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Il disastro del nuovo Felettino

Tribunale per i diritti del malato
Il disastro del nuovo Felettino

Liguria - “Toti, Peracchini e Troiano propongono, per il nuovo ospedale, una toppa che è peggiore del buco. Dove il buco è la mancanza di coraggio nell'ammettere che sapevano di aver perso definitivamente il finanziamento statale di 120 milioni di euro, essenziale per costruire il nuovo Felettino. Lo sapevano almeno già da gennaio scorso”. Gli attivisti del Tribunale per i diritti del malato (www.cittadinanzattiva.it) tornano ad attaccare le istituzioni locali a proposito del Felettino del futuro, tornando però al recente passato, ovvero sia al progetto approvato nel 2015 ma poi abbandonato per la nota querelle con l’azienda Pessina, che risultó vincitrice di quell’appalto: “Il finanziamento totale dello Stato, impegnato in due parti successive, ammontava a 143.667.096 euro. A suo confronto poca cosa era l'apporto finanziario, in soldi veri, della Regione Liguria: neppure una decina di milioni. Il resto veniva dall'alienazione del Sant'Andrea. Hanno perso, per decorrenza dei termini di legge, 120 milioni di euro. Si sono dati da fare, con la velocità del bradipo, e hanno perso quasi tutto il finanziamento. Rimangono alla Regione, sul totale del finanziamento statale, solo 23.750.000 che “saranno spalmati“, come oggi riferisce Toti, su altri interventi per altra parte del territorio regionale, in altre province liguri“.

E cosa rimane agli abitanti di questa nostra provincia, si chiedono laconicamente? “Il vecchissimo, ultracentenario Sant'Andrea e la spianata del vecchio Felettino completamente demolito: null’altro. Restiamo, alla Spezia, con una mano davanti e l'altra sul dietro. Questa è la verità che non hanno avuto il coraggio di dire. Non volevano che esplodesse la loro incapacità nell'anno delle elezioni regionali. Persino nell'ultima conferenza stampa di tre giorni fa, il presidente Toti ha continuato a sostenere una cosa non vera: “anzichè investire 175 milioni di edilizia in conto capitale, meglio usare quei soldi per altri interventi che abbiamo spalmato sulla regione”: dichiarazione che non si può smentire vista la registrazione audio/video”.
Mancavano insomma quei 120 milioni persi “un po' per incapacità, anche per qualche difficoltà dell'appalto, un po' per l’arroganza di potere nonché per la demonizzazione del passato. Non hanno mai accettato l'idea di realizzare ciò che era stato avviato ed ottenuto dai loro predecessori. Qui stanno le radici del danno causato agli spezzini. In quel video di cui abbiamo fatto cenno, è avvilente vedere il sindaco della Spezia che si sbraccia per manifestare in pubblico il suo consenso ed il suo avallo alle finte toppe proposte di Toti. Il sindaco della Spezia non ha reso certo un buon servizio ai suoi cittadini“.

“Anche sulla proposta su come rimediare al disastro della giunta regionale, provinciale e comunale (con il codazzo di IRE, ALISA ed ASL5) manifestiamo il nostro dissenso - si conclude
la nota - Loro hanno fatto il danno e loro devono rimediare. Non possono pagare i cittadini per l'incapacità e l'inadeguatezza altrui. Cercano un privato, ovviamente con gara d'appalto, che esclusivamente con i propri capitali realizzi l'ospedale per poi affittarlo all'Asl5, che a sua volta pagherà un canone d'affitto onerosissimo per restituire nei trent'anni successivi l'investimento privato. Come farà Asl5 a pagare i molti e troppi milioni annuali di canone per restituire al privato il capitale con gli interessi? Taglierà prestazioni e servizi sanitari? Oppure, od assieme, ridurrà ulteriormente il personale già oggi sotto i livelli di decenza? Ridurrà pesantemente la qualità del servizio sanitario all'utenza di questa provincia? Insomma saranno i cittadini i pagatori di ultima istanza? Oppure si continua a coltivare la prospettiva che inevitabilmente col tempo, nel breve o medio periodo, si sbaracca tutto e si cede al privato tutta la gestione anche sanitaria dell'ospedale spezzino?

Il Manifesto per la Sanità Locale non accetterà mai nessuno di questi rischi concreti e certi. “L'onere, a cominciare da quello economico, deve essere assunto a totale carico della Regione e delle sue giunte: quella presente e quelle future che si avvicenderanno nei prossimi trent'anni. Oppure, se è gradito un nostro modesto consiglio, Toti smetta di fare affermazioni contrarie agli atti amministrativi che lui stesso firma e di proporre il peggio. Chieda un incontro col Presidente del Consiglio dei Ministri e con spirito di vera intesa istituzionale cerchi con il Governo nazionale una soluzione che salvaguardi gli interessi dei suoi concittadini”.

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