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Danni a Ponente, Coldiretti: "Paesi, città e aziende in ginocchio"

Danni a Ponente, Coldiretti: "Paesi, città e aziende in ginocchio"

Liguria - Notte difficile per l’intera Liguria in allerta rossa, ma la “roulette russa” ha colpito, a questo giro, soprattutto la provincia di Imperia, con il fiume Roja che è esondato a causa delle forti piogge della giornata di ieri, alluviando la città di Ventimiglia, mentre in tutte le valli dell’imperiese si sono susseguite frane e smottamenti, che hanno isolato intere zone. Irraggiungibile un’azienda in alpeggio sul monte Frontè per la quale stanno iniziando le misure di soccorso. Danni all’olivicoltura e alle colture in campo ancora da stimare, ma il forte vento e i temporali autorigeneranti non hanno risparmiato le olive ormai prossime alla raccolta.

È quanto emerge da un primo report di Coldiretti Liguria, che mostra come la violenza della perturbazione ha messo in ginocchio il ponente regionale. Dalla Val Roja alla Val Nervia fino alla Valle Arroscia, frane, smottamenti e strade interrotte hanno causato l’isolamento di diversi comuni come Mendatica; a Vessalico le abbondati piogge si son portate via il ponte isolando il comune. Situazione critica in Valle Argentina e Valle Impero. Anche a Badalucco, da ieri notte senza luce, lo smottamento ha distrutto il ponte Ca Mea. Temporali autorigeneranti, trombe d’aria e forte vento hanno inoltre provocato danni all’olivicoltura che saranno stimabili però solo a perturbazione finita.
“Ovunque si abbattano fenomeni intensi e continui come questi - commentano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - mettono in ginocchio paesi, città e aziende: purtroppo siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, che ormai non di rado si esprimono con episodi violenti e non contenibili, dove le precipitazioni sempre più intense, trombe d’aria, e vere e proprie bombe d’acqua, si abbattono su un territorio reso più debole dalla cementificazione e dell’abbandono delle aree marginali, ma anche della mancanza di programmazione adeguata che valorizzi il ruolo di chi vive e lavora sul territorio come gli agricoltori. Per stimare i danni subiti al nostro comparto agricolo è ancora presto, ma come Coldiretti stiamo costantemente monitorando la situazione. Per le imprese colpite da questo ennesimo evento calamitoso riteniamo doveroso venga dichiarato lo stato di Calamità”.



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