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Legambiente e Libera: "Si stralci il comma 2 sulla frantumazione di inerti dalla proposta regionale"

Legambiente e Libera: `Si stralci il comma 2 sulla frantumazione di inerti dalla proposta regionale`

Liguria - "Apprendiamo che, a partire da martedì 20 dicembre, il Consiglio Regionale della Liguria sarà chiamato ad esprimersi sulla proposta di legge che, se approvata, prorogherebbe le attività dei frantoi di inerti siti nelle aree protette del Parco di Montemarcello - Magra - Vara.
Come già affermato pubblicamente la scorsa settimana, guardiamo con profonda preoccupazione a questa proposta, ed in particolare a quanto previsto al comma 2. Secondo un accordo risalente a circa dieci anni fa, questi impianti avrebbero dovuto trovare collocazione fuori dalle aree protette, ma il comma 2 della nuova legge sembra lasciare la possibilità che questo non avvenga neppure in futuro". Così Santo Grammatico, presidente regionale di Legambiente, e Stefano Busi, referente regionale di Libera, intervengono chiedendo ai membri del consiglio regionale di porre rimedio.

"Pur comprendendo che la norma mira a tutelare il mantenimento dell’occupazione, abbiamo il dovere di segnalare che un provvedimento di questo tipo, che deroga la normativa vigente, rappresenta un forte messaggio diseducativo per tutta la cittadinanza. Una deroga, tesa a tutelare l'occupazione, potrebbe essere accettabile se e solo se fosse limitata nel tempo: tutto il contrario di quanto previsto dal comma 2, che se approvato consentirebbe alle aziende di restare potenzialmente per sempre all'interno delle aree protette, in cambio di una ambientalizzazione dei siti stessi. Un segnale - proseguono - che disincentiva il rispetto delle regole, in particolare nel settore del ciclo degli inerti che, come segnalato da anni nelle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, è oggetto di interesse della criminalità organizzata anche nella provincia della Spezia. Noi chiediamo con forza di cancellare questo comma. Una sua approvazione rappresenterebbe la fine della pianificazione dell'Ente Parco e un'ammissione di impotenza di fronte a un problema che invece è risolvibile. Ci conforta sapere di essere in buona compagnia nel fare questa richiesta: la pensano così il direttivo dell'Ente Parco all'unanimità, e la Comunità del Parco, anch'essa all'unanimità.
Ci auguriamo che i Consiglieri Regionali facciano propria questa richiesta e che, a partire dalla seduta di martedì prossimo, si impegnino per impedire l'approvazione del comma 2.
Chiediamo infine alla Giunta Regionale di aprire un tavolo di confronto con tutte le istanze coinvolte nel territorio del Parco, affinché quest'anno di proroga sia proficuo: ci risulta infatti che, vista la disponibilità di aree per la ricollocazione, gli obiettivi di tutela del Parco e dei livelli occupazionali possano essere positivamente conseguiti".

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