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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Settembre - ore 22.18

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I dati dei Pronto soccorso per svelare la violenza

Un protocollo della durata di quattro anni per mettere assieme prefetture, procure e Regione. Cavo: "Stringiamo la maglia della rete per far emergere casi sommersi".

I dati dei Pronto soccorso per svelare la violenza

Liguria - “Con la firma di questo protocollo, all'avanguardia a livello nazionale, la Liguria si conferma una Regione dalla parte delle donne con fatti concreti. Grazie a questo documento si stringe la maglia della rete tra soggetti altamente qualificati che lavoreranno insieme per far emergere le violenze ‘sommerse’, intercettando il fenomeno a partire dai pronto soccorso, così da garantire da un lato l’avvio di procedimenti giudiziari e dall’altro la presa in carico delle vittime da parte dei centri antiviolenza”.
Così la vicepresidente e assessore alla Sanità e Politiche sociali della Regione Liguria Sonia Viale e l’assessore alle Pari Opportunità, Politiche Giovanili, Formazione e Comunicazione Ilaria Cavo in merito alla firma, oggi a Palazzo Ducale, del “Protocollo per la prevenzione ed il contrasto della violenza nei confronti di donne, minori e categorie vulnerabili -  inRete contro la violenza” frutto della collaborazione tra la Prefettura di Genova, la Procura della Repubblica e la Regione Liguria. 

Tra gli obiettivi del documento, far emergere i casi ‘sommersi’ di violenza nei confronti di donne, minori o persone vulnerabili grazie all’utilizzo della banca dati sanitaria degli accessi nei Pronto Soccorso liguri; garantire flussi informativi dedicati tra Procure, operatori di polizia e ospedali; adottare procedure operative omogenee per magistrati, operatori di polizia e sanitari su tutto il territorio regionale con la costituzione di gruppi di lavoro dedicati; istituire presso tutti i presidi ospedalieri liguri un percorso di accompagnamento della vittima di violenza anche per favorire interventi a tutela dei minori eventualmente coinvolti; promuovere un percorso di trattamento della persona maltrattante; implementare la collaborazione tra gli uffici scolastici, la magistratura, la Prefettura e le forze di Polizia per l’emersione di fatti di violenza maturati all’interno del mondo della scuola; promuovere iniziative di prevenzione e campagne di informazione regionali sul tema della violenza con il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Genova e dell’Ufficio Scolastico regionale.
Il Protocollo avrà una durata di 4 anni (rinnovabile per uguale periodo) e costituisce un ulteriore passo avanti rispetto al documento siglato il 20 aprile 2015 nell’ambito del territorio della Città Metropolitana, con l’adozione di modalità dedicate di accoglienza e presa in carico delle vittime di violenza presso i Pronto Soccorso.

Con la firma odierna, Regione Liguria si impegna a coordinare, con la Prefettura e la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Genova, le iniziative previste dal Protocollo; a costituire presso le Aziende ed Enti del sistema sanitario, tramite Alisa, un nucleo operativo multidisciplinare per l’accompagnamento della vittima di violenza al Pronto Soccorso; a promuovere, anche d’intesa con le Conferenze dei Sindaci, attività di ascolto, accoglienza, assistenza psicologica e legale, il collegamento con le case rifugio, l‘orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa; a promuovere l’attività di raccolta di dati svolta dai Centri Antiviolenza; a realizzare campagne di comunicazione; a curare la formazione continua degli operatori sanitari, sociosanitari e sociali in ordine ai maltrattamenti. Alisa si impegna inoltre a estrapolare, in tempi definiti, determinati casi di accesso al Pronto Soccorso di donne e minori e a comunicarne gli esiti all’Autorità giudiziaria, rispondendo tempestivamente (entro 5 giorni) a eventuali richieste da parte di quest’ultima e della Polizia Giudiziaria per acquisire elementi su casi sospetti: in applicazione del protocollo del 2015, in tre anni le richieste di informazioni (accessi nei pronto soccorso dell’area metropolitana genovese) hanno riguardato 232 soggetti, tra cui 20 minori.

“Questo protocollo garantirà su tutto il territorio regionale un comportamento uniforme da parte degli operatori dei Pronto soccorso – spiega l’assessore Viale – che, grazie alla possibilità di monitorare gli accessi, hanno il ruolo di ‘sentinelle’ rispetto ai casi sospetti di violenza che vanno collegati e tracciati”. Sotto la lente di ingrandimento saranno posti i casi ripetuti negli anni di accessi nei pronto soccorso (almeno tre in un biennio) da parte di una stessa persona per “infortunio domestico” oppure per “asserita violenza altrui” oppure per “trauma accidentale” o per “causa sconosciuta”. Ad Alisa il compito di incrociare i dati e le cause di accesso, estrapolando ogni anno entro il mese di aprile i casi che presentino queste specifiche caratteristiche, monitorando anche gli accessi dei minori e delle persone fragili o con handicap in tutti i pronto soccorso liguri.

“Una volta individuati i casi sospetti – aggiunge l’assessore Cavo – entra in gioco la rete dei soggetti deputati a prendere in carico le potenziali vittime. Da questo punto di vista è fondamentale il coinvolgimento sempre più stretto con tutti i centri antiviolenza della Liguria, che garantiscono una corretta ed efficace presa in carico delle vittime di violenza, intervenendo anche sugli autori, per incidere in modo più efficace sul fenomeno. Regione Liguria ha avviato e avvierà numerose azioni sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere che mobilitano, nel biennio 2017/2018, due milioni di euro".
"Abbiamo ripartito le risorse per il sostegno ai centri e alle case già esistenti e saranno avviate attività di ‘prevenzione precoce' e orientamento nelle scuole; saranno potenziati i percorsi di trattamento degli autori delle violenze e saranno sostenuto corsi di formazione per il personale pubblico che può intercettare il disagio. Regione ha inoltre messo a disposizione dei Comuni capofila delle Conferenze dei Sindaci quasi 140mila euro per interventi finalizzati all’autonomia abitativa delle vittime di violenza, oltre a prevedere interventi per incentivare l’autonomia lavorativa delle donne vittime di violenza, attraverso contributi alle aziende che le assumeranno. La sensibilizzazione del territorio è forte, il protocollo di oggi lo dimostra. Il fatto, poi, che questa mattina alla presentazione del protocollo abbiano partecipato molte scolaresche insieme ad attori della scuola del teatro Stabile e musicisti del Carlo Felice dimostra non solo un grande lavoro di rete ma anche che il tema del contrasto alla violenza sulle donne tocca tutti, in modo trasversale, tutti i settori e tutte le età. E il fatto che aumentino le donne giovani (sotto i 20 anni) che accedono ai centri antiviolenza (come riferito oggi dalla relazione dei centri) è un dato da tenere monitorato ma che dimostra come l'opera di sensibilizzazione stia funzionando".

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