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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 17.20

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Il mistero della chiazza di paraffina in mezzo al mare

Spiaggiamenti di materiale segnalati da Savona a Livorno, le analisi la identificano come una cera derivata dagli idrocarburi innocua per le persone. Nel 2012 un caso simile: una nave aveva pulito le cisterne con acqua di mare.

Il mistero della chiazza di paraffina in mezzo al mare

Liguria - Sulle spiaggie spezzine non si sono registrati ritrovamenti, ma sul litorale massese e su quello savonese le segnalazioni sono state parecchie. Una striscia di cera giallastra ha fatto capolino sul bagnasciuga, allarmando i bagnanti sulla presenza di un materiale potenzialmente dannoso per la salute. Le analisi svolte in questi giorni rassicurano, anche se appare certo che ci sia la mano dell'uomo dietro questo fenomeno.
L'Arpat toscana ha raccolto diversi campioni della misteriosa sostanza per analizzarli nei propri laboratori mentre la Guardia costiera metteva in azione il battello disinquinante “Marzocco”, che ha recuperato complessivamente circa 350 chilogrammi di sostanza nel mare tra la Versilia e Livorno. Pochi giorni prima, l'Arpal ligure aveva informato i colleghi di aver ritrovato lo stesso materiale spiaggiato a Finale Ligure.

Gli scienziati ipotizzano che si tratti di una cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica), una tipologia di prodotto non presenta particolare pericolosità né ambientale né sanitaria. Una ulteriore conferma della natura del materiale spiaggiato è stata ottenuta grazie all’analisi eseguita dal Dipartimento di chimica dell'Università di Pisa. Gli accertamenti analitici sui campioni pervenuti continueranno nei prossimi giorni con ulteriori determinazioni per capire come smaltire correttamente il rifiuto.
Della vicenda è stata informato anche l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente. Un fenomeno del genere si era già verificato sulle coste toscane e liguri già nel 2012 con spiaggiamento di materiale, in quel caso biancastro, identificato poi come paraffina. Nell’occasione, indagini svolte da Arpal accertarono che una imbarcazione aveva lavato con acqua di mare le cisterne che contenevano cera paraffinica provocando lo spiaggiamento di rilevanti quantità di sostanza.

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