sola donna vivrà nella paura e nella sofferenza"

Liguria - "Oggi è una giornata di lutto, di dolore e di riflessione sui passi che ancora non abbiamo compiuto verso la civiltà". Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ricorda la “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne” istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1999. "La violenza contro la donna è uno dei delitti più odiosi perché sottende una profonda arretratezza della nostra società. E anche oggi, nella Giornata dedicata al riscatto, è stato compiuto un altro femminicidio in Veneto. Persiste dunque un pregiudizio primitivo; anzi i numeri dimostrano che proprio in Liguria il fenomeno ha radici più profonde e non ancora estirpate. Negli ultimi trent’anni,
infatti, è calato il numero di omicidi dove la vittima è un uomo eppure restano drammaticamente immutati i casi dove a subire violenza sono una moglie, una fidanzata, una ex compagna, una madre, una figlia".

Il presidente sottolinea come il lock down della primavera scorsa, che ha imposto una convivenza forzata all’interno delle famiglie, ha provocato una escalation delle aggressioni, "e le chiamate alle forze dell’ordine per liti in famiglia o per sospetti maltrattamenti sono aumentate del 119 per cento, perché nella maggior parte dei casi questa violenza nasce fra le pareti domestiche eppure, spesso, ne vengono sottovalutati i segnali premonitori. Occorre un intervento forte dello Stato, occorrono processi educativi urgenti e mirati per aiutare gli uomini a non colpire e le donne a non subire, ma non è stato fatto ancora abbastanza e ancora meno è stato fatto per garantire alle donne in difficoltà un ascolto, un rifugio sicuro, un approdo. Le donne sono l’altra metà del nostro mondo e – conclude - non ci sarà piena civiltà fino a quando una sola di loro vivrà ancora nella paura, nel dolore e nella sofferenza. E questo è un traguardo a cui dobbiamo tendere non solo oggi, ma ogni giorno della nostra vita". Ieri, intanto, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Regione a promuovere nuove iniziative per contrastare la violenza contro le donne.

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